Nome
Cognome
Email
Password
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy
Desidero ricevere la Newsletter di PMI-dome.com
FacebookTwitterRSS
PMI Dome

L’Italia degli sconti...

Il Belpaese risulta al terzo posto in Europa tra i paesi più convenienti, con uno sconto del 17,3% sul prezzo medio, dopo Regno Unito (-34%) e Germania (-17,5%)
di Andrea Chirichelli | 01 aprile 2011
L'Italia è conveniente. Specie sul Web. Tra i tanti record negativi raggiunti negli ultimi mesi dal Belpaese, ce n'è uno positivo che potrebbe indurre al sorriso più di una persona, quello relativo al commercio elettronico. Già, perché pare che alcune merci acquistate online nel nostro Paese, siano meno care rispetto alle stesse prese negli Usa o nel Regno Unito.

I dati derivano da uno studio intitolato International online pricing report, commissionato da Kelkoo, uno dei giganti della spesa online, a Shape the Future che traccia le linee guida e lo stato dell'arte dei prezzi (ivati) riferiti a oltre 1.200 merci presenti in dieci paesi che coprono uno spettro di oltre 100 beni di consumo comune.

Beh, da questa classifica risulta che l'Italia è tra le prime nazioni “a buon mercato”, molto vicina alle apparentemente economicissime Usa e Gran Bretagna.

Ovviamente, non è così per tutte le categorie merceologiche, ad esempio i geek e i nerd non si trovano benissimo nel nostro Paese e hanno come terra promessa per i loro acquisti l'America, dove smartphone, cellulari, console e prodotti simili costano molto di meno (anche perché di solito le case produttrici fanno un'equivalenza diretta tra dollaro ed euro e, visto il cambio, pagare 299 dollari non è come spendere 299 euro da noi...).

La terra d'Albione va forte su libri (-54,6%), musica (-49,5%), giocattoli (-26,9%), Dvd (-22%) ed elettrodomestici (-12,7%).

Quando si parla di mangiare, invece, il baricentro si sposta verso il Mediterraneo con la Spagna in testa e l'Italia al terzo posto.

Quelli messi peggio? I paesi del Nord Europa, dove quasi ogni prodotto costa in media il 30% in più rispetto agli altri stati europei e nordamericani (anche se bisogna ricordare che lì si guadagna molto di più e la qualità della vita e dei servizi è oggettivamente migliore rispetto alla media europea e italiana in primis...).

In Norvegia o Svezia, alcuni oggetti, specie quelli legati all'elettronica di consumo, possono raggiungere prezzi doppi rispetto al minimo presente sul mercato a causa di tasse e balzelli vari.

Insomma, se volete accaparrarvi il nuovo tablet appena uscito sul mercato è meglio che non guardiate a nord perché il vostro portafogli potrebbe non essere molto d'accordo...

Resta, invece, netto il gap complessivo quanto allo sviluppo del commercio elettronico che nel nostro Paese fatica ancora a decollare pienamente.

«Oggi solo il 25% dei retailer online vende oltreconfine – spiega Pierpaolo Zollo, country manager di Kelkoo Italia e Spagnamentre solo 30 milioni su un totale di 150 milioni di acquirenti internet in Europa acquistano beni in questo modo».

Certo, forse si dovrebbe effettuare uno studio anche sull'efficienza dei servizi postali nei diversi paesi...

Il futuro, che potrebbe portare ad un significativo incremento dell'e-commerce è il mobile.

Secondo quanto presentato nella ricerca Mobile ed e-commerce presentata nell'evento del 14 settembre 2010, realizzato da Casaleggio Associati e Barclays, il 14% delle aziende che in Italia fanno e-commerce sta già attuando una strategia mobile ed il 35% ha in programma di investire nell'ambito tra la fine 2010 e il 2011. Gli obiettivi principali delle aziende sono l'aumento delle vendite (28%) e la fidelizzazione dell'utente (23%). Secondo lo studio 30% delle aziende e-commerce italiane stia pianificando di permettere l'acquisto da mobile, il 25% di utilizzare il mobile per campagne marketing, il 20% di utilizzare il servizio informativo via SMS e per il restante quarto di aziende per altri servizi.

Secondo e stime del Politecnico di Milano in Italia il giro d'affari legato all'e-commerce 6.5 miliardi di euro per il 2010 in crescita rispetto all'anno precedente del 14%. Sono circa 8 milioni gli italiani che acquistano su internet prodotti e servizi cavalcando, secondo il sondaggio, l'onda del grande successo dei Social Network.

Il primo mercato rimane quello del turismo, che da solo copre il 50% dell’e-commerce nazionale e registra una crescita del 19%, ma l’abbigliamento è il settore con le prospettive maggiori (+45%) di sviluppo. Anche se il mercato italiano rappresenta solo il 3% del mercato europeo, il tasso di crescita atteso supera quello degli USA.

In ogni caso l'Italia è conveniente anche in altri settori, non solo quelli legati all'e-commerce. Un esempio clamoroso? La sanità.

Pare incredibile, ma il nostro Paese ha il finanziamento e la spesa sanitaria, sia pubblica che complessiva, più bassi della media Ue (al di sotto di quella di Francia, Germania, Belgio, Portogallo, Austria, Danimarca, Olanda, Svezia e Grecia) e dei paesi Ocse, anche se stivale alla mano, passando dal nord al sud c'è una bella differenza quanto ad incidenza sul PIL nazionale.


Condividi

Lascia un commento

Nome:

Mail:

Oggetto:

Commento:

CAPTCHA

Codice controllo:






Inserisci il codice dell'immagine

CAPTCHA
  
Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy



Come calcolare l'IMU

Due nuove aliquote e uno strumento per semplificare il calcolo

BIT 2012

La Borsa internazionale del Turismo riapre i battenti con tante importanti novità

La stampante ci spia

Uffici e aziende sono zeppe di stampanti con funzionalità sofisticate di scansione, stampa, copia, invio e ricezione fax, condivisione di rete... Ma siamo proprio sicuri che questi dispositivi non facciano niente altro che il loro onesto mestiere?

International SEO, la via per essere trovati sui mercati esteri

Nella competizione globale, sempre più serrata, farsi trovare primi sul Google italiano non basta più. Ora bisogna essere visibili anche su motori di ricerca esteri
Accesso rapido