L’Italia si allinea all’Europa in tema di aiuti di Stato per
l’investimento nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese
di Francesco Forestiero |
16 luglio 2010
La partecipazione degli
Enti pubblici allo
start-up d’Impresa potrà finalmente tramutarsi in realtà anche nel nostro Paese: il Ministero dello Sviluppo economico ha emanato un
Decreto che permette
l’intervento del settore pubblico nell’avviamento delle Piccole e Medie Imprese, siano esse in fase di start-up o già sul mercato.
Le amministrazioni potranno intervenire con un contributo massimo di 1,5 milioni di euro a condizione che le aziende non siano quotate in borsa o nel listino ufficiale.
L’aiuto si potrà tradurre in un co-investimento sulla base di fondi di investimento immobiliare, la sottoscrizione di capitale di rischio, ma anche la condivisione di fondi di venture capital a favore di strutture intermediarie (SGR e simili).
Perché l’aiuto possa rientrare nella disciplina del Decreto è fondamentale che l’impresa non versi in una condizione di difficoltà economica (come viene definita dagli “
Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà”).
Inoltre è necessario che non rientrino in alcuni settori produttivi specifici, quali ad esempio la costruzione navale, l’acciaio, il carbone.
Le Amministrazioni interessate alla partecipazione potranno indire un bando di concorso da sottoporre agli enti intermediari che sono soggetti privilegiati per la partecipazione.
Il decreto è pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale N. 154 del 5 Luglio 2010. Il provvedimento entrerà in vigore a partire dal prossimo
20 luglio 2010.