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PMI Dome

Riferimenti di Excel


Tra gli argomenti “difficili” da capire, rientrano sicuramente i Riferimenti di cella: ecco a cosa servono e come utilizzarli a dovere nei fogli di calcolo
Redazione PMI-dome | 07 settembre 2010
Una delle prime nozioni che vengono insegnate a chi è sta iniziando ad utilizzare Excel, riguarda i riferimenti di cella ossia il meccanismo tipico dei fogli elettronici per cui, quando si ricopia una formula da una cella verso un’altra, cambia in automatico anche il riferimento alle celle contenute. Se per esempio, ci troviamo nella cella C4, e la formula nella cella è A4+B4, trascinando dalla cella C4 la formula sulla cella C5, ci ritroveremo con la stessa formula ma riferita a una riga sottostante (A5+B5). Questa sorta di “aggiustamento” automatico dei riferimenti, che per tale motivo vengono detti “relativi”, è molto comoda per chi lavora con celle e formule. Come vediamo nell’articolo, però, nel caso in cui si voglia mantenere fissa una delle due celle coinvolte in una formula, bisogna ricorrere ad un diverso tipo di riferimento, detto “assoluto”. Per definirlo basta inserire davanti alla lettera della colonna (per tenere fissa la colonna) o al numero di riga (per tenere fissa la riga) il simbolo $, il cosiddetto “segno di dollaro”, che per l’appunto mantiene immutato il riferimento nella copia. Terzo tipo di riferimento è quello “misto”, in cui ad aggiustarsi è o la riga o la colonna, a seconda della posizione del “$”. Un modo per fare chiarezza e gestire meglio le formule, comunque, è assegnare nomi a celle o intervalli che si vuole rendere “assoluti”, e del resto Excel consente anche di denominare in modo automatico gli intervalli in base alle etichette di riga o colonna in cui si trovano.

Creazione prospetto



In un foglio di lavoro vuoto creiamo una tabella nell’intervallo B2:J10. In C2 digitiamo l’etichetta “% aumento”. In D2:J2 inseriamo i nomi dei primi sei mesi dell’anno. In B3:B10 digitiamo nomi di prodotti informatici. Formattiamo C3:C10 con formato percentuale, inseriamo 0,02 in C3 e ricopiamolo fino a C10.


Aumenti di prezzo



Formattiamo D3:I9 come Valuta. Inseriamo prezzi ipotetici in D3:D9. In E3 digitiamo =D3*(1+C3) che calcola il prezzo di gennaio aumentato del 2%. Ricopiamo la formula fino a E9. Selezioniamo l’intervallo E3:E9 e ricopiamolo in F3:F9, posizionando il mouse nella cella E9 e trascinando verso destra.


Riferimenti relativi



Notiamo che l’operazione ha generato una serie di errori palesi: gli importi risultanti infatti sono abnormi. Ciò accade perché abbiamo usato riferimenti di cella relativi. In F3 appare infatti la formula =E3*(1+D3), che moltiplica per E3 il valore di D3 anziché quello presente in C3, cioè la percentuale.


Riferimenti assoluti



Per correggere i calcoli dobbiamo usare i riferimenti assoluti nella formula della cella E3, in questo modo: =D3*(1+$C$3) . Per inserire i segni di “dollaro” in C3 usiamo il tasto [F4]. Premiamo [Invio]. Ricopiamo la formula fino a E9 e l’intervallo E3:E9 nella colonna adiacente. Otteniamo così risultati corretti.


Riferimenti misti



Si possono anche usare i riferimenti misti, che prevedono l’uso di una colonna assoluta e una riga relativa o viceversa. Se copiamo la formula =C3*(1+$A3) nelle righe adiacenti e nelle colonne sottostanti, il riferimento relativo alla riga 3 si adatta automaticamente, mentre quello assoluto alla colonna A no.


Celle denominate



Se nelle formule utilizziamo nomi di celle anziché riferimenti, possiamo riconoscerle e gestirle più facilmente. Excel consente di dare un nome ad un intervallo di celle, una funzione, una costante o una tabella. Clicchiamo sulla cella C3, per esempio, e selezioniamo la scheda Formule/Nomi definiti/Definisci nome.

Scarica il file d'esempio

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