VMware vuole farci dimenticare i data center fisici per abbracciare il cloud computing
di Francesco Forestiero |
01 settembre 2010
Un
VMworld molto caldo quest'anno a
San Francisco, la versione 2010 dell'evento annuale di VMware aveva già sollevato alcuni rumors sulle possibilità per la nota compagnia della virtualizzazione, di rilanciare un prodotto e una tecnologia che sembrano ormai essere comuni a tutte le aziende, dalle PMI, che utilizzano la virtualizzazione per ridurre i costi e il consumo dei loro server, fino alle grandi compagnie del mondo enterprise, che virtualizzano interi data center.
Paul Maritz, l'ex-manager di Microsoft, ora CEO di VMware, ha ribadito l'importanza del passaggio nelle aziende da infrastrutture “statiche” ad ambienti molto dinamici, dove non è più la sola virtualizzazione a dare benefici, ma la creazione tramite questa di pools logici di risorse, che grazie al cloud computing possono essere esterni al data center aziendale o interni ad esso. In un momento di incertezza per i mercati, l'utilizzo di soluzioni virtuali e cloud può sensibilmente ridurre l'investimento iniziale in hardware e software richiesto per la gestione di molte applicazioni; con tale idea in mente, VMware ha continuato a sviluppare il suo hypervisor,
vSphere, aggiungendo ad esso sei nuovi prodotti, tutti in grado di migliorare la gestione dei propri server virtuali anche in ambienti di cloud computing. Per le piccole e medie imprese questo significa di fatto poter muovere i loro server, con i dati, anche all'interno di data center esterni dove possono avere accesso a più risorse ad un costo minore, o semplicemente integrare risorse interne ed esterne per evitare di aumentare l'investimento in hardware.
Vcloud Data Center Services è la nuova offerta di VMware pensata per i gestori di data center che necessitano di una soluzione all-inclusive per gestire i loro server virtuali dentro e fuori dalla struttura, potendoli spostare in altri data center, realizzando la propria infrastruttura di cloud computing. Sul fronte della sicurezza sono stati colmate diverse carenze, ora VMware permette di virtualizzare anche i componenti come firewall, VPN e load balancers, in modo da assicurare che tutta la cloud si possa muovere in modo sicuro all'interno di un'infrastruttura VMware.
Gli sforzi della compagnia per introdurre il cloud computing, e il suo modello economico, nelle aziende, sono sicuramente molto alti ma si scontrano ancora contro una generale insicurezza delle grandi aziende, quanto delle piccole aziende, nell'affidare i propri dati a servizi esterni, come nel caso del cloud computing. Se il modello di Amazon AWS ha di fatto aperto una strada molto conveniente per tante start-ups e PMI che necessitano di gestire grandi storage di dati e un numero di server variabile, è anche vero che molte di queste si sono tirare indietro nel momento in cui hanno assaporato alcuni rischi o perplessità sulla gestione dei loro dati e sulla sicurezza. VMware vuole fornire gli strumenti idonei per creare infrastrutture di cloud computing altamente scalabili, che rimpiazzino il data center come lo conosciamo oggi e diano il via ad una tecnologia che permette di scegliere dove far elaborare i propri dati, con API per rendere realmente uniforme l'architettura, anche se distribuita su più server farm.
Nei prossimi giorni del VMworld 2010 la compagnia delineerà tutta la strategia per gli anni a venire del cloud computing nei propri prodotti, ma ancora è in dubbio la possibilità di un successo pari a quello avuto dalla virtualizzazione alcuni anni fa. Dobbiamo dimenticare server e pc fisici, e iniziare a pensare solamente alle risorse utilizzate e alla loro disponibilità.
Stefano Bellasio