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PMI Dome

Il mercato dei cellulari saluta la recessione

In ripresa a livello mondiale il settore della telefonia mobile. A trainare la ripresa dell'ultimo trimestre 2009 gli smartphone. Un comparto che promette sviluppi notevoli nel 2010. E la Cina si affaccia in Europa.
di Emanuela Pasino | 28 aprile 2010
Nonostante le difficoltà in cui versa ancora il settore ICT, nel mondo e in Italia (come anticipato dal Rapporto Assintel, le Telecomunicazioni riguadagnano un posto tra i comparti in crescita. Secondo l'analisi iSuppli, a livello globale, è soprattutto il mercato della telefonia mobile a poter pensare alla fine della recessione dopo un ultimo trimestre 2009 positivo e una prevista sostanziale crescita nel 2010, soprattutto degli smartphone.

Analizzando la fine del 2009 infatti, il comparto telefonia mobile è stato l'unico - in un'economia piuttosto moribonda - a dare segni di vivacità con 1,15 miliardi di unità vendute. Nonostante tale numero rappresenti un calo rispetto al 2008 quando ne furono vendute 1,2 milioni, si tratta comunque del miglior risultato del 2009, culmine di un faticoso processo di ripresa.

Paragonando infatti le 290 milioni di unità vendute nel terzo trimestre 2009 alle 335 milioni dell'ultimo trimestre 2009, è facile notare un netto miglioramento del 15,5%.

Una buona notizia per un settore che da anni ha trainato l'intero comparto della telefonia e che, colpito anch'esso dalla crisi, aveva destato non poche preoccupazione tra addetti ai lavori e osservatori.

Data la ripresa del mercato a fine 2009, con Europa, America Latina e Medio oriente particolarmente attive nella spinta al rilancio, la recessione per l'industria dei telefoni cellulari può dirsi ufficialmente conclusa" afferma Tina Teng, senior analyst iSuppli.

Il trend positivo già registrato all'inizio di quest'anno, conferma previsioni positive che dovrebbero concretizzarsi in una crescita complessiva del 11,3% con 1,3 miliardi di unità vendute entro il 2010.

Tra le varie categorie di dispositivi mobili sono senza dubbio gli smartphone (oggetto di pressanti campagne pubblicitarie anche nel nostro paese) a promettere tassi di espansione notevoli. Si parla infatti di +35,5% nel 2010. Questi dispositivi dotati di sistema operativo e funzionalità sempre più complete, sono stati per anni appannaggio di una fascia di utenza professionale o semi-professionale
o comunque di una fascia piuttosto alta di mercato.

Negli ultimi anni (in Italia è stata per prima Tre a "sdoganarli") hanno avvicinato sempre più fasce di pubblico più ampie. Il loro sviluppo a livello di mercato dovrebbe essere facilitato anche dall'ingresso di smartphone entry-level, ma anche dello sviluppo e diffusione della rete 3G oltre che da adeguate iniziative di marketing (e si spera in offerte davvero convenienti) su pacchetti e servizi dati. Questo almeno nei mercati più maturi.

Mercati che vedono una notevole concentrazione dei maggiori player. Nell'ultimo trimestre 2009 i 5 principali operatori hanno concentrato il 77% dello share di mercato con circa 257,6 milioni di unità vendute.

Nokia resta il leader indiscusso con 126,9 milioni di apparecchi venduti e il 37,9% di quota di mercato. E' inseguito da Samsung Electronics, che ha introdotto un sistema operativo proprietario nei suoi smartphone e si posiziona sul secondo gradino con una quota di mercato pari al 20,6%.

Tra i restanti 5 Top Player vi sono LG Electronics - al terzo posto con una quota di mercato pari al 10,1%; Sony Ericsson al quarto, con il 4,4% di share; e il gigante cinese ZTE, al quinto posto con il 4% di share, ma con possibilità di sviluppo notevoli vista la crescita, dal primo trimestre all'ultimo, pari al 77%.

Il secondo produttore di apparecchi nel mercato cinese, Huawei Technologies, è invece solo al settimo posto. Ma anche in questo caso non sembra volervi restare a lungo, dato che ha terminato il trimestre con +82,4% di crescita.

L'estremo oriente si prepara quindi a divenire protagonista nel settore dei telefoni cellulari, non solo sul proprio territorio e nei mercati emergenti, ma anche con una presenza che diverrà di certo più forte anche in Europa.

Emanuela Pasino

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