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Cloud Computing e Social Media tanto famosi quanto pericolosi
mar 30, 2010 Al termine del primo trimestre 2010, gli esperti di Stonesoft tirano le
somme e delineano il quadro delle principali minacce informatiche,
protagoniste di quest’anno. Cloud Computing e Social Media si confermano
ai primi posti. Questi ultime previsioni in fatto di in-sicurezza non stupiscono, si tratta infatti dell'ennesima conferma della necessità di mantenere un livello alto di attenzione, ma anche di saper convivere con l'altra faccia del web. Stonesoft prevede un aumento del numero di attacchi alle reti private e aziendali per il 2010. La novità non riguarda le tipologia di attacco, che rimangono le stesse apparse nel 2009, bensì i vettori di distribuzione delle minacce. La progressiva e rapida diffusione dell’outsourcing e dei social network rendono il furto di identità e di dati confidenziali ancora più semplice da parte dei pirati informatici. Basti pensare che i dipendenti aggiornano i propri profili Facebook sul luogo di lavoro oppure prenotano le prossime vacanze da uno smartphone aziendale. “A mio parere, non è necessario arrivare a vietare l’utilizzo di Facebook in ufficio, i cui servizi business-oriented possono rivelarsi utili per il marketing di un’azienda. Quello che è importante è dotare la propria struttura di un sistema di sicurezza tecnologicamente all’avanguardia che preveda, innanzitutto, un valido sistema di autenticazione e di accesso da remoto e che sia in grado di agire in maniera proattiva, monitorando il traffico e bloccando quello ritenuto dannoso, senza interferire sulle performance di rete”, dichiara Emilio Turani, Country Manager di Stonesoft Italia, Svizzera Italiana, Grecia e Turchia. Cloud Computing: l’altra faccia della medaglia Cloud Computing è una delle parole più in voga in questo momento. Gli esperti Stonesoft stimano un aumento dei servizi di Cloud Computing per il 2010. Tutte le organizzazioni – piccole, grandi, private, pubbliche - riconoscono gli enormi benefici che si possono raggiungere affidando in outsourcing la gestione di alcune applicazioni o intere operazioni IT, primo fra tutti la riduzione di inutili costi che impattano sul bilancio aziendale. D’altro canto, se non si tiene nella giusta considerazione la sicurezza dei dati affidati all’esterno, il Cloud Computing può rappresentare un rischio per un’azienda. Infatti, nel momento in cui le società esternalizzano alcuni servizi IT, consegnano anche la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei loro dati. E, nonostante la qualità del servizio sia garantita da accordi sul livello del servizio (Service Level Agreement), raramente essi considerano gli aspetti di sicurezza. Nella scelta del partner esterno, quindi, i responsabili IT delle aziende devono prestare attenzione ai sistemi di sicurezza di cui dispongono, se soddisfano i requisiti dell’azienda, se dispongono di un sistema di reporting completo, che garanzie offrono qualora si verificasse un abuso ai dati aziendali, chi è il responsabile. Solo gravi incidenti legati alla perdita o alla violazione di dati aziendali potranno richiamare l’attenzione sulla “sicurezza on the cloud”, nonostante sia un’esigenza estremamente attuale e già avvertita.
I Social Media hanno bisogno di mezzi di protezione “Social” La velocità di comunicazione e la possibilità
di mantenere contatti con un ampio numero di utenti accresce l’utilizzo
dei Social Media, con tutti i rischi connessi a questi strumenti. Una volta
che le informazioni sono rese pubbliche su Internet è quasi impossibile
cancellarle completamente. Anche se i file originali sono stati
cancellati
o sovrascritti, le informazioni spesso rimangono disponibili negli
archivi
dei motori di ricerca. Le aziende devono
moltiplicare gli sforzi nel rendere
i propri dipendenti maggiormente consapevoli di questi pericoli e
stabilire
linee guida per l’uso dei Social Media. A questo si
aggiunge una delle
più importanti minacce che vedranno largo sviluppo nel 2010, ossia il Social
Engineering, che si serve delle identità digitali di un
dipendente per
sferrare un attacco alla rete di un’azienda. Ciò significa che anche
messaggi
provenienti da amici o conoscenti possono contenere software nocivi -
senza
che il ricevente ne sia a conoscenza. A partire da novembre 2009 e per tutto il 2010, il team di esperti Stonesoft stima che il virus Conficker infetterà ancora circa 8 milioni di host a livello globale. |
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