Le prime investono nonostante i Cio non siano ancora pronti a questa rivoluzione, mentre le seconde sono ancora ferme allo start
di Giovanni Barbieri |
12 maggio 2011
Le piccole e medie imprese italiane non hanno la testa sulla nuvola: ad affermarlo è il rapporto dell'
Osservatorio Cloud & ICT as a Service della
School of Management del Politecnico di Milano. I risultati dell'indagine dimostrano chiaramente che le PMI italiane sono davvero interessate al cloud, ma sono ancora poche quelle disponibili o comunque pronte ad investire in soluzioni legate a questa nuova forma di gestione dell'ICT.
Infatti, le soluzioni SaaS hanno una diffusione fra le PMI dell'ordine del 2-3% e riguardano principalmente i sistemi CRM o di videoconferenza ed i software a supporto delle attività amministrative e contabili
Per quanto riguarda le soluzioni IaaS, invece, solo il 6% delle PMI italiane dichiara di ricorrere alla nuvola con l'utilizzo di servizi per lo storage, la sicurezza ed il backup dati.
Percentuali molto basse, quindi, che si contrappongono a quelle rilevate in ambito enterprise. Le grandi aziende, infatti, non solo risultano interessate al cloud, ma hanno già adottato in misura preponderante soluzioni in tal senso.
Dei 168 Cio intervistati, circa il 66% considera il cloud computing un trend rilevante per le risorse informatiche aziendali, il 72% se ne fa promotore ed il 12% lo individua come una rivoluzione che sconvolgerà il volto dell'IT aziendale.
Così, fra le aziende che hanno attivato almeno un servizio cloud, il 63% ha già adottato l'SaaS per la gestione delle risorse umane, per i portali aziendali, per la posta elettronica, per gli strumenti di collaborazione e comunicazione e per la conservazione sostitutiva dei dati.
Il 49% delle grandi imprese intervistate ha invece abbracciato soluzioni IaaS, delegando alla nuvola capacità elaborative e risorse di storage.
Poche le organizzazioni che si sono rivolte alle soluzioni PaaS, a cui si sono interessate solo il 24% delle imprese intervistate.
Un'altra notizia rilevata dallo studio è degna di nota. A dispetto di quanto si potesse credere, le maggiori criticità incontrate dai Cio non risiedono nella scarsa sicurezza dei dati o nell'immaturità dell'offerta. Le preoccupazioni maggiori arriverebbero piuttosto dall'integrazione del cloud nell'infrastruttura già esistente e dal rispetto dei Service Level Agreement (SLA).
Insomma, mentre le PMI subiscono passive l'evoluzione tecnologica introdotta dall'avvento della nuvola, le grandi aziende investono, anche se solo un 10% dei Cio può affermare di essere completamente pronto ad un utilizzo consapevole del cloud.
In questo modo, la diffusione della nuvola rallenta, almeno in Italia.
Giovanni Barbieri.