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Giovani, bimbi e cellulare: mai più senza!

Si comincia sempre prima a usare il telefono cellulare. Normale evoluzione della specie? Forse sì; ma l'uso spesso smodato e, anche comprensibilmente, incosciente dei giovanissimi lo rende strumento amato e rischioso allo stesso tempo.
di Emanuela Pasino | 20 aprile 2010
Come comunicano tra loro i più giovani?
Basta salire su un tram o un autobus per capirlo all'istante. Tramite "messaggini" dal cellulare. Le chiamate durano invece solo pochi secondi. Se quest'ultimo dato non risulta molto aderente alle bollette di vostro figlio, forse è perché si riferisce ai giovani americani.

800 di essi sono il campione rappresentativo - tra i 12 e i 17 anni - che Pew Research Center’s Internet & American Life Project ha coinvolto in una ricerca per fare il punto sul mobile fra i teens. Un sodalizio fin troppo importante visto che il 75% degli intervistati possiede un cellulare. Era il 45% nel 2004.

Il 72% – o l'88% di coloro che possiedono un cellulare - ama scrivere messaggi. E oltre la metà (54%) lo fa quotidianamente. Un terzo dei ragazzi manda più di 100 messaggi al giorno, 3000 al mese. Una crifra enorme; a voler essere "antichi", viene da chiedersi quanto poco siano impegnati in altro per avere tutto questo tempo per scrivere sms!
La metà però ne manda - solo - 50 al giorno, ma esiste un 15% che arriva addirittura a 200 al giorno.

Le ragazze sono molto più attive dei compagni maschi. Questi ultimi infatti inviano o ricevono in media 30 messaggi al giorno. Le femmine arrivano a 80 in totale. Più di cresce poi e più di peggiora... 20 messaggi tra i 12 e i 13 anni diventano già 60 tra i 14 e i 17 (nel caso di giovanissime donne sono 100). C'è però anche una minoranza, un quinto circa, che si limita a un numero di messaggi quotidiani che varia da 1 a 10.

Una sorta di prolunga tecnologica dunque il telefonino per i giovani, e in Europa la situazione non è molto diversa. Secondo dati dell'Istituto Italiano Ricerca Informazione Statistica, il cellulare si possiede in età sempre più tenera.

In Italia il 50% dei bambini dagli 8 ai 13 anni (oltre il doppio rispetto alla media europea del 23%) e il 90% (70% in Europa) dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni usa il cellulare e lo fa in modo non controllato e spesso eccessivo.

Sono gli stessi genitori - che lo hanno acquistato per i figli - a essere preoccupati per eventuali rischi e per l'impossibilità spesso di controllarne l'uso o limitarlo a scuola, ad esempio.

Tornando ai dati USA, i genitori cercano di controllarne l'uso e l'abuso e giustificano il fatto che i propri figli lo possiedano con la necessità di sapere sempre dove essi si trovino in caso di necessità. Una "schiavitù" reciproca che costa.
  • Il 64% dei genitori controlla i contenuti del cellulare dei propri figli.
  • E il 62% lo usa come strumento di punizione, nel senso di portarlo via al ragazzo per un periodo di tempo.
  • Il 46% limita il tempo massimo di minuti in cui si può parlare al cellualare, e il 52% individua solo alcune fasce temporali di utilizzo durante il giorno.
La scuola è la seconda vittima (la prima sono spesso i ragazzi stessi) di questa diffusione capillare e in tenera età di cellulari e simili. In Europa - e in Italia - spesso gli insegnanti non riescono ad arginare questo fenomeno.
Stando ai dati della ricerca, gli Stati Uniti vivono il medesimo disagio.

Se infatti il bando totale all'uso del telefono cellualre a scuola viene dichiarato dal 12% dei ragazzi, e il 64% lo vede escluso solo in classe, è il 65% di chi "soffre" del bando totale a portarlo comunque a scuola ogni giorno. E il 58% ha mandato un messaggio durante le ore di lezione. E il 25% ha ricevuto o effettuato anche una chiamata.

Al di là dei facili giudizi e dell'indubbio fastidio che si prova d'istinto nel vedere ragazzini sempre più piccoli a testa bassa sullo schermo del telefono per la maggioranza del proprio tempo, non si può negare loro l'uso delle nuove tecnologie, e tanto meno demonizzarle. Ma che siano un'arma a doppio taglio è realtà e che spesso sia responsabilità dei genitori non saper insegnare un corretto utilizzo del telefono (come del compurter e di Internet) è altrettanto vero.

In alcuni casi è lo Stato ad avocare a sé la tutela dei minori. In Francia una proposta di legge vorrebbe vietarne l'uso ai minori di 14 anni. In altri casi - la maggioranza - si cerca di prevenire ed educare, i genitori prima che i ragazzi. Resta il fatto che due dei protagonisti di questa relazione a tre - famiglia e giovani - avvertono spesso una contraddizione.

Il cellulare è infatti sinonimo di indipendenza e libertà da un lato, ma rappresenta anche un "guinzaglio elettronico" dall'altro, e genera spesso tensioni e contrasti in famiglia.

Il 98% dei genitori afferma infatti che il proprio piccolo possieda un cellulare solo per potersi mettere in contatto con lui in qualunque momento. Il 94% dei genitori e il 93% dei giovani tra i 12 e i 17, con un telefonino, sono concordi sul vantaggio in termini di sicurezza che l'oggetto fornisce. Ma quasi la metà dei giovani (48%) è infastidita dall'interruzione delle proprie attività provocata da un messaggio o da una chiamata.

C'è poi un rovescio della medaglia da non dimenticare, che va al di là dell'educazione in quanto tale o degli eccessi giovanili (oggi è il telefonino, ma ogni generazione ha avuto i propri). Il 54% dei giovani che usa messaggini o e-mail tramite mobile, ha ricevuto messaggi non graditi. Il 26% (percerntuale notevole) è stato vittima di atti di bullismo o molestie attraverso messaggi o chiamate.

E' noto poi come, sempre più spesso, non si veda tra le mani degli adolescenti un cellulare "di base". I telefonini fanno tante cose e i giovanissimi adorano queste funzionalità:
  • l'83% scatta foto e il 64% le condivide con altri;
  • il 60% ascolta musica e il 46% gioca;
  • il 32% scambia video (con esiti a volte agghiaccianti).
  • è poi il 31% a utilizzare programmi di instant messaging
  • e il 27% a collegarsi alla rete accedendo spesso a social network (23%) o utilizzando la mail (21%).
  • un 11% effettua anche acquisti.
E poi gli esiti dell'incoscienza degli adolescenti, a volte amplificati dalla possibilità di accedere a strumenti più potenti.

Il 4% dei ragazzi afferma di aver inviato una proprio foto nudo o quasi a qualcuno via messaggio. Il 15% ha ricevuto immagini simili da qualcuno che conosce. Il 34% tra i 16 e i 17 anni ha affermato di scrivere messaggi mentre è alla guida, ben il 26% del totale dei giovani americani di quell'età. Ma peggio è che il 43% del totale (52% dei possessori di cellulare) afferma di parlare al telefonino mentre guia.

Il bello è che quasi sempre il conto - almeno quello della bolletta - lo pagano mamma e papà!

Emanuela Pasino

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