di Francesco Forestiero |
28 luglio 2010
Forse alcune a nascere hanno impiegato anche più di 9 mesi, ma una cosa certa:
il secondo trimestre 2010 segna il miglior risultato in otto anni per l'
Anagrafe delle Imprese.
I dati parlano chiaro:
47mila nuove imprese in più rispetto a quelle chiuse con un totale di 107.306 nuove società aperte a fronte delle poco più di 60mila che hanno abbandonato il campo.
I migliori risultati sono stati ottenuti nel settore commerciale, edilizio e turistico.
Secondo l'ultima rilevazione Movimprese di Unioncamere, il trend positivo è quindi confermato, visto che nei primi cinque mesi del 2010 si è verificato un saldo attivo tra imprese nuove e chiuse superiore alle 17mila unità, mentre nel 2009 questo dato era stato pesantemente negativo.
Sulla carta quindi, la famosa “ripresa” c'è, anche se per recuperare le perdite derivanti dal pessimo biennio 2008-2009 ci vorrebbero almeno altri tre anni consecutivi di crescita sostenuta.
Spulciando tra i dati si nota che il maggior numero di aperture riguarda le società di capitali e le ditte individuali che sono cresciute rispettivamente di 16mila e 23mila unità.
Geograficamente il sud riesce a pareggiare i conti con il nord, quanto a saldo tra aziende aperte e chiuse. Il bilancio migliore spetta alla Lombardia con una differenza di oltre 5.600 imprese tra quelle aperte e quelle chiuse, seguita da
Lazio e
Toscana.
Significativo e simbolico il dato de
L'Aquila e della sua provincia: nel corso del primo trimestre 2010 l’anagrafe delle imprese ha registrato 128 imprese in più (753 nuove iscrizioni e 625 cancellazioni). Un bel modo per reagire ai problemi derivanti dal catastrofico terremoto dello scorso anno.
Il maggiore dei problemi resta sempre la quantità insormontabile di burocrazia da superare per aprire un'impresa: chissà che il famoso provvedimento pensato per far aprire un'impresa in un giorno,
di cui avevamo parlato qualche tempo fa, non permetta uno sprint finale da record.