Intesa San Paolo rischia di essere al centro della bufera Lactalis-Parmalat per questioni di insider trading
di Lorenzo Mari |
13 maggio 2011
Il problema sta nella pratica dell’Insider trading, questo il presupposto da cui parte Eugenio Fusco nell’inchiesta che sta portando a termine per la scalata della Lactalis sulla Parmalat.
L’ipotesi di reato finanziario sarebbe stata contestata a Fabio Canè il manager di Intesa San Paolo, sposato co Patrizia Micucci, responsabile Coverage and Investment Banking di Societé Générale nel nostro Paese. La procura sottolinea come Cané avrebbe trasmesso alla moglie alcune informazioni riservate e in grado di consentire alla Societé Générale di acquistare da Mackenzie e Zenith e Skagen dei pacchetti di azioni che avrebbero permesso alla Lactalis di salire nel controllo del Gruppo Parmalat.
Oltre alle quattro persone fisiche su cui la procura ad oggi sta indagando (gli stessi Cané e Micucci, ma anche Salvadori Presidente di Lazard Italia e Rossi, manager che era stato individuato tra i papabili per il CDA=) vengono aggiunte anche 3 banche che nella vicenda avrebbero avuto un ruolo di primaria importanza, si tratta delle già citate Societé Générale, Lazard ed Intesa Sanpaolo, iscritte nel registro degli indagati in base alla legge 231 del 2001 relativa alla responsabilità oggettiva delle aziende, in virtù dei legami con i manager indagati.
Tra queste sembra che in particolare Intesa San Paolo abbia aavuto un ruolo di primo piano, nella sede della banca difatti la Guardia di Finanza ha acquisito il “Registro delle persone che hanno accesso a informazioni riservate”, registro la cui istituzione e il continuo aggiornamento è previsto dall'articolo 115 bis del Testo unico della finanza. In tale testo vanno indicate le notizie che si ritengono privilegiate e i soggetti che ne sono a conoscenza. Naturalmente la procura procederà ad esaminare la lista di persone lì segnate e chiederà a tutte loro evidenza della loro estraneità ai fatti. Un processo lungo ma che certamente potrà portaer più chiarezza sull’affaire dell’OPA.