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PMI Dome

La Sanità investe nell'ICT

I maggiori interessi del settore sanitario si rivolgono al cloud, alla fatturazione elettronica, alla cartella clinica elettronica ed ai servizi di telemedicina ed assistenza domiciliare
di Giovanni Barbieri | 06 maggio 2011
Sempre crescente l'interesse della Sanità per l'innovazione tecnologica, a tal punto che il tanto discusso cloud potrebbe quanto prima entrare anche nella salute degli italiani, per ospitare le cartelle cliniche dei milioni di pazienti che ogni giorno visitano le strutture d'assistenza sparse per lo stivale italico.

Cartelle cliniche elettroniche e servizi su nuvola sarebbero infatti alcune delle più importanti voci di spesa per l'informatica e le telecomunicazioni nel settore sanitario. Secondo l'Osservatorio ICT in Sanità della School of management del Politecnico di Milano, nel 2010 vi sono stati 920 milioni di euro di investimenti in tal senso, prevalentemente derivanti dal settore pubblico, con un 79%, alla quale poi seguono gli ospedali privati, con un 15% e gli Istituti di ricoverso e cura a carattere scientifico (Irccs) con un 6%.

L'interesse principale delle strutture per la salute e la cura sembra proprio orientarsi verso il cloud, la fatturazione elettronica, la conservazione sostitutiva e le medicina territoriale con assistenza domiciliare. Il primo porterà vantaggi non indifferenti in quanto le infrastrutture rimarranno di proprietà dei rispettivi provider, demandando quindi in outsourcing anche la loro gestione. Il cloud permetterà alla sanità di avvalersi di servizi ad alto contenuto tecnologico, senza dover investire in infrastrutture e soprattutto senza doversi occupare direttamente della corrispondente manutenzione.

La fatturazione elettronica permetterà netti risparmi sui costi del ciclo di vita tradizionale delle fatture, come già brillantemente dimostrato in altri ambiti economici, ed infine l'assistenza domiciliare e la telemedicina consentiranno di provvedere alla salute del paziente senza la necessità che questo si rechi fisicamente presso le apposite strutture, dimunendo così i costi legati alla gestione interna del paziente.

Un esempio d'eccelenza in questo ambito è l'azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni Battista di Torino, che ha ricevuto un premio al Politecnico di Milano per il progetto di assistenza radiologica a domicilio iniziato quattro anni fa. In pratica, un'unità mobile permette di eseguire gli esami nelle vicinanze dell'abitazione dei pazienti, poi i referti vengono inviati attraverso una connessione in banda larga al reparto di radiologia e analizzati in ospedale.

Purtroppo gli investimenti in settori così strategici per il futuro della salute della popolazione non avvengono allo stesso modo in tutta la penisola: infatti il Nord concentra circa il 79% della spesa, incontrando così la maggiore soddisfazione dei pazienti, soprattutto n Liguria, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige. Dal lato opposto vi sono invece Puglia e Sicilia. Non c'è dunque neanche da stupirsi se la spesa media in ICT per i cittadini ammonta a 21 euro pro capite al Nord e 9 euro a persona nel Sud del BelPaese.


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