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I motori di ricerca - L'importanza di un sito "search engine friendly" (parte II)

Tra i metodi più economici per ottenere visibilità sul Web vi è indubbiamente il comparire sui motori di ricerca per parole chiave attinenti alla propria attività....
di Marco Loguercio | 17 settembre 2001

Tra i metodi più economici per ottenere visibilità sul Web vi è indubbiamente il comparire sui motori di ricerca per parole chiave attinenti alla propria attività. Un sito pensato e realizzato in modo da favorire la corretta indicizzazione dei contenuti testuali consente notevoli risparmi alla voce "online advertising".

Farsi pubblicità online sta diventando sempre più difficile.
Scusate se ho cominciato questo articolo con la frase più banale che potesse esservi, ma mi sembrava anche inutile girare attorno ad un concetto chiaro e lampante. Quello che forse risulta meno chiaro è che molti progetti online, destinati a vivere grazie ad elevati numeri di traffico (da convertire in pageviews per chi punta - ma quanti, ancora? - all’e-advertising o in vendite per i negozi online), semplicemente ignorano quanto detto in apertura e, quasi a farlo apposta, cercano di complicarsi ulteriormente la vita.

Come già scritto nel primo articolo di questa mia collaborazione - incentrata su un utilizzo strategico dei motori di ricerca come strumento di online marketing - diverse ricerche di mercato hanno messo a fuoco come la prima fonte cui il navigatore attinge quando si tratta di cercare informazioni su prodotti o servizi sono i motori di ricerca.
Uno strumento che, tranne pochi casi, offre visibilità a costo zero, gratis (per utilizzare una parola che ha sempre un suo certo traffico). Basta seguire poche, semplici regole.

"Il World Wide Web è il regno dell’immagine, ma viene indicizzato testualmente", recita la prima Legge dei motori di ricerca.

Ed è la verità.

Gli spider dei motori, ovvero i software che scandagliano la rete alla ricerca di pagine da indicizzare per i propri database, fanno essenzialmente tre cose:

  • indicizzano i testi
  • seguono i link
  • misurano (nel caso delle tecnologie più avanzate) la popularity, la popolarità del sito in Rete

I siti che presentano più carne al fuoco (= più contenuti indicizzabili) a questi software sono quelli che avranno più rilevanza, che potranno quindi contare su maggiore visibilità nei listing, che registreranno un più elevato numero di visite.
Quanto detto sinora, nella realtà attuale del Web, risulta di sempre più difficile applicazione.
Animazioni Flash, siti dinamici che si appoggiano a database e che girano spesso su piattaforme estremamente complicate, javascript a valanga stanno togliendo, nel codice sorgente delle pagine Web - che è poi ciò che i motori passano in rassegna - sempre più spazio a ciò che gli spider vogliono: i testi.
Questo spiega anche il perché ormai, attraverso i motori, diventa sempre più complicato trovare risposte attinenti alla chiave di ricerca.
I buoni contenuti sul web esistono ancora, solo che non sono più facilmente indicizzabili.
Mi è capitato di vedere recentemente il sito di un produttore italiano di accessori per il bagno e cabine docce, un’azienda che produce e vende in Italia ed all’estero.
Un bellissimo sito, fatto tutto in Flash, con animazioni e schede tecniche dettagliatissime.
Peccato che per i motori di ricerca, che i testi contenuti nei filmati Flash non li indicizzano, quel sito - così com’è - non esiste e non esisterà mai: un patrimonio di informazioni che viene nascosto ai navigatori (possibili clienti) che non ne conoscono l’URL.
Un errore madornale di chi ha commissionato il sito e di chi lo ha realizzato - ancora convinti evidentemente che "basta un sito Web per avere successo in Rete" - o decisione autolesionistica dell’azienda committente, che ora dovrà sborsare ingenti cifre per dargli una visibilità che, se progettato diversamente, avrebbe potuto avere più facilmente ed a costi minori?
Non sono poche le volte che titolari di siti di questo tipo sono venuti da me chiedendomi "le mie pagine Web non compaiono nei motori… perché?".

Credo sia arrivato il tempo di aprire gli occhi di fronte a certe situazioni; di porsi degli obiettivi prima di andare online; di utilizzare il sito per raggiungerli, questi obiettivi, nella maniera più lineare, veloce ed economica possibile, invece di avere nel sito stesso i primi ostacoli. Usability e Search Engine Friendlyness, per molte web agencies, sono ancora termini che non fanno parte del loro patrimonio. A scapito del cliente.
Nel prossimo articolo spiegheremo quali accorgimenti si possono adottare per rendere un sito più facilmente indicizzabile.

Marco Loguercio

Marco Loguercio - già in DNM Spa ed in WMC (InferentiaDnm Group), ora fondatore ed amministratore della search engine marketing agency "SEMS - Il mestiere dei motori", dal 1998 si occupa professionalmente di promozione e visibilità attraverso i motori di ricerca.
E' autore del libro "Le nuove vie del marketing digitale" (HOPS Libri. presto in libreria).
Ha fatto sua la frase di Brett Tabke: "Those who can work search engines, do. Those that can't, use Overture".

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