Il Ministro Romani annuncia una rapida conclusione per il processo di definizione delle reti di nuova generazione
di Lorenzo Mari |
18 maggio 2011
Entro qualche settimana il tavolo convocato dal Ministro Romani dovrebbe portare qualche risultato: "Serve una rete unica e
regole uguali valide per tutti" ha spiegato il ministro, aggiungendo che "abbiamo ancora qualche settimana di discussione al Tavolo Romani, ma ormai ci siamo", questo infatti quanto è stato dichiarato dal Ministro stesso in occasione della presentazione del volume ''1000 Comuni d'Italia in rete: i primi cento'', realizzato da Vodafone e Ansa per raccontare i primi 100 comuni raggiunti dalla banda larga di Vodafone.
Per NGN si intende Next Generation Networking ovvero una evoluzione delle reti di telecomunicazioni che vada verso una tipologia di rete che consenta il trasporto di tutte le informazioni ed i servizi dunque non solo dati o solo voce ma in generale tutte le comunicazioni multicanale, incapsulandole in pacchetti. Se si vuole essere più precisi nella definizione è il caso di fare riferimento a quanto scrive in merito la ITU-T, ovvero l'International Telecommunication Union - Telecommunication Standardization Bureau: “Con la locuzione inglese Next Generation Networking (spesso utilizzata nell'acronimo NGN) si indica, nell'ambito delle telecomunicazioni, l'evoluzione delle reti di telecomunicazioni verso una tipologia di rete (una "next generation network" o "rete di prossima generazione") che consenta il trasporto di tutte le informazioni ed i servizi (voce, dati, comunicazioni multimediali) incapsulando le stesse in pacchetti: nella maggior parte dei casi le reti di tipo NGN sono infatti basate sul protocollo IP”.
L’evento è stato un happening di rilievo per il mondo politico amministrativo del nostro Paese, erano difatti presenti non solo il Ministro Romani ma anche il presidente del Senato, Renato Schifani, l'ad di Vodafone Paolo Bertoluzzo e il direttore dell'Ansa, Luigi Contu.
Nell’occasione il Ministro ha anche voluto sottolineare come il nostro Paese stia registrando dei progressi nel campo della lotta al digital divide, che "e' sceso, passando da 7,8 a 5 milioni di persone": risultati, questi, che porrebbero l’Italia all’avanguardia rispetto agli obiettivi posti nell’Agenda Digitale Europea.