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PMI Dome

Da Sim a carta di credito: il cellulare paga i conti

Tutti gli operatori uniti per la promozione di una piattaforma di pagamento attraverso il credito telefonico, giĂ  interessate alcune grandi aziende
di Lorenzo Mari | 11 maggio 2011
Comprare contenuti digitali attraverso il telefonino, qualunque sia l’operatore: fantascienza? Non tanto. Anzi decisamente no. Proprio ieri difatti con il lancio della piattaforma lanciata da Tim, Wind, Vodafone, Tre Italia , PosteMobile e Fastweb e che ha visto come partner tecnologici Engineering e Reply. Attraverso il sistema il cliente – utente sarĂ  capace di  navigare, acquistare libri, riviste e servizi. Se si opera da cellulare non c’è bisogno di nessun tipo di registrazione mentre quando si opera su tablet, invece, si dovrĂ  inserire il proprio numero di cellulare e una password. Sì perchĂ© sarĂ  la sim del telefonino che diventa lo strumento per identificare l'utente e addebitargli il costo. Come si può immaginare il pagamento avverrĂ  attraverso il credito telefonico, dunque in bolletta, se si ha un abbonamento, oppure scalando il credito prepagato della ricaricabile.

La novitĂ  per la quale la SIM arriva dunque a sostituirsi in tutto e per tutto alla carta di credito avrĂ  con tutta probabilitĂ  una grande penetrazione nel mercato italiano, che ha poca familiaritĂ  con le carte ma molta con i cellulari. Si tenga conto che nel nostro Paese il 90% delle transazioni avviene in contanti, laddove la media dell’Unione è del 70%. 

Pare che giĂ  ci siano un certo numero di aziende interessate a sottoscrivere il servizio come fornitori di contenuti acquisibili via SIM .

“Tra i primi interessati a utilizzare questa soluzione nel mercato italiano figurano aziende come Gruppo 24 Ore, Gruppo Caltagirone Editore, Class Editori, Guida Monaci, Espresso, La Stampa, Microsoft Italia, Mondadori, Monrif/Poligrafici Editoriale, Paperlit, RCS, Shenker, L'Unione Sarda”, fanno sapere tutti gli operatori in una nota congiunta.

Il progetto si configura come “la risposta degli operatori italiani alla dominanza Apple e Google sul nuovo mercato dei beni digitali”, così interpreta questo nuovo mercato il Prof. Andrea Rangone, ordinario e responsabile Osservatori presso il Politecnico di Milano. Il mercato delle App ha difatti grandi potenzialitĂ : secondo una ricerca dello stesso osservatorio nel 2010 esso valeva giĂ  qualcosa come 545milioni di euro. 

Apple e Google come è noto propongono ai fornitori di contenuti le proprie piattaforme, tenendo per sé una percentuale del costo del servizio offertro che per la Mela arriva al 30% mentre per BigG si ferma al 10%. Pare invece che il sistema di pagamento della piattaforma sia differente per questo progetto, non verrà difatti richiesta una quota standard, ma una percentuale di ricavi che sarà variabile in base alle singole negoziazioni con i fornitori.

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