Riceviamo e riportiamo integralmente un accorato appello di Anti Digital Divide che si rivolge ad Agcom 'colpevole' secondo l'associazione di una eccessiva lassità verso il principale operatore di telecomunicazioni italiano: Telecom.
Redazione PMI-dome |
22 aprile 2010
Come sapete non abbiamo peli sulla lingua e ci teniamo ad essere "puri"
nel nostro modo di comunicare.
Probailmente irritiamo... Ma noi di Anti Digital Divide abbiamo atteso
gli sviluppi delle varie questioni sul tema delle telecomunicazioni
italiane (
scorporo della rete,
NGN,
canone e
cabine telefoniche nonchè il nostro amato
servizio universale) e con sommo rammarico dobbiamo ammettere la scarsa
competenza dei soggetti in campo.
In particolare facciamo riferimento alla nostra Autorità di controllo. (
AGCOM )
Che una società privata faccia gli interessi privati dei propri
azionisti è quantomeno legittimo.
Se questo però si scontra con gli interessi generali di un intero "sistema paese", l' Autorità competente sarebbe dovuta intervenire.
È di particolare interesse l'atteggiamento nei confronti della decisione
unilaterale della rimozione delle cabine telefoniche; inoltre dà molto
da pensare come il servilismo muto dei guardiani, soggetti ad un
codice etico, del sistema non sia per nulla
adatto alle domande che Telecom Italia pone sul tavolo.
Facciamo un attimo di chiarezza del nostro punto di vista.
In Italia esiste una società privata, che pure annovera tra i sui
azionisti lo
stato italiano, che ha in carico ciò che
viene definito il "servizio universale". All'interno di esso vi sono alcuni impegni che questa azienda è
obbligata a rispettare e tra questi c'è il posizionamento e la
manutenzione di cabine telefoniche pubbliche.
Da tempo si assiste alla continua e silenziosa scomparsa di queste
nonchè l'assenza di manutenzione e riparazione. Queste operazioni però hanno un costo che viene ripagato dalla
collettività per mezzo di un canone fisso.
Poco tempo fa l'Autorità ha concesso un aumento del suddetto canone
senza chiedere in cambio nessun miglioramento. Nell'ultimo periodo è stata resa pubblica la dismissione di parte del
servizio universale, le cabine, e l'autorità ha chiesto ed ottenuto,
durante una trattativa, il solo salvataggio in presenza di espressa
richiesta da parte della cittadinanza.
A nostro modo di pensare si poteva e si doveva affrontare il tema in
maniera totalmente differente. Non vogliamo dire che l'operato dell' Autorità sia in malafede, ma
sicuramente non è un comportamento che ci si aspettava da un organo di
controllo.
Non si è discusso di nessuna diminuzione del canone, non si è discusso
di nessuna contropartita compensativa... niente.
Del resto, ultimamente, ha usato più la
carota che il bastone riguardo alle tariffe
all'ingrosso...
La logica conseguenza che ci si prospetta è che i membri di questa
Autorità siano inadatti al compito che svolgono, o che dovrebbero
svolgere.
Per questo faremo, se possibile, un'unica domanda durante l'evento
WLAN 2010
a cui parteciperemo.
Chiederemo al rappresentante di AGCOM come si possa ipotizzare di
discutere con competenza sul tema del NGN (reti di futura generazione)
quando i temi già sul piatto sono disattesi.
Nella
nostra proposta sulla riforma del servizio
universale, c'è come primo punto la pubblicazione dettagliata dei costi
sostenuti da Telecom Italia nell'SU per analizzarli attentamente e
verificarne puntualmente la veridicità ed il corretto utilizzo.
Questo semplice metodo farebbe luce sui reali costi del servizio ed
aprirebbe la discussione dei costi industriali ed organizzativi che
ipotizziamo, in alcuni casi, vengono caricati sulla collettività.
Inoltre si avrebbe una visione più chiara del perchè, sempre che ci sia
un motivo, è applicato un canone anche alle ADSL naked, visto che il
costo è già calcolato con
metodologie che salvaguardano le casse di
TI.
Per questo, e altro, chiediamo di fissare un'audizione presso la
commissione parlamentare adatta ove presenteremo, poiché mail e brevi
mano risultano insufficienti, la
nostra proposta del SU e la richiesta di
riforma dell'AGCOM partendo dal
presidente, consiglio e management.
Ci sono troppi temi disattesi dall'Autorità che indeboliscono il settore
e fanno difetto alla sbandierata innovazione ed alla ricaduta
occupazionale che ne deriva.
L'ennesimo atto di sottomissione di AGCOM, dal nostro soggettivo punto
di vista, ad una sola azienda non è concepibile.