Redazione PMI-dome |
05 gennaio 2011

La
posta elettronica è, fra i
servizi
Internet, uno strumento indispensabile
per la comunicazione
a distanza. Negli ultimi tempi, tuttavia,
con il boom dei social media sono nati
modi alternativi e più informali per comunicare,
come i post in bacheca su
Facebook o le reply di Twitter, oltre alle
rispettive funzionalità di messaggistica.
Questi metodi alternativi hanno
in comune con l’e-mail una caratteristica
fondamentale, la
comunicazione
asincrona, che consente a mittente
e destinatario di non essere entrambi
connessi contemporaneamente al
momento dell’invio:
il mittente invia
il messaggio, il destinatario, se non è
online in quel momento, potrà leggerlo
al successivo login. Per l’iscrizione
ai social media è comunque necessario
l’inserimento di un indirizzo di posta
elettronica, a cui vengono puntualmente
inviate di default (quasi) tutte
le notifiche che il network può generare.
Ciò, assieme all’iscrizione alle
newsletter, comporta inevitabilmente
un intasamento della casella di posta
elettronica principale, che da utile
strumento per comunicare a distanza
può trasformarsi in un cumulo di messaggi, fra cui è difficile capire cosa
conta veramente. Ciò accade in quanto
i messaggi di norma sono ordinati
in ordine cronologico e non in base alla
priorità. Per andare incontro a questa
esigenza, di recente
Google ha lanciato
una nuova funzionalità integrata
nel suo servizio di posta elettronica.
Chiamata
Priority Inbox, ha l’obiettivo
di fare ordine fra le e-mail, mettendo
in evidenza quelle che realmente ci interessano
e a cui potremmo avere urgenza
di rispondere.
Come funziona?
Keith Coleman, product management
director di Google, intervistato
da Nick Bilton per il New York Times,
ha ammesso che la posta prioritaria
era già in cantiere dalla prima versione
di
Gmail e in parte si basa sullo
stesso algoritmo adoperato per eliminare
le mail di spam. La novità di
Mountain View è stata resa disponibile
gradualmente su tutti gli
account
Gmail e per attivarla occorre
cliccando sul
link rosso che compare
in alto a destra della schermata
principale. Una volta attiva, i messaggi
in arrivo vengono suddivisi in
tre categorie:
Importanti e da leggere
per i più urgenti, Speciali per le
e-mail scelte da noi e Tutto il resto
per i
messaggi che possono attendere.
Nella nota di benvenuto, Google
scrive che i criteri di selezione delle
e-mail importanti sono: “le persone
a cui mandi più messaggi o con
cui chatti di più, la frequenza con cui
scambi e-mail con queste persone e
quali sono le parole chiave che appaiono
con maggiore frequenza nei
messaggi che leggi”.
Figura 1 - I pulsanti + e – permettono di cambiare priorità alle email in arrivoPersonalizzazione
Chiaramente il meccanismo di assegnazione
della priorità può incorrere
in errore, perciò è possibile far salire di livello un messaggio marcato come
non importante o viceversa, tramite
i due pulsanti dedicati (il segno
“+” e “-” in alto nella schermata di
Gmail -
Figura 1). Nelle nostre prove,
dopo alcuni giorni di utilizzo della
Priority Inbox, Gmail ha contrassegnato
come importanti quasi tutti i
messaggi ricevuti. Molti di questi non
lo erano, ma il sistema ha dimostrato
in seguito di apprendere in fretta
le istruzioni che via via gli impartite.
Ad ogni modo, essendo molto vasta
la tipologia di e-mail che usualmente
si ricevono, per varietà di mittenti e
contenuti, il training si annuncia lento
nel raggiungere una meta definitiva.
La posta prioritaria ha un buon livello
di personalizzazione. Dall’apposita
scheda delle Impostazioni
(Figura
2), si può scegliere se visualizzare
la classica posta in arrivo o la novità
di
BigG subito dopo il login, cambiare
l’ordine delle categorie o il numero di
e-mail visualizzate, o disattivare il servizio.
Interessante l’opportunità di inserire
una quarta categoria, che consente
di visualizzare tutti i messaggi
dotati di una particolare etichetta. È,
inoltre, concesso attivare dal menu
a tendina contestuale l’opzione che
consente di nascondere una o più categorie,
qualora non ci fossero messaggi
al loro interno.
Figura 2. La scheda della posta prioritaria ha un buon livello di personalizzazioneFiltri o Posta
prioritaria?Come è noto, su Gmail ogni utente può
creare dei filtri personalizzati, con cui
ad esempio marcare con una etichetta
i messaggi che contengono una parola
chiave o sono inviati da un certo mittente.
L’idea che sta alla base dei filtri è l’assegnazione
statica di regole che, se soddisfatte,
compiono una certa azione sul
messaggio
(Figura 3). La posta prioritaria,
invece, è dinamica e varia così come
varia nel tempo la nostra definizione di
importanza. Di default i filtri sono immuni
alla Priority Inbox, perciò se abbiamo
deciso che un messaggio deve bypassare
la posta in arrivo, così accadrà, a meno
che non decidiamo di ignorare i filtri dalle
impostazioni. A meno che non abbiate
un carico di e-mail che supera la decina
ogni giorno, a nostro avviso usare
la posta prioritaria può essere superfluo,
perché un uso corretto dei filtri consente
di già una buona gestione dei messaggi,
evitando il training dinamico dei primi
tempi. Innanzitutto è fondamentale ridurre
alla radice le cause di intasamento della
casella di posta, puntando a limitare le
newsletter che riceviamo, magari con un
più comodo
feed reader. In seguito, occorre
impostare correttamente le notifiche
dei social network, privilegiando solo
quelle che siamo davvero interessati a ricevere
nella nostra casella di posta. Fatto
ciò, suggeriamo la creazione di almeno
due etichette, una per le newsletter,
l’altra per le notifiche dai social media, e
la creazione dei relativi filtri dall’apposita
scheda delle impostazioni. In tal modo
sarà possibile escludere dalla posta in
arrivo questi messaggi, che potrete comunque
leggere dall’etichetta assegnata.
Non essendo i filtri incompatibili con
la posta prioritaria è comunque possibile
adoperarli entrambi, segnando ad esempio
sempre come importante il messaggio
proveniente da un certo mittente.
Figura 3. I Filtri sono differenti dalla Priority Inbox: aggiungono semplicemente un’etichetta a determinati messaggi