Microsoft ha finanziato un ricerca sui costi associati alla virtualizzazione
dei desktop, ovvero alla VDI (Virtual Desktop Infrastructure).
Il rapporto, un white paper dal titolo "VDI TCO Analysis for Office Worker
Environments" vuole valutare l'intero ammontare dei costi di possesso
d'un investimento fatto su terminali "stupidi" ma con software e applicazioni
centralizzate nei server aziendali, e una consueta batteria di personal computer
distribuiti negli uffici, ossia tra gli information worker.
Il lavoro descritto nella ricerca è molto approfondito perché ha richiesto un lungo periodo alla ricerca del consenso tra gli esperti prima di arrivare a elencare tutte le voci di spesa che successivamente sarebbero state prese in considerazione e valutate. Alla fine le interviste e le indagini sul campo hanno portato a questa conclusione sintetica: i costi associati a una soluzione di VDI è maggiore del 9 per cento se si confronta una infrastruttura di pc con Windows XP e dell'11 per cento se si confronta la VDI e pc muniti di Windows 7.
La riduzione dei costi di una Virtual Desktop Infrastructure è dovuta principalmente ai minori costi associati all'acquisto dei terminali. Gli end-point che permettono alle persone negli uffici di avere aperta una finestra personale su un desktop virtuale e remoto che si trova sul server aziendale, costano meno rispetto ai pc. Costa meno anche manutenerli, sono facili da allacciare alla rete aziendale, riconfigurarli da remoto. L'unica grande complessità può venire dalla necessità di avere, localmente, processori grafici che aiutano a migliorare la resa di grafici, tabelle, foto.
Inoltre, se è necessario riavviare da remoto un thin-client perché non funziona
per qualche ragione, lo si fa senza soverchie preoccupazioni e impiegno di tempo.
Al contrario, però, di quanto si pensi, gli esperti che hanno valutato i fattori
di costo sottolineano che le spese necessarie per le licenze di virtualizzazione
per la gestione dei desktop non sono indifferenti, sia che si tratti di
soluzioni VMware sia che si parli di soluzioni VDI Microsoft. Inoltre disegnare
e gestire l'intera infrastruttura di virtualizzazione capace di sostenere un
certo numero di client da collegare, i costi per la memoria, lo storage, la
banda per la connettività, non è una cosa facilissima da pianificare e realizzare.
Lo studio "VDI TCO Analysis for Office Worker Environments" riporta questi
numeri conclusivi: la VDI riduce i costi hardware del 32 per cento ma
peggiora del 64% i costi associati al software. Un divario che si traduce,
come si diceva, in un incremento dei costi VDI del 9% in ambiente Windows XP
e dell'11% con Windows 7.
La convenienza hardware, insomma, viene totalmente superata dalle maggiori spese
software.
La conclusione del white paper e di Microsoft è che prima di fare un progetto di Virtual Desktop Infrastructure conviene fare bene i conti fino in fondo. Tenendo anche conto delle persone, ossia degli impiegati, che trovano meno gratificante e meno personale lavorare con un thin client sul luogo di lavoro rispetto alla esperienza d'un pc.