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Email marketing: come fare scacco matto
feb 5, 2010 Per chi si occupa di email marketing alla stessa maniera, è utile testare sul campo quali siano le migliori azioni per affascinare i destinatari delle email; è però ancora più indispensabile studiare le email che arrivano sulla nostra casella di posta. di Simona Ibba
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Un nuovo anno: fermiamoci un attimo! Troviamo il tempo per pensare, elaborare, progettare. Un buon inizio è sempre preceduto da una discreta fase di studio. Per chi si occupa di email marketing i propositi di un anno che si avvia sono contornati da tutti quegli strumenti che fanno dell’innovazione e della condivisione dell’informazione il valore aggiunto di un mestiere che difficilmente raggiunge la perfezione, ma che all’eccellenza si deve comunque avvicinare. Tweet, post, iphone,
seminari, conferenze, documenti, ricerche su web, sono i mezzi per
ampliare la conoscenza e per apprendere quanto sia efficace l’email
marketing. Uno scacchista, per diventare bravo, si deve allenare e deve confrontarsi con molteplici avversari. Ogni rivale avrà un comportamento diverso: attraverso ciascuno di questi atteggiamenti, così come dai difetti, si può arrivare ad un’intuizione. Per chi si occupa di email marketing alla stessa maniera, è utile
testare sul campo quali siano le migliori azioni per affascinare i
destinatari delle email; è però ancora più indispensabile studiare le
email che arrivano sulla nostra casella di posta: l’obiettività e lo
spirito critico che si utilizza nei confronti di un altrui lavoro, e gli
atteggiamenti che tale progetto suscitano in noi, possono rivelarsi
preziosi. Troviamo particolarmente fastidiosa quella newsletter che viene spedita con una frequenza tale da rischiare di subire una imperitura operazione di deiscrizione. Un giocatore che compie cinque o sei mosse successive senza aspettare una giocata dell’avversario, si illude di partecipare ad un solitario, non a scacchi: il proverbio “melius abundare quam deficere” deve essere usato con cautela! Abbiamo paura di essere travolti da quell’email che ci propone offerte uniche e irripetibili e ci fa infinite promesse. Nessuna azienda lavora per ottenere un guadagno nullo e l’enfasi su alcune parole, profuma di fregatura. Nel riceverla andiamo alla ricerca di quel minuscolo asterisco, molto simile ad un refuso grafico, che ci spiega che quello sconto del 50% tanto urlato, è riservato solo a pochissimi prodotti. Pensavamo di aver ricevuto un’email fantasma quando il client di posta ci segnalava una nuova email che non aveva un oggetto o al contrario stavamo per spostare nella cartella spam quell’email il cui oggetto era incomprensibile perchè costituito da parole come it, low cost, off, sales, ecc. Ci piaceva tanto quella comunicazione in cui immagini e testo erano ben integrate e il cui messaggio era tanto esplicito da consentirci di assimilarlo senza dover perdere troppo tempo e da convincerci ad accedere immediatamente al sito web a cui l’email faceva riferimento. Solo con l’esperienza nel campo dell’email marketing, unita ad una buona dose di studio e di intuizione potremo dunque dichiarare: “Scacco matto!” Simona Ibba Simona
Ibba lavora presso Hoplo
ed è ed è Business Development Manager della piattaforma per l'invio di newsletter
Infomail.
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