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PMI Dome

Riforma del fisco: aliquote più basse per battere la crisi

Al meeting di Rimini Tremonti annuncia le novità in tema fiscale
di Francesco Forestiero | 01 settembre 2010
Il ministro Tremonti durante il meeting di Rimini di alcuni giorni fa, nonostante un diffuso ottimismo, ha espresso qualche perplessità su una veloce ripresa economica data spesso come certa: "Si presenta con margini molto ampi di incertezza, disomogeneità, discontinuità" e serve ancora "responsabilità delle politiche di bilancio" ha affermato rivolgendosi alla platea.

Per accelerare la ripresa sono state promesse agevolazioni fiscali che andranno a vantaggio delle imprese ma anche delle famiglie. Si tratta in realtà di un riassetto profondo del sistema fiscale e non una riduzione generalizzata del carico fiscale da attuarsi con il sostegno e il controllo della commissione europea che vigilerà sul rispetto delle norme comunitarie (ricordiamo che l’Italia ha in corso una procedura per disavanzo eccessivo).

Per il futuro Tremonti prospetta una scelta lasciata al contribuente circa il versamento dei contributi e tasse: si potrà scegliere se mantenere il sistema attuale con aliquote fisse e agevolazioni oppure si potrà scegliere un sistema basato su aliquote più basse e base imponibile semplificata in cui sconti e regimi di favore verranno però ridotti. Le agevolazioni saranno finalizzate ai tre grandi temi della famiglia, del lavoro e della ricerca.

La possibilità di continuare ad usufruire delle stesse regole fiscali finora vigenti (clausola di salvaguardia) è un modo per mettere il governo al riparo dalle proteste che immancabilmente si sollevano quando si mettono in discussione i regimi di favore in campo fiscale.

Da dove arriveranno i soldi necessari a far fronte ad una riduzione delle aliquote? Secondo i dati resi disponibili dal ministero dell’Economia e delle Finanze le detrazioni d’imposta Irpef per l’anno 2008 sono ammontate a 63 miliardi, di cui circa 42,9 riguardanti lavoro e pensione, 11,6 legati ai carichi di famiglia, con un avanzo quindi di circa 8-9 miliardi dedicati a sanità, ristrutturazioni edilizie e interessi passivi sui mutui su cui si potrebbe intervenire con le giuste precauzioni.

Sarebbe poi possibile ridurre l’imponibile, con benefici per i contribuenti del 30-40 %, agendo sugli oneri deducibili pari a circa 22 miliardi, che interessano contributi previdenziali e assistenziali. Al momento questo provvedimenti sono delle proposte che prima di essere ufficializzate necessitano di numerose trattative politiche. 
 
Ancora le parole chiave per la ripresa economica sembrano comunque  essere libertà d’impresa, riduzione del carico fiscale e semplificazione intesa come riduzione della burocratizzazione.

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