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PMI Dome

Quanto corre l'Euribor...

L'indicatore che interessa da vicino chi sta rimborsando o ha intenzione di stipulare un mutuo a tasso variabile raggiunge quota 1.4%
di Andrea Chirichelli | 05 maggio 2011
Qualche giorno fa, su IlSole24Ore si leggeva: "Nuovo scatto dell'Euribor [...] è balzato all'1,402% [...] segnando il livello più alto dal 23 aprile 2009."

Ma che significa tutto ciò? Beh, per capirlo facciamo una breve disamina...

Quando si accende un mutuo, la prima cosa da fare è decidere se farlo a tasso fisso o variabile. Il primo, come dice la paola stessa, significa che pagheremo sempre la stessa cifra indipendemente dal cambiamento dei tassi di interesse applicati dalla Banca che lo eroga. Nel secondo caso invece questo determinerà l'ammontare mese per mese.

Acronimo di "Euro Interbank Offered Rate", l'Euribor è il tasso medio a cui avvengono le transazioni finanziarie in Euro tra le grandi banche europee. Indica, in pratica, il costo del denaro e i tassi al quale le banche se lo prestano, e proprio per questo gli istituti bancari lo utilizzano per ancorare ad esso l'oscillazione dei mutui a tasso variabile che propongono.

L'Euribor viene pubblicato tutti i giorni alle ore 11 dall'Euribor Panel Steering Committee, un comitato di esperti, in base ai dati ricevuti dalle grandi banche, soprattutto europee. Il suo andamento variabile riflette lo stato dell'economia. Di solito quando le cose vanno male scende e viceversa.

Infatti, se osserviamo l'andamento negli ultimi anni, i picchi negativi si sono avuti nel 2001 e nel 2008, ovvero dopo lo scoppio della bolla della new economy che ha mandato al tappeto le borse e centinaia di società in tutto il mondo e, ovviamente, durante la crisi economica che continua a perdurare.

Tanto per capire la differenza, per quanto riguarda l'Euribor a 1 mese, si è passati dal 5% allo 0,50%. Dovremmeo quindi dedurne che le cose, in Europa stanno migliorando, visto che se nel maggio 2010 eravamo allo 0.43%, oggi siamo ad una cifra quasi tre volte maggiore.

Di fatto, a guardarsi attorno non pare proprio che la crisi sia finita, ma tant'è...

Secondo MutuiOnline.it, sulla base dei dati pubblicati a fine aprile da Banca d’Italia, si evidenzia che il mercato dei mutui nel nostro Paese è cresciuto quasi del 14% nel 2010 rispetto al 2009. Sono stati erogati mutui alle famiglie per un valore di 58 miliardi di Euro contro i 51 miliardi del 2009 (+13,7%). Il valore è più alto anche rispetto al 2008, quando l’erogato fu di 57 miliardi, ma resta sotto i record di quasi 63 miliardi registrati nel biennio 2006- 2007 antecedente alla crisi.

Milano, da sempre la prima piazza d’Italia per valore di erogazioni, ha visto nel 2010 insidiato il proprio primato da Roma: 6,4 milardi di mutui erogati a Milano contro i 6,3 di Roma. Il dato è praticamente uguale a quello del 2009 per Milano, mentre per Roma l’erogato l’anno passato è stato di 5,1 miliardi. Considerando che nel 2008 l’erogato su Milano è stato pari a 7,4 miliardi contro i 5,9 di Roma si evidenzia un mercato milanese ancora indietro nel recupero, mentre quello romano appare decisamente più dinamico nella ripresa.

Per Adusbef e Federconsumatori, i mutui italiani si confermano a Marzo i più costosi d’Europa, con un gap rispetto a quelli del Vecchio Continente che è cresciuto del +0,45% negli ultimi 30 giorni a seguito del lieve calo che si era registrato a Febbraio. Mutui al +0,45% ma anche credito al consumo con un differenziale in crescita del +1,18% a testimoniare come le banche italiane siano ancora lontane dalle medie europee per quanto riguarda i costi sui finanziamenti. Insomma, spese su spese che vanno a gravare su persone i cui stipendi non sono certo aumentati negli ultimi anni e che, altro dato da non sottovalutare, non riesono più a risparmiare come nei periodi precrisi.

Secondo l'Ance, l'associazione dei costruttori, lo stesso mutuo stipulato in Italia o in altri paesi dell'Eurozona può avere un costo molto diverso. Fino a 9mila euro di scarto (a nostro sfavore, ovviamente). Per l'associazione la colpa è del differenziale tra i nostri tassi di interesse e quelli dell'area euro.

I future sull'Euribor a 3 mesi nei prossimi anni - parametro che segue da vicino il tasso Bce - prevedono l' "indice dei mutui variabili" al 2% a dicembre 2011, al 2,775% a dicembre 2012, al 3% (tasso medio negli ultimi 10 anni), a settembre 2013, e al 3,43% a settembre 2014. Insomma, nel giro di meno di un lustro si dovrebbe tornare ai picchi precrisi, con buona pace dei titolari di mutui variabili che tuttavia possono consolarsi sapendo che prima di “superare” quelli che hanno un tasso fisso potranno “godersela” ancora per qualche tempo. Resta solo da chiedersi, bene, l'Euribor tornerà a com'è era prima della crisi.

E tutto il resto?


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Tags (4)

Euribor, mutui, pmi, tassi
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