L’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano racconta un nuovo settore dell’entertainment che piace a utenti e sistema economico. E le nuove regole comunitarie introducono una serie di misure che pongono al centro la tutela del consumatore.
Redazione PMI-dome |
22 aprile 2010
In un raro caso di perfetta integrazione tra diversi canali, il
Gioco Online (poker, scommesse, skill
games in genere) entra di diritto, e con grandi prospettive di sviluppo,
nel
mercato dell'intrattenimento
italiano. Lo afferma uno studio condotto dall’
Osservatorio della School of Management del
Politecnico di Milano, in collaborazione con l’Amministrazione
Autonoma dei Monopoli di Stato e Sogei. Uno studio che dimostra
un'evoluzione rapida nella mentalità degli utenti.
Nel 2005 Nielsen sottolineava
come solo il 6,3% della popolazione attiva su Internet (allora
corrispondente a circa 1milione e 250mila utenti) avesse visitato un
sito di giochi e scommesse e partecipato attivamente.
Oggi
l'Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano
parla di
2,8 milioni di conti di gioco
utilizzati almeno una volta nel 2009. Il
64% dei possessori ha movimentato
mediamente
meno di 100 euro al mese.
Un segnale questo positivo, dato che, considerando il rigioco delle
vincite, la grandissima maggioranza degli utenti
non spende più di 20 euro al mese in media
per divertirsi con poker o scommesse. Una cifra che non fa pensare a
dipendenze patologiche, ma piuttosto al concedersi una serata di svago e
un momento di divertimento come altri.
I
3,8 miliardi di euro di raccolta del 2009,
secondo i dati ufficiali di
AAMS, sono la dimostrazione del peso
crescente che questo mercato sta conquistando nell'economia italiana. Un
tasso di crescita del 150%
rispetto al 2008 è un dato di gran lunga superiore a quello registrato
da altri settori digitali (eCommerce, pubblicità, web tv e mobile
content). Indubbiamente il fatto di aver regolamentato il gioco in
Italia ha fatto sì che molti abbandonassero quello illegale attuato sui
vari siti esteri. E infatti
2,3
miliardi di euro si riferiscono al poker online, che nel 2008 è
stato assente fino all'ultimo trimestre e che ha quindi dato uno slancio
notevole alle cifre del 2009. La prossima introduzione dei
Casinò games e del
Poker in modalità Cash, farà da volano
anche nel 2010 e ridurrà ulteriormente le sacche di illegalità ancora
presenti.
Nel suo complesso il Gioco Online ha visto i
consumatori italiani dedicargli, nel 2009, oltre
600 milioni di euro (al netto delle
vincite destinate ai giocatori, pari a circa l'84% dei 3,8 miliardi di
raccolta). Una cifra che - per dimensioni - rende questo comparto
dell'intrattenimento uno svago vicino - per spesa - al
botteghino del cinema. Quasi più
incredibile (per l'Italia) è che la spesa per il Gioco Onbline sia
addirittura
doppia rispetto a uno degli
interessi "storici" del pubblico nostrano: il calcio.
“È un settore in profonda trasformazione - commenta Andrea Rangone, Responsabile degli Osservatori Politecnico di Milano - a causa in particolare dei rilevanti cambiamenti che riguardano il contesto normativo: l’introduzione di nuovi giochi - Cash e Casinò games, l’attuazione delle nuove discipline del Gioco Online che da un lato renderanno disponibili 200 nuove concessioni e dall’altro renderanno obbligatori per gli operatori l’introduzione di strumenti di autolimitazione e autoesclusione dal gioco. Anche dal punto di vista competitivo le evoluzioni saranno molteplici: l’ingresso di nuovi operatori, in primis da settori “limitrofi” - Media company, operatori Telco, Web company, Mobile Content e Service Provider –, l’arricchimento dell’offerta non solo verso i nuovi giochi previsti dalla normativa ma anche verso quelli più orientati all’intrattenimento e al divertimento. Anche dal punto di vista tecnologico, ci aspettiamo importanti evoluzioni nei prossimi anni: in primis lo sviluppo del canale Mobile, grazie all’affermazione del paradigma del Mobile Internet e degli Application Store, e della Digital Tv, grazie allo sviluppo di soluzioni più interattive - quali l’Over-the-top Tv, i decoder universali, i widget nei televisori.”
Intanto sono 2,8 milioni i conti di gioco movimentati almeno una volta nel corso del 2009. In media, ogni mese,
sono stati movimentati 835.000 conti e ne sono stati registrati circa 200.000 nuovi.
Come anticipato la maggioranza (64%) ha movimentato in media ogni mese (2009) meno di 100 euro, che corrispondono in termini di spesa specifica del consumatore (senza quindi considerare il rigioco delle vincite) a circa il costo di una serata a teatro o due al cinema e a meno del costo di un gioco per la Wii.
Anche il numero di conti movimentati in media ogni mese, rispetto al numero del totale, conferma un
approccio fondamentalmente sano - almeno per ora - al gioco digitale. Analizzando perché questi conti vengono movimentati si nota come vi sia una scelta precisa del giocatore online:
solo l'8% dei conti viene utilizzato per Scommesse e Skill Games. Una percentuale bassa ma significativa che potrà forse essere modificata anche in base ad azioni mirate di cross sellling da parte degli operatori.
