Redazione PMI-dome |
24 novembre 2010

Ad ogni azione del corpo A sul corpo B, corrisponde una reazione uguale e contraria del corpo B sul corpo A. Recita pressappoco così l’assioma fondamentale della meccanica, applicabile a tutte le forze riscontrate in natura, conosciuto come terza legge di Newton. Senza scomodare il battito d’ali generatore di uragani della teoria del caos o i principi fisici, risulta evidente come un’azione compiuta in un qualsiasi campo delle attività umane, generi delle conseguenze più o meno prevedibili e/o auspicabili. Nel Business
, inteso come attività economica che si svolge al fine di produrre profitto, possiamo immaginare semplificando, che il corpo A sia rappresentato dalle aziende mentre il corpo B, che riceve e risponde agli stimoli da esse prodotti, costituisce il mercato. Non risulta difficile immaginare che le azioni compiute dalle aziende sul mercato siano finalizzate al conseguimento del profitto, ma come stabilire, ad esempio, se e quanto lo sforzo profuso nel brand management di un particolare prodotto ha esito positivo sul volume di affari? Un valido strumento, che può dare una risposta a questa domanda, è costituito dal
Business Intelligence.Che cosa è il BI?
Il concetto di
Business Intelligence (BI) venne coniato nel 1958 da Hans Peter Luhn, ricercatore tedesco della IBM. Adoperato spesso a sproposito per indicare la semplice reportistica aziendale, il termine BI si riferisce a un insieme di procedure, tecnologie e processi atti a raccogliere, integrare e analizzare informazioni strategiche di business. L’obiettivo principe del BI consiste, mediante l’utilizzo di soluzioni software, di carpire all’interno della mole di dati prodotti dal business aziendale,
i fattori chiave che consentono conseguentemente di prendere decisioni strategiche. In pratica si tratta di un valido strumento che offre supporto alle decisioni operative e strategiche di un’azienda. L’implementazione di un sistema di Business Intelligence pone tre fondamentali problemi da risolvere: dove raccogliere le informazioni necessarie, come raccoglierle e infine come elaborarle. Rispondere alla prima delle tre domande è abbastanza semplice, le informazioni possono provenire da una qualsiasi sorgente dati presenti in azienda. In genere database dei software gestionali, Internet, web services o ancora i log dei server sono ottime fonti di dati. Inizia ad essere più complesso rispondere alla seconda domanda in quanto si tratta di una mole di dati rilevante spesso basati su formati e tecnologie eterogenee fra loro, ad esempio file XML, database relazionali o file di testo. A risolvere questo problema ci pensa il processo
ETL (Extraction, Transformation, Loading). Si tratta di mettere a punto una procedura automatizzata in grado di estrarre i dati dalle sorgenti, rielaborare e scremare gli stessi da eventuali informazioni poco interessanti e infine caricare il flusso all’interno di un nuovo database, il database analitico.
Schematizzazione semplificata di una piattaforma di Business IntelligenceL’analisi dei datiEffettivamente manca una risposta alla terza domanda: “Come analizzare i dati del database analitico?”. Per fare ciò dobbiamo introdurre lo strumento dell’analisi
OLAP. L’analisi OLAP, acronimo di
On Line Analytical Processing, designa
un insieme di tecniche software per effettuare l’analisi interattiva di una grande mole di dati in tempi ridotti seguendo modalità di elaborazione complesse.
Abbiamo chiesto al dott. Paolo Mazzeo, ricercatore del CASPUR (Consorzio interuniversitario per le applicazioni di supercalcolo per università e ricerca), di spiegarci brevemente in che cosa consiste e come funziona l’analisi OLAP per la Business Intelligence:
le tecnologie OLAP (On Line Analytical Processing) fanno parte degli strumenti applicativi finalizzati all’analisi dei dati gestiti all’interno del Data Warehouse. Il loro uso in contesti aziendali è finalizzato a consentire un’agevole lettura interattiva dei dati direzionali, secondo diversi schemi/modelli, anche ai manager, “non informatici”, al fine di effettuare analisi mirate, che siano di supporto ai processi decisionali per il raggiungimento di obiettivi specifici. L’interrogazione avviene attraverso il cosidetto “ipercubo” ovvero una matrice multidimensionale i cui assi rappresentano quelle dimensioni aziendali (es. tempo, area geografica, tipo cliente, ecc.) in base alle quali andiamo a rappresentare i vari fenomeni di analisi oppure gli indicatori; in questo modo le variabili di analisi, ad esempio le vendite, vengono riassunte in base alle diverse dimensioni, e all’interno di questa struttura esse rappresentano la cella dell’ipercubo. Le diverse dimensioni possono anche essere gerarchizzate (es. tempo = anno > trimestre > mese > giorno > ora). A prescindere dal prodotto di B.I. che si utilizza, in genere è presente una interfaccia grafica che consente l’esecuzione di differenti funzionalità quali:
slice and dice per compiere analisi su porzioni specifiche dell’ipercubo e per operare su di esso da diverse prospettive;
drill-down per visualizzare i dati a livelli di dettaglio diversi in modo da capire quale possa essere il fattore determinante;
roll-up operazione inversa del drill-down ovvero vedo i dati dal livello di dettaglio a quello generale; detect and alert per filtrare, ordinare e classificare i dati in modo da individuare situazioni di particolare significatività;
calcolo standard per effettuare operazioni banali come somma, media, varianza oppure per costruire nuove variabili o indicatori.
