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PMI Dome

Appello di ADD: Agcom dove sei?

Riceviamo e riportiamo integralmente un accorato appello di Anti Digital Divide che si rivolge ad Agcom 'colpevole' secondo l'associazione di una eccessiva lassità verso il principale operatore di telecomunicazioni italiano: Telecom.
Redazione PMI-dome
Come sapete non abbiamo peli sulla lingua e ci teniamo ad essere "puri" nel nostro modo di comunicare.
Probailmente irritiamo... Ma noi di Anti Digital Divide abbiamo atteso gli sviluppi delle varie questioni sul tema delle telecomunicazioni italiane (scorporo della rete, NGN, canone e cabine telefoniche nonchè il nostro amato servizio universale) e con sommo rammarico dobbiamo ammettere la scarsa competenza dei soggetti in campo.

In particolare facciamo riferimento alla nostra Autorità di controllo. ( AGCOM )

Che una società privata faccia gli interessi privati dei propri azionisti è quantomeno legittimo.
Se questo però si scontra con gli interessi generali di un intero "sistema paese", l' Autorità competente sarebbe dovuta intervenire.

È di particolare interesse l'atteggiamento nei confronti della decisione unilaterale della rimozione delle cabine telefoniche; inoltre dà molto da pensare come il servilismo muto dei guardiani, soggetti ad un codice etico, del sistema non sia per nulla adatto alle domande che Telecom Italia pone sul tavolo.

Facciamo un attimo di chiarezza del nostro punto di vista.

In Italia esiste una società privata, che pure annovera tra i sui azionisti lo stato italiano, che ha in carico ciò che viene definito il "servizio universale". All'interno di esso vi sono alcuni impegni che questa azienda è obbligata a rispettare e tra questi c'è il posizionamento e la manutenzione di cabine telefoniche pubbliche.

Da tempo si assiste alla continua e silenziosa scomparsa di queste nonchè l'assenza di manutenzione e riparazione. Queste operazioni però hanno un costo che viene ripagato dalla collettività per mezzo di un canone fisso.

Poco tempo fa l'Autorità ha concesso un aumento del suddetto canone senza chiedere in cambio nessun miglioramento. Nell'ultimo periodo è stata resa pubblica la dismissione di parte del servizio universale, le cabine, e l'autorità ha chiesto ed ottenuto, durante una trattativa, il solo salvataggio in presenza di espressa richiesta da parte della cittadinanza.

A nostro modo di pensare si poteva e si doveva affrontare il tema in maniera totalmente differente. Non vogliamo dire che l'operato dell' Autorità sia in malafede, ma sicuramente non è un comportamento che ci si aspettava da un organo di controllo.

Non si è discusso di nessuna diminuzione del canone, non si è discusso di nessuna contropartita compensativa... niente.
Del resto, ultimamente, ha usato più la carota che il bastone riguardo alle tariffe all'ingrosso...

La logica conseguenza che ci si prospetta è che i membri di questa Autorità siano inadatti al compito che svolgono, o che dovrebbero svolgere.

Per questo faremo, se possibile, un'unica domanda durante l'evento WLAN 2010 a cui parteciperemo.
Chiederemo al rappresentante di AGCOM come si possa ipotizzare di discutere con competenza sul tema del NGN (reti di futura generazione) quando i temi già sul piatto sono disattesi.

Nella nostra proposta sulla riforma del servizio universale, c'è come primo punto la pubblicazione dettagliata dei costi sostenuti da Telecom Italia nell'SU per analizzarli attentamente e verificarne puntualmente la veridicità ed il corretto utilizzo.

Questo semplice metodo farebbe luce sui reali costi del servizio ed aprirebbe la discussione dei costi industriali ed organizzativi che ipotizziamo, in alcuni casi, vengono caricati sulla collettività.
Inoltre si avrebbe una visione più chiara del perchè, sempre che ci sia un motivo, è applicato un canone anche alle ADSL naked, visto che il costo è già calcolato con metodologie che salvaguardano le casse di TI.

Per questo, e altro, chiediamo di fissare un'audizione presso la commissione parlamentare adatta ove presenteremo, poiché mail e brevi mano risultano insufficienti, la nostra proposta del SU e la richiesta di riforma dell'AGCOM partendo dal presidente, consiglio e management.
Ci sono troppi temi disattesi dall'Autorità che indeboliscono il settore e fanno difetto alla sbandierata innovazione ed alla ricaduta occupazionale che ne deriva.

L'ennesimo atto di sottomissione di AGCOM, dal nostro soggettivo punto di vista, ad una sola azienda non è concepibile.

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Tags (3)

tlc, mobile, normativa
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