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ICT e Pubblica Amministrazione. Come evolve il mercato

EMC - che ha partecipato all'ultimo Forum PA - racconta la propria esperienza e offre, da osservatore privilegiato, uno spaccato di un settore che presenta luci e ombre nell'adozione delle nuove tecnologie.
di a cura di Emanuela Pasino | 27 maggio 2010

Si è concluso da pochi giorni l'edizione 2010 del Forum PA. Tra le aziende presenti anche EMC, tra i leader nello sviluppo e nella commercializzazione di tecnologie e soluzioni di infrastruttura informativa. Forte il suo impegno in un settore che, pur tra molte contraddizioni, dimostra un crescente interesse per tecnologie innovative. Ne parliamo con Alessandro Starita, Responsabile mercato PA, EMC Italia.

Da pochi giorni si è concluso il Forum PA, EMC è stata presente con moltissime iniziative, vuole segnalarci le principali?

EMC ha portato al ForumPA innumerevoli iniziative, presentato soluzioni all’avanguardia anche attraverso partner certificati ed ha organizzato una serie di Master Diffusi ed Officine PA con la collaborazione di importanti clienti della PA centrale e locale. Sono stati presentati tra l’altro interessanti casi di successo relativi a progetti di rilievo, in settori importanti quali la sanità e la giustizia.

Vale la pena di essere segnalata la presenza, molto attesa, di un sistema Vblock che, grazie alla collaborazione con Cisco e VMware, oggi rappresenta il sistema base più evoluto e completo per la realizzazione del Cloud Computing. Quest’ultimo è stato probabilmente uno degli elemento più 'gettonati' ed apprezzati durante tutta la manifestazione.

Come osservatori privilegiati come descrivereste l'attuale scenario nella PA rispetto alla digitalizzazione e all'introduzione di tecnologie innovative?

Il mercato della PA è da sempre considerato un “follower” nell’adozione delle nuove tecnologie, e questo per vari motivi. Il principale è legato soprattutto alla forte dipendenza che gli investimenti pubblici hanno rispetto alle leggi e norme attuative che regolano gli iter approvativi e le attività di sviluppo e di innovazione presso le Amministrazioni. Vediamo con piacere però un interesse in crescita verso le nuove tecnologie, soprattutto nell’ottica di migliorare i servizi ai cittadini e parallelamente di ottimizzare la gestione delle risorse.

Quali differenze rileva rispetto al mercato privato?

Com’è noto, oltre alla caratteristica appena citata, peculiarità del mercato pubblico è il fatto che gli acquisti e gli approvvigionamenti, almeno nel 80% dei casi, avvengono per il tramite di procedure di gare d’appalto o licitazioni private. Inoltre il mercato privato dell’ICT è legato più saldamente all’andamento dell’economia globale e non soffre (almeno non con lo stesso trend e le stesse modalità) della “fustigazione” a ribasso continua dei budget. Proprio in questi giorni stiamo assistendo all’ennesimo taglio della spesa pubblica, che sicuramente impatterà sugli investimenti, anche se d’altra parte stimolerà ulteriormente i responsabili “illuminati” alla ricerca di soluzioni più efficaci, efficienti e, perché no, innovative.

Si parla spesso di efficienza e trasparenza come necessità primarie per una PA moderna e competitiva. A che punto siamo misurando tali indicatori, e come EMC può aiutare a raggiungere questi obiettivi?

In realtà nel piano di Government del Ministro Brunetta sono chiaramente indicati quali sono gli indicatori base per misurare il grado di efficienza (e trasparenza) raggiunto dalle singole amministrazioni pubbliche. EMC oggi può dare un contributo concreto e moderno per migliorare sensibilmente, il livello di spesa, la compatibilità con l’ambiente dei sistemi informatici, l’abbattimento dei tempi dei processi critici della Pa, ecc. Ma tutto questo può avvenire se, e solo se, vengano messe a disposizione le giuste risorse economiche per intraprendere un percorso virtuoso nella realizzazione dei nuovi sistemi informativi. Esempi significativi di questo sono riscontrabili nelle recenti politiche economiche pubbliche di paesi europei a noi vicini, come Francia, Germania e UK.

Quali soluzioni sono le vostre più richieste, e quali gli ambiti invece meno "moderni" in cui vorreste essere più presenti?

Le soluzioni più richieste, tipicamente, riguardano l’offerta dello Storage, dai sistemi più piccoli fino a quelli di fascia enterprise (specie se parliamo dei grandi Ced della PAC). Ciò in parte è dovuto anche al fatto che per EMC il comparto dello Storage è quello più (ri)conosciuto dal mercato e quello maggiormente consolidato nel tempo. Gli ambiti meno “moderni”, se così si può dire, riguardano il settore tipico della dematerializzazione (i quintali di faldoni presenti oggi nella PA) a partire dal Protocollo fino arrivare alla Gestione Completa del documento cartaceo. Qui si parla di un’esigenza che oggi possiamo coprire “end-to-end” con la suite Documentum.

Immagino che, come nel privato, sia fondamentale l'aspetto culturale e di formazione. Esistono programmi a lungo termine in tal senso? Aziende come la vostra possono offrire un valore aggiunto?

La formazione è essenziale, ed EMC ce l’ha nel DNA. Basti pensare che la nostra azienda ha sede a Boston, ed è nata molti anni fa proprio da una collaborazione con il MIT. Per questo motivo EMC è in grado di offrire al mercato soluzioni formative a 360 gradi nel panorama del mondo IT. Questa è una caratteristica peculiare della nostra azienda ed è un asset fondamentale per lo sviluppo del futuro dell’innovazione nel mondo.

Alcune ricerche negli ultimi anni hanno sottolineato il rallentamento degli investimenti ICT da parte della PA centrale e periferica (penso al Rapporto Assinform ad esempio). Concorda con tale campanello di allarme, e quali soluzioni si sentirebbe di suggerire?

Concordo assolutamente con questo campanello d’allarme e ritengo questo, come già accennato altre volte, un male “endemico” del mercato della PA. Ciononostante stiamo assistendo sempre più ad uno spostamento dei fondi dal centro alla periferia (dalla Pac alla Pal) e questo grazie anche al nuovo corso indirizzato dal processo di Federalismo e di Decentramento delle risorse che è uno dei cavalli di battaglia dell’attuale Governo. In realtà spesso ci si trova in situazioni in cui le Amministrazioni (non solo per incapacità) non riescono a spendere le risorse messe a disposizione dai PON (per la Pac) e POR (per la Pal). Una soluzione potrebbe essere quella di aiutare le varie amministrazioni pubbliche a mettere meglio a frutto la disponibilità di questi finanziamenti attraverso il supporto di aziende specializzate o consulenti specifici. Come avviene per altri paesi europei.

Ringraziamo Alessandro Starita per la sua disponibilità.



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