Operatori che hanno vissuto una
crescita di fatturato di quasi il 100% nel 2009, sfiorarando i 470 milioni di euro. Una fetta di mercato che vede attive
circa 150 imprese con pesi e tipologie differenti. Circa
10 di essi sono gli operatori tradizionali (come Lottomatica, Sisal o Snai, per fare esempi concreti) presenti con una forte rete fisica alla quale hanno aggiunto quella digitale. Essi da soli si spartiscono il 36% della raccolta.
La
maggioranza (
114 secondo i dati) sono piccoli operatori che tutti insieme generano poco più del 20% della raccolta. Vi sono poi gli operatori (Gioco Digitale in primis) che hanno scelto l'online per affacciarsi sul mercato, scommettendo in qualche modo essi stessi sulle possibilità del mezzo. Sono una decina e rappresentano il 16% del mercato.
Altre tipologie classificate dallo studio sono i 10 Operatori Internazionali Pure Player (tipo PokerStars e bwin che ha acquisito anche Gioco Digitale) e i 9 Operatori Internazionali Multicanale (come Eurobet).
Sono ovviamente tutti in competizione in un
mercato dalle dinamiche accese e tra i
fattori critici di successo, lo studio ha identificato alcuni punti chiave:
prodotto, tecnologia, comunicazione, rete fisica, brand, community.
Si rimanda alla ricerca completa per l'analisi dettagliata di questi fattori, mentre è interessante dare uno sguardo a un'altra componente che gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo del settore Gioco Digitale, quella normativa.
“Fra le finalità istituzionali dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - commenta Raffaele Ferrara, Direttore generale AAMS - non può che esserci quella di valutare e “governare”, possibilmente con debito anticipo, un fenomeno che sempre più caratterizza e caratterizzerà il futuro del comparto del gioco pubblico. In questo comparto AAMS assolve al proprio ruolo disegnando le linee guida per un dinamico e razionale sviluppo del mercato, con l’obiettivo primario di assicurare un ambiente di gioco legale e responsabile. Tutto questo senza mai perdere di vista la realizzazione di interessi pubblici di primaria importanza quali la tutela dei consumatori, in particolare dei minori, delle fasce deboli e sensibili a fenomeni quali il gioco problematico e, non ultimo, il contrasto all’illegalità”.
Da un lato c'è
apertura. La nuova disciplina del Gioco Online secondo la
legge comunitaria 2008 n.88 ha permesso ai Monopoli di Stato di prevedere, in prima applicazione,
fino a 200 nuove concessioni che abilitano all’offerta di tutti i tipi di Gioco Online. La normativa
ha permesso anche nel 2010 due nuove tipologie di gioco (Cash e Casinò games) e potrebbe prevedere in un prossimo futuro l’
apertura verso la liquidità condivisa fra paesi compatibili per regolamentazione.
Dall'altro
si pensa al consumatore. Il concessionario è infatti obbligato a rendere
disponibili strumenti di autolimitazione (impostazione obbligatoria e autonoma dei limiti di gioco entro i quali il giocatore vuole restare) e
autoesclusione (impostazione di un determinato periodo di tempo nel quale l’utente decide di non giocare) dal gioco.
Infine, tramite l'apertura al mercato e a nuovi giochi, e le regole imposte agli operatori, si prosegue anche con la
lotta all'illegalità prediligendo trasparenza e garanzie. Anche con soluzioni tecnologiche adeguate (qui si apre anche lo scenario legato alla sicurezza e ai rischi legati a virus e phishing, ma non sono stati presi inesame dallo studio del Politecnico al momento.)
“Sogei è presente nel comparto dei giochi dal 1998, a supporto dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per dotare il settore della tecnologia necessaria a garantire la massima trasparenza e regolarità - commenta Marco Bonamico, Amministratore Delegato SOGEI – e non è un caso se oggi l’Italia è considerata in Europa un esempio di eccellenza in tema di liberalizzazione e regolamentazione del gioco, un primato ottenuto grazie anche alle soluzioni tecnologiche e informatiche avanzate, che consentono standard elevati di sicurezza e permettono controlli efficaci atti a garantire il “gioco sicuro”. Con l’esperienza consolidata negli anni, Sogei ha messo a punto un’architettura tecnologica che garantisce a tutti i soggetti coinvolti nel sistema la massima integrazione e sicurezza dei dati trattati, la continuità del servizio, la certezza delle informazioni gestite. In tal modo Sogei contribuisce, da un lato, a contrastare il gioco illegale e a garantire allo Stato la raccolta delle imposte dovute, dall’altro ad assicurare ai giocatori un contesto regolamentato e monitorato costantemente ed agli operatori un servizio sicuro ed affidabile”.
Per concludere, quindi, il settore del gioco a distanza entra nella sua fase di maggiore maturità. Le nuove regole, infatti, oltre a distinguere completamente, e per la prima volta, il gioco a distanza da quello “terrestre”, introducono una serie di misure, messe a punto grazie a un benchmarking delle migliori esperienze degli altri regolatori internazionali, che pongono al centro del sistema il consumatore e la sua tutela.
Emanuela Pasino
Fonte: Osservatori.net