Si chiudono le vacanze e si riaprono le porte del fisco… in realtà forse mai chiuse per molte piccole e medie imprese italiane
di Francesco Forestiero |
30 agosto 2010
Tosse, dolori muscolari, mal di testa, intestino irritabile: influenza stagionale? Purtroppo no, si tratta di quello che è stato definito giornalisticamente “stress da fisco” ovvero la somatizzazione dell’ansia che genera ai cittadini il susseguirsi delle scadenze dell’erario.
La pioggia di contatti pervenuti allo “Sportello del contribuente” durante il mese di agosto è un significativo “sintomo esterno” di questo male: si parla di un numero totale di 38.796 contatti presso lo sportello, in testa alla classifica i contribuenti residenti in Campania, con 4.873 richieste, seguono i cittadini e le PMI dell'Emilia Romagna con 4.227, e del Lazio con 3.864. Anche dalla Sicilia sono arrivate 3.312 richieste di assistenza, così come da Lombardia (2.915), Toscana (2.572), Veneto (2.476), Piemonte (2.244), Liguria (1.897) e Trentino Alto Adige (1.569). Chiudono la classifica la Valle d'Aosta con 1.120 richieste, l'Abruzzo con 1.054 ed il Molise con 975.
La struttura, dedicata anche al “pronto intervento” per le consulenze immediate è composta da un nucleo di esperti in grado di dare assistenza ai meno abbienti, ai terremotati, alle vittime di usura, ai diversamente abili e alle persone anziane ultrasettantenni ricoverate in case di cura o ospedali. Complessivamente, nella sola settimana di ferragosto, sono stati rassicurati, in tempo reale, ben 30.622 contribuenti.
A conferma dell’attività continua della nostra economia durante i mesi estivi e in particolare del continuo stress che tali scadenze generano si tenga presente che finanche il giorno di ferragosto il sito internet
www.contribuenti.it è stato consultato da 193.252 visitatori.
I dati fornito dallo
Sportello del Contribuente rivelano che
7 italiani su 10 temono di trovare una cartella fiscale al loro ritorno dalle vacanze e ben 3 su dieci temono di perdere la loro casa. E’ normale dunque che questo generi tensione e si riveli dannoso per la salute. Due le soluzioni allo stress da fisco: la prima e forse troppo estrema è trasferirsi negli Stati Uniti, si pensa al fisco una volta l’anno e per gli ulteriori undici mesi ci si dedica al business vero e proprio; la seconda forse più abbordabile è mantenere sotto controllore scadenze, un comodo aiuto può provenire, oltre che dal nostro sito, anche dal sito ufficiale dell’Associazione italiana contribuenti
www.contribuenti.it.