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Tremonti: l'Italia ha tenuto, ma il Sud ha forti problemi

L'Italia deve risolvere il suo dualismo economico, imparare ad usare i fondi UE e combattere contro l'illegalità economica. Questi gli strumenti per la ripresa
di Giovanni Barbieri | 13 maggio 2011
Non sopporta i falsi paragoni e coloro che denunciano un decremento per l'Italia, così Giulio Tremonti ha affermato che il BelPaese ha tenuto bene alla crisi, grazie ai sacrifici "delle famiglie, degli italiani e degli imprenditori", come asserisce lui stesso e grazie anche "al Governo".

La posizione di Tremonti è inamovibile: "L'Italia ha numeri in crescita. Certo, noi andiamo meno forte della Germania. Dobbiamo fare di più, ma rispetto ad Inghilterra e Francia, i nostri numeri sono più o meno uguali."

Così il ministro all'Economia difende il Governo Berlusconi ed il suo forte impegno sui conti pubblici, sottolineando come in questi tre anni: "Non si è solo mantenuto in ordine le finanze, ma abbiamo tenuto il bilancio dell'Italia, abbiamo tenuto e garantito risparmio delle famiglie, coesione sociale, e tenuto aperto il canale di finanziamento alle imprese".

E per rivendicare ancora di più l'importanza di quanto è stato fatto, ha anche affermato che in una crisi globale mutante che non ha corrispondenti dalla fine della guerra, il Governo si è prodigato in azioni comunque riconosicute anche dall'opposizione.

A tutto questo, non poteva però non aggiungersi un: "Dobbiamo fare di più" e così Tremonti sfodera quella che risulta essere una ricetta per rilanciare l'economia del Paese.

Lotta all'evasione ed all'illegalità economica, maggiore spesa dei fondi europei e modernizzazione del Sud del Paese.

Questi, i giusti ingredienti che secondo il ministro sottointendono azioni che non possono essere più demandate. Così, diventa importante lottare contro la malafiscalità, ma è anche importante riuscire ad equiparare le due macroaree del Paese, Nord e Sud, dal punto di vista infrastrutturale, risolvendo la dualità che lo Stivale si porta dietro da secoli.

"Siamo l'unico Paese diseguale: Centro e Nord vanno bene, il Sud ha enormi problemi, così da Roma a Milano vai in tre ore, da Roma a Reggio Calabria in tantissime ore", afferma Tremonti, sottolinenado l'importanza della attività che svolgerà la prossima Banca del Sud: "Il mio sogno é che vi sia una grandissima banca per il piccolo credito, non deve fare la grande finanza. Deve fare il piccolo finanziamento a uno che vuole ampliare la pizzeria o cambiare il bancone del suo laboratorio."

Così Tremonti riprende uno dei suoi pensieri principi riguardo al Sud Italia, su cui si era già espresso in passato con parole altrettanto dure: "Come si evince da tutti i documenti internazionali e da quello del Fondo Monetario, il Sud deve essere oggetto della nostra azione. Nel mondo, le regioni che stanno indietro si muovono più velocemente. In Italia, in Europa la regione che sta più indietro, invece, si muove meno velocemente, con il paradosso che ha i soldi e non li spende perché i fondi europei sono fondi italiani che vanno a Bruxelles che poi li rimanda da noi". 

Parole che ricalcano il discorso di ieri, durante la quale sulla questione dei fondi europei ha asserito: "Il tasso di utilizzo dei fondi europei che sono italiani ed enormi, se va bene, é del 10-20 %: se va bene, ma in alcune Regioni é al 4 per cento. Questo é inaccettabile".

Quindi, l'ultima azione per la ripresa implicherebbe una migliore gestione ed un'effettiva destinazione dei fondi messi a disposizione dall'UE per l'economia italiana. In passato, lo stesso ministro aveva individuato il problema nelle: "capacità amministrative. Succede che ricevi i soldi e non li spendi e invece di prendertene la responsabilità perché non li hai spesi, chiedi ancora dei capitali a loro volta destinati ad essere ancora parcheggiati e poi inviati in altri Paesi d'Europa".

Una responsabilità, che è "Forse di tutti, di nessuno, però è ora di finirla", ha poi concluso il ministro.


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