Le imprese dovranno adeguarsi alle nuove regole di comunicazione delle fatture per via telematica qualora l’importo sia pari o superiore ai 3mila euro (3.600 per i privati), come stabilito dall’articolo 21 del decreto legge 78/2010 provvedimento del 22 dicembre 2010).
Tra i nuovi adempimenti figura l’obbligo di indicare il codice fiscale. Tale richiesta non è stata ben accolto dalle imprese e dai commercianti poiché per adempiervi sarà necessario dotarsi di un sistema di memorizzazione di tale dato. Come se non bastasse sarà anche obbligatorio ottenere tutti i dati anagrafici qualora l’acquirente non sia un residente. Anche ai clienti e fornitori viene richiesta la memorizzare del numero di partita Iva che andrà riportata nella futura comunicazione nonostante non vi sia alcun obbligo di annotazione nei registri Iva. La diretta conseguenza dell’introduzione della nuova prassi è dunque la necessità di implementare i sistemi contabili perché siano in grado di occuparsi della tempestiva comunicazione telematica quando previsto dalla legge con un aggravio dei costi amministrativi che fa storcere il naso a molti, soprattutto ai commercianti al minuto che dovranno adeguarsi a partire da maggio. A cosa serve tanta premura e richiesta di dati? Secondo il legislatore, un più dettagliato elenco delle operazioni, dei clienti così come dei fornitori permetterà una maggiore tracciabilità contrastando le frodi in materia di Iva agevolando i controlli.
Ciò che non è ancora chiaro è come verranno codificate alcune operazioni “spezzate” nel tempo, come nel caso di interventi di manodopera (pensiamo ad interventi idraulici, di manutenzione ecc.). Se il privato cittadino pagasse al professionista il lavoro svolto in due tranche con importi singolarmente inferiori ai 3.600 € ma complessivamente superiori, come dovrà comportarsi l’esecutore? Al momento sembrano esserci ancora numerosi aspetti da chiarire, che tipicamente accompagnano i periodi precedenti all’introduzione di modifiche delicate specie se in materia fiscale. In via generale comunque le operazioni relative a contratti di appalto, fornitura, somministrazione e altri contratti periodici dovranno essere comunicate qualora nell’anno solare totalizzino un importo di 3mila euro per le imprese o 3.600 € per i privati (anche se a cavallo di due periodi d’imposta) come accennato precedentemente.
Come occorre invece procedere per quanto concerne l’anno appena terminato? Il termine ultimo per la comunicazione delle operazioni non inferiori ai 25 mila euro è fissato per il 31 ottobre 2011 e rimangono ovviamente escluse le operazioni che non sono soggette all’obbligo di fatturazione).
Per maggiori informazioni si rimanda al sito dell’Agenzia delle Entrate.





