Previsto per il 19 gennaio il debutto del primo giornale pensato per l'iPad. Murdoch e Jobs attesi a San Francisco per l’evento di lancio
di Lorenzo Mari |
17 gennaio 2011
The Daily, un nuovo nome destinato con tutta probabilità ad entrare tra i grandi dell’editoria. Non fosse altro perché si tratta del primo importante, esclusivo e forse definitivo passo verso l’editoria online.
Sul fatto che stia per conclamare un successo già preannunciato da tempo non vi sono molti dubbi, visto che il progetto promuove una delle maggiori innovazioni dell’editoria digitale: un quotidiano pensato esclusivamente per iPad. Garantiscono sulla qualità Rupert Murdoch e Steve Jobs. Scusate se è poco.
I ben informati annunciano che il lancio definitivo del progetto è previsto per il prossimo 19 gennaio, con un evento a San Francisco al quale pare che partecipino entrambi gli ideatori e co-autori del progetto. Il teatro del lancio ufficiale non manca di fascino: il Museum of Modern Art della città californiana. In quella data con tutta probabilità il quotidiano digitale annuncerà anche il prezzo a cui sarà distribuito: il costo dovrebbe essere di un euro a settimana. In tempi in cui la carta sembra rappresentare per gli organi di stampa la voce di costo maggiore, un quotidiano che elimina tale costo sin dalla sua nascita pare essere un’idea di business piuttosto interessante, e che si potrà permettere un costo molto basso rispetto ai competitors della stampa “tradizionale”. L’abbonamento settimanale dovrebbe essere di circa 1 dollaro, un prezzo con il quale i due magnati pensano di poter raggiungere 800 mila abbonati. Il quotidiano sarà generalista e si occuperà dunque di cronaca, sport, ma anche arte e lifestyle. E’ previsto che collaborino al progetto un centinaio di giornalisti.
Sarà bene invece non confondere naturalmente l’economicità al pubblico con l’economicità del progetto: l’investimento previsto dal magnate australiano per questo progetto ammonta a circa 30 milioni di dollari e i giornalisti a cui abbiamo accennato corrispondono ad alcuni tra i nomi più noti del settore provenienti ad esempio dal New Yorker o da Forbes.
Al momento sembra verosimile che l’unica piattaforma abilitata a tali contenuti sia quella targata Apple, una scelta più che comprensibile se si pensa all’indotto “bidirezionale “ che il software avrà per il tablet di casa Jobs e viceversa. In realtà pare che un tentativo di distribuzione parallela esista, tuttavia la royalty che le altre case dovrebbero corrispondere ad Apple (il 30% degli introiti dal quotidiano) sarebbe troppo alta al momento per poter giustificare un impegno “a scatola chiusa”.
Appuntamento al prossimo 19 per maggiori dettagli su quello che si preannuncia essere un evento di grande rilievo.
Lorenzo Mari