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E se Facebook battesse Google …?


mar 2, 2010

Rischiosa quanto fantasiosa previsione, ma analizzando i dati comportamentali dei navigatori, qualcosa di importante sta succedendo in rete. Superato Yahoo in utenti, Facebook sta delineando un comportamento in rete che fa pensare … 

di Luca De Nardo

 




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Che cosa possa mai accadere in rete domani e dopodomani è praticamente impossibile da prevedere e raccontare. La rete è un insieme sistemico di componenti che si costituiscono in sinapsi infinite le quali agiscono e interagiscono tra loro fino a comporre "infiniti finiti".

Ma alcuni recenti dati diffusi portano a fare alcune riflessioni sui cambiamenti e sulle nuove attitudini in corso.

Le mode sono mutevoli e quel che succede oggi non necessariamente indica un futuro certo e definito. Tuttavia oggi emergono alcuni segnali, questi "certi" e "nettamente definiti".

Sicuri di poter essere smentiti, e prima ancora di fantasticare su possibili scenari futuri, analizziamo due dati fondamentali che, ad oggi, sono forse sfuggiti a molti.

Secondo Compete.com Facebook, in soli 12 mesi ha superato Yahoo.com in utenti mensili, ponendosi subito alle spalle di Google. Facebook ha quasi raddoppiato gli utenti mensili unici, passando dai 70 mln del gennaio 2009 ai 133,6 milioni di gennaio 2010.

E Google? Sempre secondo Compete.com, il grande (unico) motore della rete ha registrato 148 milioni di utenti mensili unici nel gennaio 2010.

Che valore hanno questi dati? Praticamente nessuno se si gioca - come al solito - sui numeri visti in termini assoluti. L'unica valutazione da fare che merita attenzione è il superamento di Yahoo da parte di Facebook, dove il primo continua a perdere share, visibilità e credibilità, intesa come leadership in rete. Un declino progressivo che da luglio 2009 sembra cedere in un progressivo shifting di utenti verso … Facebook.

Ma andiamo oltre, e aggiungiamo un altro dato che - questa volta - farà saltare sulla sedia molti di voi.

Ci riferiamo al tempo trascorso sui rispettivi servizi.

Se poniamo come 100 il tempo complessivo trascorso in rete dei rispettivi clienti, Google cattura un misero 4,1%, Yahoo 4,25% e … Facebook un incredibile 11,6%.

Avete letto bene. L'undici virgola 6 percento del tempo trascorso in rete, un utente Facebook lo passa sulla sua piattaforma sociale preferita.

In altre parole siamo di fronte ad una Sticky Platform.
Facebook è un servizio sticky (appiccicoso) che tiene incollato l'utente alle sue pagine (sarebbe più corretto dire che sono le sinapsi sociali in essere a tenere incollato l'utente sulla piatatforma di Social Networking).
E il processo sembra in crescita. Da un lato mano a mano che i personal network crescono e si arricchiscono, i nuovi "amici" appena entrati superano sempre più velocemente la fase di imbarazzo, la diffidenza. Dall'altro crescono, in parallelo, i servizi offerti dalla medesima piattaforma o creati proprio dai suoi stessi utenti.

Siamo dunque di fronte a un sistema - che in parte avevo descritto nel lontano 2000 attraverso la teoria dei i cicli incrementali delle Virtual Communities - che oggi trova risposta concreta nei meccanismi virtuosi dei nuovi sistemi sociali online.

E' un meccanismo che rischia di essere inarrestabile, in quanto il limite non è la tecnologia, ma la fantasia degli utenti e la loro capacità di tenere "active" l'attività in rete: una capacità potenzialmente infinita.

Dunque, cosa ci riserva il futuro?

Non è facile prevederlo, almeno non tanto quanto la previsione che feci nel 2003 con l'annuncio della morte del CD musicale e l'esplosione del mercato dei "45 giri" formato mp3.

In questo caso le incognite sono enormi, e poter dire che Facebook "mangerà Google in un sol boccone" è tanto rischioso quanto sciocco.

Tuttavia una certezza possiamo azzardarla.

L'era della "macchina" che risponde con algoritmi intelligenti a quanto la gente vuole trovare in rete potrebbe anche avere vita breve, a vantaggio invece di una predilezione verso le sinapsi sociali, in un raffinato marketing dal basso verso l'alto, dal meraviglioso stile "below the Web".

Luca De Nardo



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