Un'esperimento straordinario, che nasce dalla curiosità umana e pone l'Italia al centro del panorama internazionale della ricerca. Questo è in poche parole Icarus, il progetto dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) per lo studio dei neutrini, microscopiche particelle del cosmo di cui sarebbe composta la materia oscura.
Guidato dal premio Nobel Carlo Rubbia, l'esperimento si pone come obiettivo la comprensione di quella che dovrebbe rappresentare circa il 95% dell'intera materia dell'universo, di cui putroppo oggi l'uomo conosce solo il 5%.
Icarus (Imaging Cosmic and Rare Underground Signals) è il più grande rivelatore di neutrini ad argon liquido oggi esistente ed ha già iniziato a raccogliere dati, analizzando le tracce dei raggi cosmici che arrivano al laboratorio sotterraneo del Gran Sasso direttamente dal Cern di Ginevra, percorrendo circa 700 chilometri di crosta terrestre in 2.4 millesimi di secondo. Il rilevatore su cui viene sparato il fascio di neutrini artificiali è composto da due contenitori di argon liquido, lunghi 20 metri, larghi ed alti 3 metri ed è totalmente innovativo, "perchè in grado di aprire nuove prospettive per esperimenti fino ad oggi impossibili", come afferma Lucia Votano, direttore del Laboratorio del Gran Sasso.
Infatti, l'esito di questa raccolta di dati permetterà di comprendere meglio alcuni fenomeni straodinari come i lampi gamma, le Supernovae e il collasso delle stelle di neutroni.
Il premio Nobel Rubia ha poi affermato: "Sarà un cacciatore di materia oscura. La materia oscura è la cosa più straordinaria ancora da capire, è una parte della materia che ci attraversa, che ci domina e che noi non conosciamo. L’esperimento serve per conoscere l’universo, di cui si pensa si conosca solo il 5%. Si pensa che i neutrini siano responsabili dell’esistenza della materia oscura, ed è una scoperta di proporzioni gigantesche, se si considera che la materia oscura, che ha smascherato la materia adronica di cui siamo fatti, non è la forma principale dell’universo. Gli scienziati continueranno a occuparsi dell’universo e del cosmo perché è nelle profondità di questi che si nascondono le risposte che cerchiamo".
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