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PMI Dome

La sicurezza non si tocca

La crisi non ha modificato nella sostanza l'approccio alla sicurezza di rete. Anche se alcune imprese hanno modificato le proprie strategie, la maggioranza prosegue nel mantenersi aggiornata e nel programmare investimenti per consolidare.
di Francesca Girolfi | 11 giugno 2010

Quando si parla di investimenti IT non si può prescindere dall'analizzare la quota che viene dedicata alla sicurezza, soprattutto a quella di rete. Mano a mano che le infrastrutture e le applicazioni si fanno complesse e articolate, anche la sicurezza deve adeguarsi e maturare.

Costi e le congiunture economiche difficili in passato hanno frenato qualche investimento in materia, pur restando la sicurezza una delle maggiori preoccupazioni dei manager. Non è accaduto lo stesso, secondo un'indagine Fortinet, a seguito dell'ultimo biennio. Nonostante la forte crisi, per la grandissima maggiornaza delle imprese italiane coinvolte nell'indagine (88%) la sicurezza resta ai primi posti nella scala delle priorità.

Stiamo parlando di imprese di medie o grandi (oltre 200 dipendenti) diffuse sul territorio nazionale e impegnate in diversi settori di mercato. Circa 100 i responsabili intervistati.

La maggioranza delle imprese non ha in programma (nei prossimi 12 mesi) un progetto di consolidamento di rete. Per il 49% che invece investirà in tal senso le motivazioni sono da ricercare prima di tutto (24%) nel volersi "mettere al passo coi tempi" dato che le minacce divengono sempre più articolate, numerose e sofisticate. Non manca poi la voglia di semplificare la gestione per ottenere una efficacia maggiore (10%). Vi sono poi imprese che si sentono semplicemente pronte per il consolidamento (8%) e quelle che cercano un maggior ROI sull'infrastruttura di sicurezza (7%). un 8% degli intervistati, dal fatto che il consolidamento della sicurezza di rete è pronto per essere implementato in azienda. Il 7% ha risposto di ritenere importante un maggior ROI (CAPital EXpenditure, ovvero spese per capitale e OPerating EXpense, ovvero spesa operativa inferiori) sull’infrastruttura di sicurezza.

Per tutte sembrano essere attraenti le opportunità offerte da virtualizzazione e cloud-computing.

La prima rappresenta secondo Fortinet "il passo definitivo per ottenere una strategia completa di consolidamento della sicurezza". E le imprese intervistate sembrano essere d'accordo. Il 67% di esse sta infatti pensando di virtualizzare almeno una delle funzioni di sicurezza tra antivirus, firewall, IPS, web content filtering o antispam.

Questo dato conferma il trend che rileviamo quotidianamente presso i nostri clienti, le aziende tendono sempre più a voler trarre il massimo beneficio dalla soluzioni installate e la virtualizzazione è sicuramente il metodo migliore per ottenere le migliori prestazioni” ha commentato Joe Sarno, Regional Director SEMEA di Fortinet.

Per quanto riguarda il cloud computing, tutti ne parlano e nonostante vi sia spesso un po' di confusione tra le aziende, oltre a qualche paura, non vi è dubbio si tratti di un trend IT del futuro.

Nel presente la modalità as a service in ambito sicurezza non è ancora la preferita. Il 65% degli intervistati non pensa al cloud computing per la propria azienda. Ma un significativo 35% la pensa all'opposto. Si parla però di progetti che nella maggioranza dei casi verranno implementati fra due anni, o almeno tra 12 mesi.

Evidentemente le problematiche legate all'outsourcing, soprattutto in tema di sicurezza, non sono ancora risolte per lei imprese, che si dimostrano prudenti nei confronti di tale modalità di fruizione di servizi innovativi.

Questo non significa che non vengano percepiti alcuni vantaggi che potrebbero derivare Tra i 4 suggeriti i responsabili intervistati hanno dato questo ordine di importanza:

  • Riduzione dei costi operativi (riduzione nelle licenze software): al primo posto per il 40% degli intervistati; al secondo per il 32%; al terzo per il 14%; all'ultimo per il 12%.
  • Miglior fornitura del sevizio (personale qualificato): fondamentale per il 25%; al secondo posto per il 19%; al terzo per il 32% e all'ultimo per il 22%.
  • Rispetto della tempistica: al primo posto solo per il 4%; il 26% lo mette al secondo posto e il 36% al terzo posto. Per il 32% è decisamente poco importante.
  • Riduzione delle risorse IT: a pari merito un 26% lo pone al primo posto e un altro 26% al secondo; è meno importante, terzo posto, per il 19%; il 27% degli intervistati lo indica al quarto.

Si guarda soprattutto al risparmio quindi, e in particolare a quello di costi operativi come le licenze software. Minore l'attenzione all'ottimizzazione delle risorse IT esistenti e al livello di specializzazione professionale offerto da servizi outsourcing.

In conclusione quindi l'approccio alla sicurezza si caratterizza per analisi e attenzione all'aggiornamento, nonostante la crisi economica abbia costretto le aziende a qualche sacrificio.

La nostra esperienza conferma proprio questi dati, la sicurezza è sempre stata fondamentale, in periodi di crisi o meno, mentre altre voci negli investimenti IT sono state ridotte o addirittura eliminate, l’attenzione per la sicurezza è rimasta una costante, essendo un fattore chiave per la salvaguardia e la continuità del business. I brillanti risultati che abbiamo registrato nel 2009 e che abbiamo confermato anche nei premi sei mesi di quest’anno sono una prova tangibile di quanto emerso dalla ricerca” ha dichiarato Luca Simonelli, Vice President EMEA di Fortinet.

Francesca Girolfi


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