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Rogiti digitali: al via l’atto notarile informatico

Addio carta. Il Consiglio dei Ministri approva il testo per la redazione dei rogiti in formato elettronico
di Francesco Forestiero
Approvato il 24 giugno, in attuazione della delega al Governo dalla legge n.69 del 2009, il nuovo decreto legislativo segna l’inizio dell’era digitale per i notai che, a breve, non solo potranno redigere atti pubblici in formato elettronico, ma avranno la possibilità di sottoscrivere gli atti e le scritture private utilizzando la firma digitale.

Il testo normativo, realizzato di concerto con quanto stabilito dal Codice dell’Amministrazione Digitale, consentirà ai notai di redigere atti equivalenti a quelli cartacei, ma in formato elettronico. Ed offrirà ai professionisti, la possibilità di allegare ai rogiti digitali i documenti firmati tramite smart card oppure i documenti su carta digitalizzati in precedenza. O, infine, di allegare ai vecchi atti cartacei le stampe dei documenti digitali.

Il decreto, che attualmente sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in particolare stabilisce che il notaio potrĂ  formare: atti cartacei e rilasciarli ai clienti in copia autentica; atti su supporto digitale e rilasciarli ai clienti in originale informatico o copia cartacea; atti su carta e rilasciarli ai clienti in copia autentica elettronica; atti su file e rilasciarli ai clienti in originale elettronico e in copia autentica elettronica.

Le nuove norme snelliscono di fatto le trafile burocratiche per gli acquisti di immobili, l’accensione di mutui e, soprattutto, la costituzione di società e le compravendite.
Ma la vera innovazione, risiede nella possibilità offerta alle controparti di sottoscrivere digitalmente l’atto pubblico tramite firma digitale.
Si pensi, ad esempio, all’acquisto di un immobile tra tue persone residenti in città diverse: l’acquirente potrà avvalersi dei servigi di un professionista di fiducia e siglare digitalmente l’atto pubblico. Stessa cosa per il venditore. Il tutto, ovviamente, potrà essere fatto in tempo reale tramite videoconferenza e sfruttando la Posta Elettronica Certificata per il passaggio degli incartamenti.
Da ciò s’intuisce facilmente l’enorme risparmio di tempo e denaro che ne scaturisce.

Per quanto concerne l’aspetto sicurezza, c’è da precisare che la copia informatica verrà custodita dal Consiglio Nazionale del Notariato tramite un’apposita struttura informatica centralizzata e gestita dallo stesso ente. In seguito alla cessazione dell’attività notarile, gli atti informatici saranno depositati presso gli archivi notarili e gestiti dal Ministero della Giustizia.

«La realizzazione dell’atto notarile informatico - ha dichiarato Giancarlo Laurini, presidente del Consiglio nazionale del notariato - risponde alle esigenze del Paese: garantire la sicurezza, l’autenticità e la conservazione degli atti pubblici anche su supporto informatico».

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