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Il video online piace in formato lungo

Finita l'epoca delle pillole video magari divertenti e virali su YouTube? Probabilmente no, ma il mercato del video online diviene più complesso e articolato. Il long-format conquista gli States.
di Francesca Girolfi | 09 giugno 2010
Il numero di persone che fruiscono con regolarità dei video online è cresciuto costantemente negli Usa negli anni passati e le aspettative sono di un trend positivo anche nei prossimi anni, almeno fino al 2014.

eMarketer stima che la crescita si assesterà tra 8% e 9% l'anno tra 2010 e 2012, mentre scendrà un poco fino al 5,2% nel 2014, momento in cui il 77% degli utenti internet statunitensi guarderà contenuti video online almeno una volta al mese.

Il fenomeno, pur lontano da aver raggiunto la saturazione, ha vissuto chiaramente un'impennata maggiore tra 2008 e 2009, anni del vero boom sia da un punto di vista tecnologico che di offerta di contenuti.

In quel biennio la crescita di chi ha passato del tempo in tale attività è stata infatti dell'11,3%. Altrettanto forte è stato l'aumento di streaming e downloading di interi film. Secondo Ipsos OTC MediaCT, la percentuale di utenti che ha guardato non qualche video su Youtube o simili, ma un intero film è più che raddoppiata tra settembre 2008 e ottobre 2009.

Un simile corsa per quel che riguarda lo streaming e il download di quelli che vengono definiti "long-form content", significa che il futuro del video online ha ottime possibilità di rimanere roseo e coinvolgere anche il media video per eccellenza, la TV.

Uno dei fattori che hanno favorito il successo di tale tendenza è certamente Hulu, infatti The Nielsen Company gli ha riconosciuto la seconda posizione nelle preferenze degli utenti ad aprile 2010, dopo YouTube. In più la diffusione di televisori che si possono connettere alla rete, così come di altri devices portatili, favoriscono un'integrazione che avvantaggia il settore video nel suo complesso.

In-Stat stima che le vendite di dispositivi che supportano applicazioni Tv da un lato e si connettono alla rete dall'altro, raggiungeranno (in Usa) i 14,6 milioni di unità entro il 2010 e addirittura 83,4 milioni di pezzi venduti entro il 2014.

Anche la fotografia demografica di chi guarda video online permette di comprendere meglio il fenomeno che ha portato al passaggio dalla fruizione 'snack-size' a quella 'long-form'. eMarketer stima che la più alta penetrazione dei video online si verifichi tra i giovani con un'età compresa tra i 18 e i 24 anni. A poca distanza le due fasce adiacenti (25-34 anni e adolescenti sotto i 18).
Intorno alla metà di questo decennio quindi, questi gruppi di età raggiungeranno il punto di saturazione con il 90% di penetrazione del video online.

Ma anche la TV ha un suo ruolo in questa metamorfosi in atto. Retrevo rivela che il 29% dei giovani sotto i 25 anni guardano la Tv principalmente online. Dal momento che questi spettatori cresceranno con tale abitudine, i contenuti TV online saranno sempre più popolari. Inoltre è probabile che i più giovani, ad esempio i figlidi tale generazione, impareranno "nativamente" a guardare contenuti video da devices diversi.

"Se la prima tappa per il video online è stat quella delle piccole comiche o curiosità o pillole su YouTube, la prossima ondata riguarderà video prodotti professionalmente come show Tv, film, sport live, ecc." afferma Paul Verna, eMarketer senior analyst.

Con la sempre maggiore diffusione del broadband mobile, si attendono quindi - anche nel nostro paese - provider di contenuti adeguati alle aspettative.

Francesca Girolfi

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