L’avanzamento delle imprese è dato anche, in buona parte, dalla loro dotazione informatica, spesso i costi per questi prodotti sono molto elevati e le dimensioni non aiutano certo le imprese che oltre ad essere piccole per numero di addetti lo sono anche per gli spazi a disposizione.
Oggi, però, qualcosa è cambiato e le possibilità per risparmiare e ridurre gli ingombri ci sono. I primi a crederci e a investire nella miniaturizzazione dei server aziendali sono state Intel e Hp. La prima già lo scorso anno aveva mostrato al pubblico in occasione dell’Intel Developer Forum un prototipo di micro server dalle dimensioni e consumi veramente ridotti rispetto ai prodotti tradizionali.
Oltre ad Intel anche HP crede in questa rivoluzione e ha così iniziato la produzione del ProLiant Microserver, che offre oltre al vantaggio dei ridotti consumi e dello spazio contenuto (le dimensioni sono di appena 26,7 x 26 x 21 cm) anche l’economicità , costa all’incirca 300 euro. Grazie al suo ridotto volume può tranquillamente essere posizionato sotto una scrivania assieme al case del pc, senza la necessità , come accade a volte oggi, di avere addirittura uno stanzino o un almeno un vano dedicato.
Il sistema offre la possibilitĂ di centralizzare le operazioni e i dati necessari generati da una piccola rete aziendale, consentendo funzioni di condivisione di file e protezione delle informazioni.
L’azienda californiana ha stimato che nei prossimi 5 anni saranno ben 1,7 milioni di imprese in tutto il mondo ad acquistare il loro primo server e il microserver di nuova concezione potrebbe essere la scelta più razionale.
Per i più curiosi e attenti alle prestazioni vediamo cosa nasconde all’interno la nuova macchina: il processore è un dual-core Athlon II a 1,3 Ghz sviluppato da AMD, 8 GB di RAM, gli alloggiamenti permettono 4 drive SATA con una capacità totale di 8 TB. Sono inoltre offerte capacità di remote management e porte aggiuntive per la connessione di device per lo starage.
Ruben Miller, analista di IDC (ricerca su IT) in merito ha affermato: “E’ una categoria non semplice da definire perché nuova . Fino ad adesso il focus dei costruttori è stato piuttosto indirizzato a mettere molti processori insieme senza molto storage” - e ha continuato – “E’ presumibile che nell’arco di pochi mesi altri vendor si affacceranno su questo mercato, con loro personali declinazioni del concetto di microserver”.
Ad oggi i prodotti di questo tipo sul mercato sono molto rari. Una alternativa ad HP è l’SM10000 di SeaMicro, basato su 512 chip Intel Atom, anch’esso dalle dimensioni molto contenute ma dal prezzo esageratamente più elevato che lo rende adatto solo per provider e hosting farm.





