L’associazione Cittadini di Internet, a firma del suo Presidente - il dott. Massimo Penco -, ha diffuso una nota in cui si mette in dubbio la chiarezza delle informazioni contenute nel sito governativo.
L’associazione fa rilevare che “...pur di mantenere il Punto di 400.000 PEC (CEC PAC) attivate, il portale che distribuisce la CEC PAC elimina l’informativa relativa alle CEC PAC veramente richieste...”.
La discordanza nasce tra i dati pubblicati sullo stesso sito Internet e quelli dichiarati dal ministro Brunetta.
Il 18 maggio 2010 di quest’anno il blog del ministro riportava la dicitura “Sono 197.412 le caselle di Posta elettronica certificata (Pec) attivate dai cittadini fino ad oggi”.
Tuttavia, sul sito si leggeva la dicitura Numero di caselle PostaCertificat@ attivata: 72.771. Con l’indicazione della data 20/05/2010. Come evidenziato anche dal sito ilsalvagente.it che riporta lo screenshot del contatore installato sullo stesso sito.
Ad oggi il totale delle caselle attivate è stato rimosso dal contatore del sito che riporta solo il “Numero richieste attivazione da portale”, 411.994.
C’è da precisare, infatti, che il contatore in precedenza riportava sia il numero delle richieste di attivazione sia il numero delle caselle effettivamente attivate. Ovvero il numero dei cittadini che, dopo la richiesta tramite Internet, si sono recati presso gli uffici di Poste Italiane per completare la procedura richiesta dalla prassi.
Nella nota, l’associazione Cittadini di Internet sottolinea anche che per la gestione del servizio è stata effettuata una gara d’appalto di ben 50 milioni di euro, a seguito della quale i cittadini avrebbero potuto usufruire della CEC PAC per comunicare con la Pubblica Amministrazione. E che, in precedenza, aveva già scritto al Ministro per sollecitare un’informativa trasparente nel sito.
Francesco Forestiero





