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Facebook, un esempio per le start-up italiane
lug 20, 2010 Dalle università alle imprese: il CNR vuole investire sulle start-up
universitarie per arricchire il tessuto imprenditoriale con il patrimonio di conoscenza racchiuso negli atenei della pensiola Anche in Italia si può rivivere il sogno Facebook, grazie a Rete Ventures, una società del CNR, strutturata per aiutare le start-up che nascono in ambito accademico. Grazie a questo ramo societario, il CNR ha sviluppato un piano quinquennale, che permetta il transfert delle conoscenze tecnologiche e scientifiche dai laboratori di ricerca alle imprese del territorio, rilanciando un intreccio conoscenza-business, che dovrebbe risollevare le sorti dell’economia. Questo intreccio sta vivendo proprio ora una fase di rilancio, come possono testimoniare il successo delle differenti Start Cup regionali, le gare di innovazione dedicate agli spin-off degli atenei. Da queste competizioni, negli anni passati sono emersi incredibili casi di successo, come l’azienda Eolpower, che si occupa di progettazione e vendita di generatori eolici, fondata in seno alla Federico II di Napoli, la Thetis, che si occupa di nanotecnologia, del Politecnico di Milano e la Wisepower, che progetta e produce generatori per dispositivi mobili, nata dalla collaborazione fra l’università di Perugia e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Insomma, tutte le iniziative mirano a consentire ai giovani ricercatori ed agli imprenditori di ripercorrere le tappe della nascita di Facebook, che deve il suo successo all’imprenditore Thiel, che nel 2004 ha investito 500 mila dollari sull’idea bizzarra dello studente di Harvard Mark Zuckerberg, attuale proprietario del noto social network, che ha raggiunto oggi un giro d’affari di quasi un milione di dollari. |
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