Una nuova potente infrastruttura guida le ricerche degli utenti attraverso un'interfaccia che cambia istantaneamente, durante la digitazione della query stessa. Cosa cambia nel SEO?
Redazione PMI-dome |
10 gennaio 2011

Lo scorso settembre
Google ha
presentato
Google Instant, un
ulteriore potenziamento dell’infrastruttura
tecnologica del suo motore
di ricerca. Il pay-off conclusivo dello
spot pubblicitario realizzato
per il lancio della nuova feature,
riassume la portata del cambiamento
nell’esperienza di navigazione di
chiunque la utilizzi per le proprie ricerche.
Sostanzialmente con
Google
Instant i risultati di ricerca precedono
l’esecuzione della query che l’utente
sta digitando, provando ad anticiparne
le intenzioni di ricerca
(Figura
1). La
SERP (
Search Engine Result Page)
cambia istantaneamente nel corso
della digitazione, offrendo dei risultati
diversi a seconda delle lettere digitate
e in funzione del “probabile” esito
della query stessa, sulla base dei volumi
di ricerca a disposizione dell’algoritmo
di Google.
Figura 1 - Google Instant suggerisce il completamento della query secondo l'esito più probabileVELOCITÀ DELL’INTERFACCIA
Come evidenziato sul
blog ufficiale
del motore di ricerca, con
Google
Instant si passa dal modello
search-as-you-type al modello
search-
before-you-type. Inevitabilmente
è la velocità il fattore che balza
agli occhi ad un primo approccio,
e senza dubbio questa caratteristica
rappresenta uno dei dati sensibili
più evidenti nella nuova interfaccia
di ricerca. Ma per gli addetti ai lavori,
e per chiunque abbia un’idea anche
generica sulla circolazione dei dati
nella Rete, quella di Google Instant
è una rivoluzione soprattutto nella
quantità di dati che il colosso americano
è in grado di gestire contemporaneamente.
La nuova infrastruttura
dimostra infatti di poter veicolare
in alcune frazioni di secondo una percentuale
di informazioni infinitamente
maggiore rispetto al passato.
Anche perché l’algoritmo non si limita
più a rispondere a delle query
specifiche, introdotte esplicitamente
dall’utente attraverso la digitazione
ma, anzi, le anticipa secondo una logica
predittiva.
Figura 2. È possibile disattivare le funzionalità di Google Instant premendo sul menu a destra del consueto tasto CercaSERP “SUGGERITE”
Se da una parte l’apparizione dinamica
delle
SERP “suggerite” ha a che fare
con la potenza della nuova infrastruttura,
dall’altra è proprio nella
User Interface che possiamo percepire
la portata della novità. L’utente viene
materialmente aiutato nella digitazione
e nella formulazione della
query, con l’obiettivo di facilitare
e velocizzare l’esperienza di ricerca
(Figura 2). Ma per fare questo Google
deve estrapolare i risultati più probabili
dai volumi di ricerca complessivi,
e deve farlo per ogni singola sequenza
di caratteri.
Figura 3 - Matt Cutts, principale referente Google agli occhi dei SEO: la SEO non morirà tanto facilmente, ma dovrà innovarsi e adeguarsi alle rivoluzioni introdotte da GoogleGOOGLE INSTANT
UCCIDE LA SEO?
La paura più diffusa negli ambienti
SEO è che
Google Instant sia in grado
di orientare le query fino al punto di
rendere del tutto vane le campagne di
posizionamento organico sui motori di
ricerca. Come spesso avviene in questo
settore, anche stavolta c’è stato qualcuno
che ha gridato alla
“morte della
Seo”. Stavolta però l’allarme è arrivato
da
Steve Rubel, un pezzo grosso del reparto digitale
della
Edelman una delle più note agenzie pubblicitarie
degli Stati Uniti. Immancabilmente
il suo preoccupato articolo, che
dichiarava ormai irrilevante l’ottimizzazione
per i motori di ricerca a causa
dell’introduzione di Instant, è stato
immediatamente smentito da centinaia
di commenti e di articoli di professionisti
del settore. Tra le più autorevoli
smentite quella di
Danny Sullivan “Seo
is here to stay, it will never die”, su
SearchEngineLand.com,
e quella di
Matt
Cutts, capo del
team anti-spam di Google e principale
referente dell’azienda di Mountain View
agli occhi dei SEO di tutto il mondo. La
posizione più sensata su questo argomento,
probabilmente, ci sembra sia
quella in linea con una delle affermazioni
fatte dallo stesso
Matt Cutts (Figura
3). La SEO non morirà tanto facilmente,
questo sembra certo. Ma
senza dubbio dovrà innovarsi in continuazione
e sarà costretta ad adeguarsi
a tutte le piccole rivoluzioni che Google
ha introdotto negli ultimi 24 mesi,
di cui Instant è solo l’ultima e la più visibile
anche per i non addetti ai lavori.
