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Nel 2011 aumenteranno le tasse soprattutto quelle locali

Un aumento del 7,2% per le tasse locali e del 3,6% per quelle statali. Napoli conquista il triste primato; Campobasso si guadagna l’ultimo posto
di Francesco Forestiero
Aumenti in vista per le tasse nel 2011, con quelle locali che cresceranno il doppio di quelle statali: le prime avranno un aumento del 7,2% e passeranno da 111,8 a 119,9 miliardi mentre quelle statali aumenteranno del 3,6%. È quanto emerso da uno studio condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani che sarà pubblicato nel prossimo numero del magazine "Contribuenti.it".

In testa alla triste classifica si piazza Napoli, in coda troviamo Campobasso: ogni abitante del comune partenopeo verserà nel 2011 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.612,20 euro contro una media nazionale di 1.790,30 euro.  Lo studio fa notare però che la voce “rifiuti” inserita tra le imposte comunali “falsa” la classifica  facendo guadagnare a Napoli il primato: da sola infatti la tassa dei rifiuti incide per 569,20 euro contro la media nazionale di 264,50 euro.

Al secondo posto troviamo Milano con 2505,00. Al terzo Aosta con 2426,20 euro, al quarto Bologna con 2470,10 euro e al quinto Roma con 2469,80. All’ultimo posto della classifica nazionale troviamo Campobasso con soli 890,40 euro pro capite.

Per stilare la classifica lo studio ha preso in considerazione tutti i “balzelli” applicati dagli enti locali: Comuni, Province e Regioni. A livello comunale sono state esaminate l’Ici, l’addizionale comunale Irpef, la Cosap e la tariffa rifiuti urbani. Per la Provincia si è tenuto conto dell’imposta sulla Rc auto, dell’addizionale sulla bolletta dell’Enel, della quota parte della Tarsu e dell’imposta di trascrizione. A livello regionale infine sono state conteggiate l’Irap, la compartecipazione all’Iva, all’addizionale regionale sull’Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina.

Dallo studio è emerso anche come avviene la ripartizione delle imposte tra gli enti locali: il 54,3% va alle Regioni, il 40,1% ai Comuni e il rimanente 5,6% alle Province.

Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it ha commentato così: "Le ragioni di questa crescita sono da ricercarsi principalmente nella assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi. Bisogna istituire al livello regionale presso Lo Sportello del Contribuente la figura di “Mister Fisco”. La sua attività dovrà essere indirizzata verso tre filoni principali d'azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all'evasione fiscale; il monitoraggio della tax compliance favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti della riscossione".

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2011, tasse, locali
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