Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

Twitter non è per tutti

Un nuovo studio realizzato da Edison Research contraddice in qualche misura l'entusiasmo generale verso i media sociali per quanto riguarda il vantaggio che le aziende ne possono trarre.
di EP | 10 maggio 2010
In questo caso è preso in esame soprattuto Twitter, ma si tratta di un punto di vista e, come è noto, "a ciascuno il proprio studio!".

E tra gli altri si può citare l'analisi di Vitrue che riporta come valore di un "fan" su Facebook 3,6 dollari; una pagina del social network con un milione di fans farebbe guadagnare in media 3,6 milioni di dollari l'anno.

Poi si può citare anche uno studio Hubspot.com, che rivela come molte aziende B2C e B2B utilizzino con successo i social media networks per acquisire nuovi consumatori. E più del 40% delle imprese intervistate confermano il successo di tale strategia.

In realtà lo studio Edison Research non mette in discussione la popolarità di Twitter (l'87% degli intervistati in Usa afferme di conoscerlo a fronte dell'88% che conosce Facebook). Anzi ne sottolinea anche i vantaggi data la sua utenza particolare. Il 42% si informa infatti su prodotti e servizi via Twitter, e il 41% partecipa con opinioni proprie.

Sembra quindi un ottimo strumento per creare persone che influenzino il mercato. Il punto è che i suoi utenti sembrano più teorici, probabilmente sono in parte del settor e non trasformano sempre la conoscenza id un brand in utilizzo, e quindi acquisto.

Altro limite, non di poco conto, è che anche se l'87% degli americani dichiara di conoscere Twitter, solo il 7% lo utilizza.
Un po' diversi i numeri di Facebook: l'88% lo conosce e il 41% possiede un profilo.

Chi dovrebbe quindi usare Twitter? Di sicuro non dovrebbero utilizzarlo quelle aziende che non hanno - ad esempio - una propensione per il mobile. Il legame tra i due universi è infatti forte. Il 63% dei suoi utenti accede in mobilità; un dato che non stupisce, è la sua vocazione principale.

Non sarebbe conveniente neppure per marchi già fortemente posizionati e conosciuti (tipo CocaCola a meno che non sia per una iniziativa particolare) e non è l'ideale nemmeno per le piccole imprese.

Sono queste ultime le più attratte, di propria iniziativa o per consigli di consulenti, da questi nuovi strumenti. Ricorda un po' il omento d'oro dell'e-commerce, quello che poi ha fatto affondare il mercato. Non è detto che uno strumento accessibile e con costi relativamente contenuti sia l'ideale per budget ridotti.

Spesso queste piccole imprese non hanno nemmeno un sito web degno di tale nome, non sanno vendere online prodotti o servizi e non fanno iniziative di marketing sul web (a partire da quelle via mail). A che servirebbe allora Twitter?

Sarebbe come partire dalla coda anziché dal capo.

Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

International SEO, la via per essere trovati sui mercati esteri

Nella competizione globale, sempre più serrata, farsi trovare primi sul Google italiano non basta più. Ora bisogna essere visibili anche su motori di ricerca esteri
Accesso rapido