UN MOTORE
TUTTO NUOVO Per comprendere il percorso che ha portato
a Instant occorre fare un passo indietro
per abbracciare alcune delle più
recenti innovazioni e poter quindi intuire
le strategie generali dell’azienda. Queste,
inevitabilmente incidono sul lavoro
di ottimizzazione dei siti Internet e sulle
strategie di ranking che possano risultare
effettivamente praticabili sul “nuovo”
motore di ricerca di Google.
Figura 4. I suggerimenti di Google Suggest sono identici a quelli proposti dal nuovo Google Instant per una determinata sequenza di caratteriLE PREDIZIONI
DI SUGGEST
Google Suggest è l’antenato diretto di Google
Instant per quanto riguarda la predizione
delle query. La discendenza dall’uno
all’altro è ancora facilmente visibile effettuando
una determinata query su Google.
it, rispettivamente senza essere loggati ad
un account Google e, invece, procedendo
con il log in e quindi operando la stessa
interrogazione sul nuovo Google Instant.
I suggerimenti di ricerca sono evidentemente
gli stessi e in questo senso non c’è
veramente nulla di nuovo sotto il sole (
Figura
1 e Figura 4). Ma questo è solo un
aspetto tra quelli che hanno permesso la
nascita di Google Instant.
LA VELOCITÀ
DI ARCHIVIAZIONE
Negli ultimi 24 mesi Google si è impegnato
per mettere a punto un’infrastruttura di
reperimento e archiviazione dei dati più
veloce di quella a cui eravamo abituati. I
primi rumors su
Google Caffeine risalgono infatti all’agosto 2009, quando venne
lanciato un test aperto al pubblico per misurare
la tenuta dell’infrastruttura in lavorazione
e raccogliere i primi feedback: ancora
nel novembre 2009 il nuovo
Google
Caffeine funzionava su un unico datacenter.
Il roll-out dell’infrastruttura del “nuovo”
Google è durato diversi mesi e solo nel
giugno di quest’anno il blog ufficiale del
motore di ricerca ha finalmente annunciato
la completa rivoluzione infrastrutturale
che prende il nome di Caffeine. Anche in questo caso
dal punto di vista SEO non vi è stata alcuna
modifica significativa nell’algoritmo
che regola il ranking nei risultati di ricerca.
Caffeine ha interessato prevalentemente
i tempi di indicizzazione dei nuovi documenti
da parte degli spider di Google,
velocizzando in maniera considerevole le
tempistiche di archiviazione dei contenuti
pubblicati ogni giorno da ogni genere di
sito, dal più piccolo blog fino al più potente
social network.
Figura 5. Prima di Google Instant mediamente ci volevano più di 9 secondi per digitare il termine di ricerca. Google Instant farisparmiare da 2 a 5 secondi per ogni ricercaIL LEGAME
CON CAFFEINE Eppure questo percorso verso la velocizzazione
dei processi di archiviazione e ricerca,
unito alla personalizzazione dei risultati
in base alle abitudini di navigazione e
all’analisi dei volumi di ricerca degli utenti,
è la premessa che ha tecnicamente favorito
la costruzione della nuova interfaccia
di ricerca, questo Google Instant in cui
le query vengono eseguite prima ancora
che l’utente le abbia effettivamente generate.
Se con
Caffeine, Google aveva interesse
a velocizzare l’archiviazione dei nuovo
documenti, e quindi agire sulla rapidità
degli inputs in entrata, con Instant possiamo
osservare un’infrastruttura che ha invece
reso velocissimi gli outputs, rendendo
possibile la visualizzazione istantanea delle
SERP nel corso della digitazione di una
normale query di ricerca
(Figura 5). La velocità
nel gestire enormi masse di dati in
entrata e in uscita rappresenta senza dubbio
la sfida più importante tra quelle raccolte
da Google negli ultimi due anni: eppure
nessuno di questi nuovi aspetti ha
riguardato l’algoritmo che regola il ranking
dei siti all’interno degli indici Google.