Gli italiani sono un popolo di navigatori, anche nel mobile. Le aziende che investono sull’e-commerce via smartphone, tuttavia, sono poche. Ecco perchè non si deve perdere questa opportunità...
di Stefano Bellasio |
15 settembre 2010
Casaleggio Associati ha presentato in questi giorni una ricerca condotta sul mercato italiano che mostra come la penetrazione degli smartphone nel nostro paese sia ormai un dato assodato. Non si tratta di nulla di nuova, perchè da tempo siamo tra i primi paesi in Europa per utilizzo del cellulare e numero di smartphone posseduti: il passo che si cerca ora di fare è però impegnativo e mira a portare su questi dispositivi mobili una parte consistente dell’esperienza e-commerce che viviamo online. Ordinare un libro, della musica, dei fiori o oggettistica direttamente dal proprio iPhone o dal proprio dispositivo Android, non è una speranza vana in un paese che ama l’AppStore e dimostra di saperne comprendere le logiche e le funzionalità meglio di altri paesi.
L’e-commerce è un settore notoriamente difficile, sia sul Web sia a bordo di dispositivi mobili, non serve solamente un'ottima conoscenza delle esigenze del cliente, italiano, e del suo modo di rapportarsi agli acquisti online, ma anche la giusta dose di rischio nel sperimentare da subito quali sono le soluzioni migliori per convincere gli utenti che oggi si fidano ad acquistare online, che quella esperienza possono ripeterla, in maniera anche più semplice, sul loro smartphone.
Si perchè in un popolo di 10 milioni di “navigatori mobili” viene naturale pensare che non vi sia solo la possibilità di introdurre l’e-commerce, ma che molti di questi utenti ne sentano già oggi la necessità: chi utilizza uno smartphone, a maggior ragione in Italia, ha spesso un rapporto con la rete non di stretto contatto, ovvero privilegia lo strumento mobile per determinate operazioni, ignorando di fatto la possibilità di replicarle su un PC di casa. Da questo si parte anche per conquistare quella fetta di mercato che sarebbe ben contenta di avere una applicazione apposita tramite cui acquistare direttamente i propri libri preferiti, da quel famoso negozio online di cui magari ha sentito parlare gli amici.
Quali sono le difficoltà nell’investire nel mobile?
Non certo la scelta della piattaforma su cui concentrarsi, l’azienda che oggi decide di creare una applicazione apposita per l’acquisto online sa precisamente che le piattaforme da privilegiare sono tre: Apple, Android e BlackBerry, con la possibile entrata a breve delle soluzioni basate su Windows Phone 7. Un primo problema è superato, ma nonostante questo solamente il 14% delle aziende del settore, secondo il rapporto, hanno una strategia concreta per arrivare con il loro sito di e-commerce sugli smartphone italiani.
Affidarsi a professionisti, che conoscano lo sviluppo per piattaforme mobili, è sicuramente un passo fondamentale, ma ancora di più lo è riuscire a promuovere questo utilizzo in maniera semplice: Apple con il suo AppStore ci è riuscita, ha convinto milioni di persone ad acquistare apps con carta di credito, con una spesa spesso davvero minima. L’obiettivo delle aziende di e-commerce mira alla stessa fiducia, ma soprattutto alla stessa semplicità, considerando che non tutte le tipologie di e-commerce possono godere di un approccio così semplice come quello di chi vende libri online per esempio, o musica. Ad oggi sono questi i settori che fanno da pionieri nella vendita mobile, seguiti dal download a pagamento di applicazioni e giochi.
Sul fronte più tecnico bisogna dire che le soluzioni di e-commerce attuali hanno raggiunto un livello molto alto dal punto di vista tecnico: chi oggi vuole avviare un proprio e-commerce online può farlo selezionando ottimo software open-source, a costo zero, sul quale poi effettuare le modifiche necessarie. Queste piattaforme solo ora stanno iniziando a guardare ad una loro versione mobile, ed è innegabile che anche questo possa fare la sua parte nella diffusione, o meglio dire nella convinzione delle aziende, che gli acquisti in mobilità non sono più qualcosa di anomalo, ma una tendenza che gli Italiani possono già abbracciare e che necessita solo di essere “guidata”.
Sicurezza e Pagamenti, anche nel mobile
In passato si diceva che chi faceva e-commerce doveva distinguere i diversi paesi in cui operava, perchè a seconda della cultura e dell’approccio alla rete, era diverso anche il risultato conseguibile con determinate strategie. Questo fenomeno, vero, oggi sta quasi scomparendo, per via della diffusione della rete: le piattaforme come Apple e Android azzerano questo problema, dato che gli utenti hanno una base di partenza comune e la strada migliore è far conoscere loro l’e-commerce come fosse una applicazione, l’ennesima che viene scaricata dallo store online.
La sicurezza e le modalità di pagamento continuano tuttavia a rimanere due capi saldi del problema: la prima perchè gli utenti vogliono non avere il problema di contraffazioni o furti delle loro identità digitali, il secondo perchè la semplicità con cui si fanno i pagamenti online è un ottimo modo per convincere ad acquistare. Mi basterebbe citare PayPal per farvi capire come questo strumento abbia cambiato le modalità di acquisto online, e non solo da parte degli utenti, ma anche da parte di chi fa e-commerce, che oggi in pochi giorni può avere a disposizione tutto il necessario per vendere online. Quale è ora la giusta combinazione sugli smartphone? Probabilmente quello scelto da PayPal ed altri sistemi, oppure l’acquisto di un credito prepagato, quello che sappiamo ha affascinato gli italiani nella corsa al cellulare per l’acquisto di credito telefonico. Non è pensabile che questo possa permettere anche di avere un fondo per gli acquisti online?
Sono tutte domande lecite, eppure ancora il 45% delle aziende che fanno e-commerce è lontana da queste logiche, non se ne preoccupa. Questo sbaglio potremmo pagarlo in futuro, quando verremo raggiunti da altri paesi, oggi meno forti di noi nell’adozione di dispositivi mobili.