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PMI Dome

Erasmus per gli imprenditori: il successo sta nei numeri

Il programma lanciato da 18 mesi ha riscontrato continui incrementi di partecipazione: l’internazionalizzazione delle PMI passa anche dallo scambio di esperienze
di Lorenzo Mari | 08 ottobre 2010
Lorenzo Mari, laureato in Scienze Politiche Internazionali, ha un Master Degree in Interantional Realtions and Diplomacy of the EU al College of Europe di Bruges ed ha conseguito un Master in Diritto Europeo presso l’Università di Valencia. Nel 2006 ha portato a termine uno stage in Commissione Europea presso la Direzione Generale Educazione e Cultura. È consulente in Project management e start-up d'impresa ed è esperto per il Ministero dell'Istruzione e il Ministero del Lavoro presso le rispettive Agenzie Nazionali Lifelong Learning in qualità di esperto esterno per la valutazione di Progetti LLP; dal 2012 è Consulente per la Provincia di Cosenza per l’avviamento del Coordinamento Provinciale degli Sportelli Unici Attività Produttive. E’ inoltre  Presidente della sezione Calabria dell’Unione Nazionale Giovani Professionisti - UGIPI. 
Ci si alza in un letto che è il proprio, ma non è lo stesso di sempre; si mangiano cibi differenti dal solito: né buoni, né cattivi, solo differenti e incredibilmente interessanti; ci si confronta con nuove usanze, nuove vite, nuove persone, nuovi orari, nuovi ritmi; ci si innamora e si diventa un po’ cittadini di un Paese che non è la propria origine, ma che in realtà non uscirà mai dal proprio cuore.

Questa è solo una parte delle sensazioni contrastanti che lasciano dentro i programmi di scambio come l’Erasmus, sensazioni che ti fanno tornare a casa con in testa l’idea che il mondo che ti circonda rappresenta solo una visione parziale, che c’è molto di più di ciò che si riteneva “scontatoâ€, c’è molto altro che merita di essere conosciuto e approfondito: un’esperienza che merita di essere vissuta e che, in cambio di un po’ di spirito di avventura, offre tanta conoscenza e crescita personale e professionale.

Giovani imprenditori, o aspiranti tali, è questo il momento di continuare a sognare un programma di scambio finalmente realizzabile: la Direzione Generale Impresa e Industria della Commissione Europea ha, infatti, lanciato già da qualche tempo (la prima edizione è iniziata nel febbraio 2009) il Programma Erasmus per Giovani Imprenditori, che prevede la possibilità per i giovani aspiranti imprenditori o per coloro che avessero già avviato da poco la propria piccola impresa, di svolgere un’esperienza all’estero, ospitati da una piccola o media impresa che accetti la candidatura sulla base di un’idea progetto ben definita. All’aspirante imprenditore sarà concessa una borsa lavoro variabile in base ai costi della vita del Paese in cui egli verrà accettato. L’ammontare della borsa varia dalle 1100 euro mensili per i progetti che si sviluppano in Danimarca alle 560 euro concesse a chi decide di partire per la Lituania o la Bulgaria.

Il processo di partecipazione è abbastanza intuitivo, per di più esso viene guidato dalle cosiddette “Intermediary Organizationsâ€, una serie di punti di contatto scelti dalla Commissione in ognuno degli Stati membri, che hanno come preciso compito quello di fornire tutte le informazioni necessarie sul programma e di incrociare la domanda e l’offerta per la partecipazione, disbrigando poi tutte le pratiche contrattuali.

La domanda prevede una fase di descrizione della propria idea progettuale che rappresenta probabilmente il passaggio più importante dell’intero progetto. Sarà necessario esporre con chiarezza l’idea che si ha in mente, dimostrare l’innovatività del progetto e le opportunità di sviluppo del proprio business nel breve e nel medio periodo. In questa fase sarà di grande aiuto fornire dei dati sull’esistente nel settore in campo europeo, sui deficit e gli spazi di mercato lasciati liberi e definire in maniera semplice ma precisa il tipo di servizio o di prodotto che si intende implementare. Inoltre è certamente di  fondamentale importanza che si definisca per quale motivo si sceglie di andare in un determinato Paese, qual è in altri termini il valore aggiunto che l’esperienza di “imprenditori Erasmus†apporterebbe alla propria crescita professionale e alla propria idea progetto.

Come suggerisce Eurochambres, ente gestore del programma per conto della Commissione Europea, si deve tener presente che, ai fini del programma, per “nuovo†imprenditore si intende una persona che abbia un progetto aziendale preciso e l’intenzione di realizzarlo entro l’anno, oppure una persona che abbia creato la propria impresa da non più di tre anni dunque si deve sottolineare che l’età anagrafica non conta!

Nel caso in cui si rientri nella tipologia di imprenditori il cui business è già avviato ma da meno di tre anni, naturalmente, sarà utile dimostrare che il piano di fattibilità riguardi un’idea di sviluppo del proprio business che ottenga un particolare vantaggio dallo svilupparsi attraverso l’esperienza all’estero. I primi progetti accettati sono terminati a Dicembre 2009, ma la candidatura è sempre aperta.

