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PMI Dome

Il codice del turismo

Forse qualcuno, nei piani alti, si è reso conto dell’unico vero palliativo per l’economia nazionale: il turismo
di Angelo Greco | 12 maggio 2011
Nei tanti disegni di legge, progetti, proposte, emendamenti, iniziative, schemi e deleghe, perdiamo il conto di quante “buone intenzioni”, manifestate dal nostro legislatore, vadano poi a finire negli inceneritori al posto dei rifiuti.

Tra queste, un risalto particolare dovrebbe meritare l’approvazione, avvenuta lo scorso 7 ottobre da parte del Consiglio dei Ministri, dello schema di decreto legislativo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di turismo.

L’infelice definizione con cui è stato battezzato il nuovo corpo normativo, “Codice del turismo” (o, meglio, “codice della normativa statale in tema di Ordinamento e mercato del turismo”), evidenzia una recente terminologia usata dal Parlamento per rafforzare il carattere innovativo delle proprie riforme. I Codici, invece, nel nostro ordinamento, sono solo quattro, mentre le altre norme non sono che leggi speciali.

Al di là dell’aspetto formale, però, ci sembra che qualcuno finalmente, dai piani alti, si sia accorto che l’unico vero palliativo per l’economia nazionale è il turismo. Settore fin troppo sottovalutato dai nostri imprenditori o gestito in modo non professionale e improvvisato, il turismo ha anche l’indubbio vantaggio di veicolare, nella conservazione dei beni storico-architettonici, quei fondi che, invece, lo Stato ha tagliato. Il turismo finanzia sé stesso, ma finanzia anche il patrimonio artistico di una nazione, preservandolo dall’inevitabile invecchiamento.

Un’isola come Mallorca, prettamente agricola, ha fatto del turismo la propria ricchezza. Questo consente ai suoi abitanti di lavorare solo sei mesi l’anno - quelli della bella stagione - ritornando, per il restante periodo, ai propri orti e vivendo di rendita.

Ad una cosa del genere non ci si rassegna. L’Italia potrebbe diventare la California del Mediterraneo. E invece è la zona più depressa. Crisi di capacità o timore per quelle invisibili forze vettrici che demoralizzano e annientano l’iniziativa economica privata? Valutazioni che lasciamo ad altra sede. Per il momento, occupiamoci del testo del nuovo “codicillo”.

Le finalità del decreto legislativo – secondo quanto specificato dal Governo – sono quelle di assicurare la ripartizione degli interventi pubblici di settore per settori omogenei; garantire una moderna regolazione del mercato turistico in linea con le legislazioni europee; favorire la modernizzazione dell’erogazione dell’offerta turistica attraverso l’adeguamento della disciplina vigente alle migliori tecnologie informatiche, di sicurezza, di tutela ambientale; prevedere incentivi e sostegni mirati per le piccole e medie imprese turistiche; adottare strumenti di semplificazione e di riduzione degli adempimenti a carico degli operatori del settore.

Definizioni piuttosto generiche.

