Secondo GFI, le PMI sarebbero disattente alle esigenze di archiviazione della posta elettronica, con gravi conseguenze, anche legali
di Giovanni Barbieri |
05 aprile 2011
Rischi di sicurezza per quanto riguarda l'integrità dei dati ed incapacità di gestire anche la posta elettronica: questi sono i risultati di una ricerca condotta da
Opinion Matters per conto di
GFI Software, su un campione di
200 PMI statunitensi. Il quadro risultante è allarmante e stabilisce una volta per tutte l'incapacità da parte delle aziende di dare la giusta importanza alla protezione dei dati, acquisendo una struttura mentale ed una infrastruttura informatica che metta al sicuro le informazioni più sensibili ed importanti.
A rischio soprattutto le email, cuore nevralgico dell'attivita di ogni organizzazione, visto che il il 62,4% delle PMI intervistate non usa alcuna soluzione di archiviazione, andando potenzialmente incontro ad una serie di problemi quali la perdita di dati e la violazione di normative che obbligano alla conservazione di ogni comunicazione elettronica.
Ben il 38% delle aziende non possiede proprio soluzioni di backup di alcun tipo, esponendosi così al rischio di perdere tutte le missive elettroniche ed i dati ivi contenuti da un giorno all'altro. Un'ipotesi che se si verificasse provocherebbe anche problemi legali, causati dalla mancanta ottemperanza alle normative che stabiliscono la conservazione obbligatoria di alcune informazioni.
Questo problema non sembra però preoccupare circa i due terzi delle aziende intervistate (66.8%), che addirittura non hanno familiarità o non conoscono gli standard normativi perl'archiviazione delle email ed il numero delle imprese ignoranti in materia sale fino al 90% quando vi è presente un solo reponsabile IT.
Queste lacune comportano che circa il 37% degli intervistati si ritrovi ogni mese a spulciare alla ricerca di vecchie email cancellate, per fornirne copie nel caso di azioni legali o audit, rispondere a richieste di conformità, o per qualsiasi altro genere di necessità.
Infine, solo il 31% degli intervistati prenderebbe in seria considerazione un approccio hosted all'archiviazione delle email.
Di fronte a questi numeri, il CEO di GFI Software, Walter Scott, ha affermato: "L’infrastruttura email sta rapidamente diventando un gigante complesso, e oggi più che mai gli amministratori IT devono considerare tanti fattori differenti, come il crescente numero di standard di conformità di cui molti apparentemente non tengono ancora conto", ed aggiunge: "Gli IT manager hanno costantemente bisogno di cercare specifiche e-mail e, senza le funzionalità di ricerca automatica che offre una soluzione di e-mail archiving, lo staff IT può impiegare molto tempo prezioso per recuperarle. I dati critici archiviati nella posta elettronica devono essere facilmente recuperabili e accessibili, sia per le necessità di business quotidiane, che per una buona conformità. Infine, non eseguire il backup o non archiviare i dati chiave presenti nelle e-mail è un rischio che può rivelarsi molto costoso".
Giovanni Barbieri