Se infatti p normale notare come i più giovani siano proiettati nella nuova realtà digitale di Internet e dei social network, non lo è il fatto che i principali riferimenti ed educatori, non siano troppo spesso consapevoli dei pericoli reali a cui i figli sono esposti sul Web. Entrambi poi, a torto, sono spesso troppo sicuri di sé e delle proprie conoscenze per affrontare ed evitare davvero le possibili insidie della Rete, per sé e per i propri cari.
È dunque questa la fotografia che emerge da una ricerca condotta in 11
paesi europei, Italia compresa, su 14mila utenti, sia genitori sia
minori, presentata in occasione del Safer Internet Day 2010 (www.saferinternet.it).
Il
79% dei teenager europei oggi ha almeno una propria pagina su un social
network e il 43% ritiene sia pienamente sicuro postare e condividere
informazioni personali attraverso i social media.
Al punto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili: in Italia, ad esempio
Evidentemente anche solo una di queste informazioni, condivisa senza attenzione nel Web, può permettere ad eventuali malintenzionati di aprire un fronte pericoloso di contatto. Ecco perché quasi due terzi dei teenager europei (63%) sono stati contattati online da sconosciuti, una percentuale che sale al 73% in Italia, la più alta tra i diversi paesi. Non solo: più del 46% dei ragazzi spesso, spinto dalla curiosità, risponde a persone non fidate.
Nonostante queste evidenze, il 59% dei genitori si dichiara sereno sulla navigazione in rete dei propri ragazzi, convinto che sappiano adottare tutte le precauzioni per proteggere e condividere responsabilmente le informazioni online. Tanto che ben il 40% dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati
Percentuale
che cresce se vista attraverso le risposte dei più giovani:
La presunta “tranquillità” dei genitori nasce anche dalla convinzione di saperne abbastanza o molto di computer e Web (lo dichiara il 77% del campione in Italia), ma anche in questo caso i giovani la pensano diversamente e, solo il 56% dei figli, ritiene di avere mamma o papà sufficientemente competenti sulle nuove tecnologie.
I risultati dell’indagine
confermano quindi l’urgenza di continuare ad investire nella
sensibilizzazione sull’uso sicuro di Internet. Proprio per questo Microsoft è scesa in campo in
supporto del Safer Internet Day.
L’attività di
sensibilizzazione svolta in Italia grazie alla collaborazione tra tutti
gli attori in campo, dalle istituzioni alle forze dell’ordine, dalle
organizzazioni non governative alle aziende, oltre ad essere un modello
di sicurezza partecipata e di integrazione di risorse tra pubblico e
privato tra i più avanzati al mondo, è anche il necessario complemento
all’attività di contrasto al cybercrimine in Rete della Polizia Postale e
delle Comunicazioni.