Essere “nuovi imprenditori†non è l’unica strada per partecipare al programma: gli imprenditori possono infatti diventare “Hosting Enterprise†ovvero ospitare nella propria azienda un giovane imprenditore straniero. Perché la propria impresa possa essere selezionata bisogna dimostrare di avere un’esperienza abbastanza rilevante in termini di gestione aziendale e di avere un approccio innovativo rispetto alle politiche di sviluppo del proprio business di riferimento, ciò sarà dimostrabile attraverso un curriculum che si dovrà allegare alla domanda e dalla lettera di presentazione che viene richiesta nell’application form. Se possiamo permetterci di dare un piccolo suggerimento: conoscere il programma per cui si sta richiedendo l’accreditamento è una condizione fondamentale perché il progetto venga valutato positivamente. Nella descrizione della motivazione per la quale si vuole partecipare si faccia un riferimento chiaro ai vantaggi che la propria azienda otterrebbe nel candidarsi ad ospitare un giovane straniero, in termini di apertura mentale e di nuove idee per il proprio business: potrebbe essere la chiave vincente per essere selezionati.

Nella pratica il programma presenta un innegabile vantaggio per tutte le imprese partecipanti, ovvero la possibilità di stringere rapporti di lavoro in un altro Paese dell’Unione e di conoscerne tramite esperienza diretta del nuovo imprenditore ospitato, le caratteristiche di mercato, le opportunità offerte a chi vuol fare impresa nel posto, conoscere una nuova lingua di lavoro e incrementare le proprie competenze in ambito di relazioni pubbliche internazionali. Si tratta di requisiti sempre più richiesti sul mercato del lavoro e di una necessità innegabile per chi pensa di potere fare impresa al nostro tempo.

Come si accennava Eurochambres, l’Associazione delle Camere di Commercio e d’Industria europee che rappresenta una rete di 2.000 Camere di Commercio e 19 milioni di imprese – principalmente PMI – in 45 paesi europei, funge anche da “Support Office†per il programma Erasmus per Giovani Imprenditori (support@erasmus-entrepreneurs.eu).

Da Eurochambres riportiamo di seguito alcuni dati che possono testimoniare quanto affermato rispetto ad un successo che sta nei numeri della partecipazione.


Figura 1 - numero di registrazioni


Da quando il programma è stato lanciato si sono contate oltre 2500 registrazioni, con un tasso di incremento costante nel tempo. Il tasso di partecipazione è particolarmente interessante in Spagna ed Italia (i due Paesi da cui gli imprenditori provengono principalmente e allo stesso tempo quelli che detengono il record di imprese ospitanti). Gli Host Entrepreneurs peraltro rappresentano un dato molto significativo per la nostra ricerca. Il grafico in basso mostra difatti che tra questi solo il 3% appartiene ad un’impresa che abbia oltre 100 dipendenti!



Figura 2 - Dimensioni delle imprese ospitanti


Per banale che possa sembrare appare importante sottolineare quanto le PMI siano in questo caso le pioniere dell’innovazione e quanto questo programma stia contribuendo all’internazionalizzazione dei piccoli business.

Alla Dott.ssa Cominotti, Responsabile della comunicazione di Eurochambres abbiamo chiesto qualche  informazione in più sulla nascita del programma e sulle possibilità  di partecipazione.

PMI-Dome: Dott.ssa Cominotti, da cosa nasce l’idea di una mobilità sostenibile lanciata verso l’impresa? E’ davvero nell’internazionalizzazione la chiave dello sviluppo, anche per le PMI? Qual è il ruolo di Eurochambres?

Dott.ssa Cominotti: Erasmus per Giovani Imprenditori è il frutto di due considerazioni: la prima è che in Europa si creano troppe poche imprese.  Si calcola che il 51% dei giovani europei avrebbero voglia di mettersi in proprio, ma la maggior parte di loro finisce per non realizzare il proprio progetto per paura dei rischi che questo comporta.  La seconda considerazione è che le piccole e medie imprese europee non sono attive a livello internazionale.  Solo 8% delle PMI – che eppure costituiscono il 90% del tessuto economico europeo! – approfittano delle opportunità di mercato esistenti aldilà delle proprie frontiere nazionali.  Con “Erasmus per Giovani Imprenditori†si vuole al contempo favorire la creazione di impresa e incoraggiare la collaborazione internazionale tra imprenditori.
Il ruolo di EUROCHAMBRES in questo programma è quello di coordinare le attività del centinaio di “organizzazioni intermedie†presenti in tutta Europa incaricate di “abbinare†nuovi imprenditori con imprenditori ospiti.  Si tratta di garantire che il livello di qualità del programma sia uniforme in tutti i paesi.


PMI-Dome: Quali sono i vantaggi per un’impresa a partecipare al programma come “Host Entrepreneurs� Che caratteristiche deve avere un’impresa perché sia eleggibile?

Dott.ssa Cominotti: Il vantaggio per chi parte è evidente: aumentare le probabilità di successo della propria futura azienda grazie ai consigli di un imprenditore affermato.  Ma anche per chi accoglie i vantaggi sono notevoli: per esempio la possibilità di stabilire un contatto privilegiato con un potenziale partner commerciale in un altro paese, o l’opportunità di avere al proprio fianco una persona dinamica e motivata che sappia apportare una visione differente sul modo di fare le cose. Possono nascere progetti comuni e idee innovative che diano un vantaggio competitivo. Per imprenditore “ospite†si intende il proprietario o il dirigente di una piccola o media impresa (massimo 250 addetti) con almeno tre anni di esperienza alle spalle.  Tutti i settori sono ammessi, ma notiamo che il settore delle tecnologie informatiche è uno dei più richiesti.


Non resta che augurare buon viaggio ad ognuno di voi.

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