La rappresentazione di un cubo OLAPIl BI Open Source
Un ambiente di
Business Intelligence necessita del contributo di varie componenti (ETL, database analitici, reportistica, OLAP, analisi statistica ecc.). Nel mondo del
software Open Source fortunatamente è possibile trovare tutte le componenti per realizzare sistemi di Business Intelligence in tutte le loro sfaccettature. Risulta tuttavia ovvia la complessità insita nell’integrazione di più applicazioni software in una soluzione personalizzata al problema, ciò fa preferire nella maggior parte dei casi una piattaforma di BI che integri di default gli strumenti necessari. Per la delicata fase
ETL, ovvero l’alimentazione del database analitico, chiunque voglia evitare costose soluzioni commerciali può affidarsi all’ottimo
Talend Open Studio, scaricabile dal sito
www.talend.com. Per quanto
riguarda il
DB Analitico, periodicamente
aggiornato nella fase di
ETL, vengono utilizzati di solito
comuni database relazionali. Se
non si hanno particolari pretese
la scelta può ricadere su
MySQL,
www.mysql.it. Il cuore della BI è
costituito dall’analisi
OLAP che
nella forma più semplice viene
definita
ROLAP (Relational
OLAP) che consente di utilizzare
i comuni database relazionali.
La
soluzione Open Source più diffusa
è Mondrian, motore OLAP
sviluppato in linguaggio Java
implementato in quasi tutte le
piattaforme di BI Open Source.
Mondrian non ha un’interfaccia
utente che solitamente è fornita
da
Jpivot,
http://jpivot.sourceforge.net, che consente la navigazione
dei cubi OLAP. Per la
reportistica si può utilizzare
JasperReports,
http://jasperforge.
org, libreria Java molto diffusa
che consente mediante l’utilizzo
di
iReport la creazione di report
in modo intuitivo. È necessario
distinguere i report creati da
un’interrogazione del database
con i
Cruscotti che di solito sono
pagine sintetiche e interattive
che illustrano i risultati graficamente.
Citiamo a tal proposito la
libreria grafica
Java JFreeChart
con cui è possibile realizzare decine
di grafici differenti.
Piattaforme pronte
all’uso
L’approccio migliore alla Business
Intelligence per le
PMI, pur restando
nell’ottica Open Source, consiste
nell’utilizzare una piattaforma
pronta all’uso. Fra le tante esistenti
citiamo
SpagoBI, una piattaforma
Open Source made in Italy totalmente
gratuita. Le funzionalità di
SpagoBI coprono tutte le esigenze
di reporting, analisi OLAP, analisi
geografica, alerts, cruscotti e Data
Mining. I documenti vengono sviluppati
utilizzando i vari strumenti
che compongono la piattaforma
e successivamente integrati sempre
all’interno di SpagoBI. La fase
ETL può essere realizzata con un
software a libera scelta dell’utente,
anche se SpagoBI consiglia e
supporta l’utilizzo del già citato
Talend Open Studio. SpagoBI può
essere scaricato al sito
http://spagobi.eng.it.
Citiamo anche l’ottima
Pentaho,
una delle piattaforme più conosciute
per la Business Intelligence,
scaricabile in versione
Trial dal
sito www.pentaho.com.L’approccio
di Big M al BI
Secondo la società di ricerca in
ambito
IT Gartner, negli ultimi
anni le aziende hanno speso più
di 40 miliardi di dollari in software
aziendali. Ciò comporta la costituzione di data warehouse sempre più corpose contenenti informazioni, che se ben interpretate, possono costituire un valido supporto ai processi decisionali.
“Pensiamo alla BI per tutti” afferma Nic Smith, PM Senior Microsoft, “I collaboratori desiderano disporre della BI in un ambiente familiare e devono essere in grado di condividere informazioni e racchiuderle in un contesto”.
La softwarehouse di Redmond al fine di supportare le attività di Business Intelligence ha aggiunto diverse funzionalità a Microsoft Office Excel 2007, Microsoft Office Share Point 2007 e Microsoft SQL Server 2007.