Redazione PMI-dome |
22 settembre 2010

La posta elettronica è ormai uno strumento di vitale importanza in qualsiasi attività economica e professionale. I messaggi possono contenere informazioni importanti come contatti commerciali, proposte di acquisto e conferme di ordini, documenti ed allegati di valore. Tale importanza ha come conseguenza il fatto che la perdita dell’archivio dei messaggi, oltre ad essere fastidioso, può avere conseguenze molto gravi in termini di perdita di patrimonio informativo.
Il perchè del backupIn un mondo perfetto i file non si corrompono né sono accidentalmente cancellati, gli hard disk non si rompono mai, i computer portatili non sono mai rubati o smarriti e quelli da scrivania non sono mai resi inutilizzabili a causa di sbalzi di tensione, traslochi maldestri o urti accidentali. Purtroppo l’esperienza quotidiana è sufficiente a cancellare qualsiasi illusione di perfezione ed il backup in generale, e quello della posta elettronica in particolare, si impone, quindi, come l’unica operazione che permetta di salvaguardare uno dei più importanti aspetti della propria vita sociale e professionale nell’era di Internet. Purtroppo, invece, molti utenti si affidano più o meno consciamente alla buona sorte e spesso è proprio il verificarsi di una costosa perdita di dati a spingerli ad interessarsi a come e dove operare per garantire la persistenza delle proprie informazioni.
Cosa salvareUna corretta politica di backup deve individuare, prima di tutto, quali sono i dati per i quali è necessario eseguire le operazioni di replicazione. Il backup indiscriminato di tutto il contenuto del disco rigido di una postazione di lavoro o di tutti i dati personali di un utente, ad esempio, non ha come solo effetto lo spreco di risorse in termini di tempo e di spazio di memorizzazione sui supporti di backup ma anche quello di rendere più complessa l’individuazione delle informazioni da ripristinare in caso di malfunzionamento. È quindi buona pratica individuare i componenti critici delle applicazioni e dei servizi di posta elettronica utilizzati e limitare ad essi l’operazione di backup.
Il backup dei dati locali
Un primo ambito di applicazione delle tecniche di backup dei dati è quello che fa riferimento a caselle di posta elettronica accedute attraverso applicazioni locali installate sul PC. È il caso tipico degli account di email offerti unitamente all’acquisto di un dominio Internet o di quelli utilizzati dai dipendenti di un’azienda che gestisce al suo interno il server di posta elettronica. In questi casi il backup dei messaggi può limitarsi alla creazione di copie di sicurezza di opportuni file e cartelle permettendo di applicare le politiche, i dispositivi hardware e le applicazioni software normalmente utilizzate per il backup delle altre informazioni di rilievo presenti sul computer come dati e documenti. La denominazione e la posizione sul disco fisso di tali file e cartelle è strettamente dipendente dall’applicazione di gestione della posta elettronica utilizzata e deve essere, quindi, posta molta attenzione da parte dell’amministratore del sistema nella scelta degli elementi da includere nel backup.
Gestione delle caselle onlineUn secondo scenario, completamente diverso, è quello dei servizi di posta elettronica pensati per essere usati e gestiti prevalentemente on line, tra i quali i più noti sono senza
dubbio
GMail di Google e
Hotmail
di Microsoft. Il fatto che la casella di
posta elettronica risieda sui server
dei gestori del servizio, presso i suoi
datacenter, con personale specializzato
e su hardware ridondato, mette
al riparo l’utente da tutti gli eventi imprevisti
che possono colpire il suo PC
personale ma non annulla tutti i rischi
possibili. L’importanza delle informazioni
contenute nelle mail dovrebbe
suggerire in ogni caso l’opportunità
di disporre di una copia di emergenza
dei propri messaggi perché, se la
perdita definitiva dei messaggi di una
casella online è un evento assolutamente
remoto, non sono da escludere
una loro cancellazione involontaria
da parte dell’utente o un periodo di
irraggiungibilità dell’account a causa
di problemi di connessione in rete.
La soluzione, in questi casi, consiste
nell’accedere periodicamente alla casella
online attraverso un’applicazione
di gestione della posta elettronica
tradizionale in modo che i messaggi
sul server remoto possano essere
scaricati in locale e l’operazione di backup
diventi del tutto analoga a quella
descritta nel caso precedente.
Locale o remoto
Un’altra scelta decisiva nell’ímplementazione
di una corretta politica
di backup della posta elettronica è
la scelta del supporto di
memorizzazione del backup. Affinché il backup possa essere ripristinato in caso di eventi imprevisti è opportuno che esso sia disponibile su un supporto durevole e facilmente accessibile. Un prima possibilità è la scelta di un supporto di memorizzazione locale basato prevalentemente su sistemi a disco magnetico, sotto forma di unità rimovibili o dischi esterni e sistemi a disco ottico, come masterizzatori CD o DVD. In realtà la disponibilità di collegamenti a banda larga e di servizi, anche gratuiti, di file storage su Internet ha reso disponibile a chiunque quello ciò che, in termini di backup, era esclusiva, fino a poco tempo fa, di grandi organizzazioni con importanti budget dedicati all’infrastruttura informatica. Si tratta della possibilità di memorizzare i propri backup in modalità remota sfruttando lo spazio su disco disponibile su server accessibili via Internet. Questo è oggi uno dei modi più sicuri e facili di conservare il backup della propria posta elettronica preservandola da danni hardware, software e generati da eventi esterni grazie alla conservazione dei dati in un luogo fisicamente indipendente da quello di origine.
Meglio prevenire
che pentirsi
Il backup eseguito periodicamente nel modo corretto è l’unica valida forma di assicurazione per le informazioni contenute nei propri messaggi di posta elettronica. Come accade per i premi pagati per le normali assicurazioni di responsabilità civile, è vero che i costi in termini di tempo e fatica sembrano spesso spropositati a fronte della probabilità relativamente bassa del verificarsi dell’evento imprevisto, ma la vera convenienza si percepisce in tutta la sua importanza proprio nel momento del bisogno.
Per chi usa OutlookCome primo caso, esaminiamo quello in cui l’utente non fa uso di un server come
Microsoft Exchange, ma configura un account basato sui tradizionali protocolli di posta elettronica, mantenendo tutti i messaggi all’interno di cartelle personali memorizzati sul disco locale come file con estensione
.pst. In tale evenienza basterà salvare il file contenente l’archivio in modo da essere sicuri di poterlo recuperare facilmente.
Personal Folder Backup permette di eseguire il backup automatico di tale archivio su un disco esterno o di rete e di ripristinare facilmente il contenuto in caso di problemi.
Impostazione
Dopo aver installato lo strumento basta selezionare
Backup nel menu
File per attivare la semplice finestra di configurazione. Premendo il pulsante
Opzioni si attiva un’ulteriore finestra dove è possibile specificare la periodicità del promemoria dell’operazione, le cartelle di cui fare il backup ed il disco di destinazione.
Salvataggio dati
Nella finestra principale dello strumento basta premere
Salva backup per programmare l’esecuzione del backup alla prima uscita da
Outlook, poiché, per poter essere eseguita, l’operazione necessita della chiusura dell’applicazione. Premendo
Apri backup è possibile selezionare i file di backup ed accedere ai dati salvati