Nel concreto, questi saranno gli interventi:
- ampliamento della nozione di “impresa turistica” finora limitato alle sole imprese ricettive, per includervi anche il settore extraricettivo, le agenzie di viaggio e i tour operator che non erano considerati tali dalla legge del 1983. Viene inoltre resa effettiva l’equiparazione tra impresa turistica e quella industriale ai fini del riconoscimento dei contributi, sovvenzioni, agevolazioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere;
- sblocco di 118 milioni di euro per finanziare progetti di eccellenza nel settore turistico;
- semplificazione delle procedure burocratiche per l’apertura e operatività delle strutture ricettive. In particolare, vengono messe a disposizione degli operatori alcune rilevanti misure di semplificazione che consentiranno l’apertura o la modifica dell’attività mediante una semplice comunicazione (s.c.i.a.) ad un unico interlocutore (sportello unico);
- sottoposizione delle imprese operanti nel settore del turismo online ai medesimi controlli rispetto a quelle tradizionali. Viene inoltre prevista una forma di garanzia attraverso la stipula di congrue polizze assicurative volte a tutelare il turista/consumatore da qualsiasi rischio connesso al viaggio;
- creazione di “Italia & Turismo”, un prodotto finanziario specifico per le imprese del turismo, volto a finanziare, a condizioni agevolate, le iniziative di chi opera nel campo turistico;
- semplificazione delle formalità inerenti agli interventi edilizi minori in favore delle strutture ricettive o comunque a valenza turistica;
- proroga delle concessioni per le imprese balneari sino al 31.12.2015;
- potenziamento delle campagne pubblicitarie (spot televisivi con lo slogan “Italian much more”) all’estero, relative ai luoghi e culture italiane, per rilanciare la domanda turistica. Tali spot si possono già trovare anche su YouTube;
- contributi alle famiglie con basso reddito, ai giovani, anziani e ai diversamente abili per finanziare le vacanze. Verranno istituti dei “buoni vacanze”, spendibili dal 20 gennaio 2010 al 30 giugno 2010, favorendo così la destagionalizzazione delle vacanze;
- nascita del portale www.italia.it, cui sarà collegato il social network di nuova generazione joinitaly.com. Tali strumenti hanno lo scopo di aiutare il turista a conoscere l’Italia, proponendo idee di viaggio utili a organizzare le proprie vacanze nel nostro Paese;
- nascita di un “Comitato ristretto del Ministro”, cui faranno parte i Presidenti delle principali associazioni di categoria del settore: federturismo, confturismo e asso turismo. In tal modo si intende coinvolgere le aziende nell’elaborazione delle politiche turistiche del Governo;
- istituzione presso il Ministero di comitati e commissioni tematiche per lo sviluppo dei vari comparti turistici, di cui faranno parte anche rappresentanti delle categorie: il comitato per lo sviluppo delle sinergie tra gli eventi sportivi e la promozione dell'immagine dell'italia e del turismo, la commissione per lo sviluppo e la valorizzazione del turismo termale e del benessere, la commissione per la promozione e il sostegno del turismo enogastronomico; il comitato per le strategie e lo sviluppo dei prodotti turistici italiani volto alla destagionalizzazione; la commissione per la promozione del turismo accessibile; il comitato per le politiche economiche e fiscali relative alle imprese e al mercato del lavoro; il comitato per la razionalizzazione della formazione turistica; il comitato per l'innovazione nel turismo;
- creazione di incentivi e misure sul lavoro in tema di semplificazione, flessibilità, ripristino del lavoro a chiamata. Tra questi, per esempio, vi è la deregolazione e semplificazione della gestione documentale dei rapporti di lavoro (abrogazione dei libri paga e matricola); la reintroduzione della normativa sul lavoro a termine (non più limitato a esigenze temporanee quale eccezione alla regola del contratto a tempo indeterminato); il ripristino del lavoro a chiamata; alcuni incentivi e semplificazioni in materia di apprendistato;
- inserimento del turismo nel piano per il sud elaborato dal Governo;
- campagna di sostegno al turismo per la Regione Abruzzo;
- accordi con Trenitalia e Alitalia;
- istituzione dell’osservatorio nazionale del turismo;
- protezione e valorizzazione dei viaggi con gli animali domestici, attraverso l’istituzione del portale www.turista4zampe.it.

Angelo Greco
www.avvangelogreco.it


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Tags (4)

PMI, codice, turismo, Governo
Commenti
1Commento

RE: Il codice del turismo

Invito chi è interessato a questo argomento a leggere anche l'articolo di Stefano su www.turismoeterritorio.com, pubblicato anche dalla voce.it. Anche per avere un confronto chiaro tra pareri un pò diversi. Ad esempio" al Titolo Primo del Codice si sanciscono le condizioni nelle quali l’intervento legislativo in materia di turismo è in capo allo Stato. Purtroppo, siamo in deroga alla Costituzione (art. 117), e non risulta basti una Legge Delega per cambiarla." grazie

Inviato da michela

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