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PMI Dome

Email marketing: quando serve Dottor House

Non c’è nulla di più utile ai fini della comprensione dell’andamento di una campagna email che fare come Dott. House: le statistiche sono importanti, ma l’analisi dei dati è fondamentale...
Redazione PMI-dome
Una campagna di email marketing consta di tre fasi principali: la creazione della comunicazione, la selezione dei destinatari idonei alla ricezione dell’email e l’invio. E poi? Poi esiste la fase “Dottor House”!
Il cinico e per questo ultra affascinante medico della nota serie televisiva, con metodi deduttivi e non convenzionali riesce sempre a scoprire le cause delle piĂą assurde malattie e a precedere i colleghi nella formulazione delle piĂą impensabili ipotesi.

Non è raro veder comparire in puntata una lavagna bianca su cui riportare gli esiti di analisi e sintomi per poter mettere tutto in relazione e dare una svolta alla penosa degenza del moribondo di turno. Non c’è nulla di più utile ai fini della comprensione dell’andamento di una campagna email che fare come Dott. House: le statistiche sono importanti, ma l’analisi dei dati è fondamentale.

A fronte di un tasso di apertura non troppo elevato è utile l’utilizzo di un approccio metodico che possa diagnosticare quali operazioni devono essere eseguite.

Una lista con un alto numero di indirizzi errati, un elevato tasso di bounce, un ampio numero di utenti che si deiscrivono o pochi click sui link possono rappresentare dei sintomi da non sottovalutare: una malattia incipiente. Urge una Tac che permetta di comprendere dove è localizzato il problema.

Analizziamo le statistiche di un intero anno a valutiamo in che modo i dati possano migliorare le nostre giĂ  efficaci campagne o in che modo si possa correggere il tiro. Esaminiamo:

La frequenza di invio: inviare troppe comunicazioni alla stessa lista di destinatari può essere deleterio. Il destinatario potrebbe sentirsi sotto assedio: il dolce più sublime, mangiato in modo eccessivo, provoca la nausea. Le email con lo stesso oggetto e con contenuti simili possono essere cestinate senza la minima apertura: solo la novità cattura l’interesse.
Il numero di indirizzi nella lista: Sarebbe utile creare dei grafici che esplicitino l’aumento o il decremento degli indirizzi email all’interno di una lista. Se il numero di indirizzi diminuisce sensibilmente esiste un problema serio da risolvere: è probabile che la lista di indirizzi a cui si spedisce non sia adeguata ai contenuti inviati. Se invece il numero di indizzi aumenta è utile verificare quali siano i fattori che determinano la crescita: il link per il viral marketing, il form dei sottoscrittori, i link inseriti nei social network… Questi sono gli elementi da valorizzare.
Il numero di accessi al sito: In che maniera l’invio delle email ha incrementato gli accessi al sito e parallelamente le vendite di servizi o prodotti? Quali sono state le promozioni o le offerte che hanno prodotto dei vantaggi maggiori? Un eventuale calo degli acquisti potrebbe essere determinato da una pagina di destinazione sul sito non particolarmente efficace o ad una email non particolarmente esplicativa.

Nelle campagne di email marketing, sei tu il medico che deve studiare i dati e prescrivere i rimedi adatti o una cura conservativa che mantenga inalterato o possa migliorare i già raggiunti successi. Alla creazione delle campagne, e all’invio devono seguire le giuste analisi: nemmeno Dott. House altrimenti riuscerebbe a sovvertire gli esiti delle spedizioni effettuate senza alcuna pianificazione.

Simona Ibba
Simona Ibba è Business Development Manager della piattaforma per l'invio di newsletter Infomail.


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