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PMI Dome

Energia pulita da pioggia e sole insieme

Inventato in Gran Bretagna un nastro capace di generare elettricità in modo continuo da qualsiasi fonte rinnovabile, come la luce solare, l'acqua e il vento
di Giovanni Barbieri | 13 giugno 2011
Il referendum è ormai chiuso, gli spogli sono in dirittura d'arrivo e l'Italia democratica ha espresso per sempre la sua netta contrarietà alla privatizzazione dell'acqua, ma, soprattutto, all'utilizzo del nucleare.

Gli italiani quindi hanno dimostrato di sapere che nel mondo moderno esistono altri modi, più puliti e meno pericolosi, che permettono di generare energia elettrica.

Quelli più conosciuti sono sicuramente i sistemi fotovoltaici ed eolici, ma queste tipologie di produzioni pulite hanno un limite nella non continuità di generazione. Per dirla meglio, l'elettricità viene effettivamente prodotta in presenza di luce, per i pannelli solari, ed in presenza di vento, per le pale eoliche.

L'ideale sarebbe riuscire a garantire la continuità di produzione.

Il caso vuole, che proprio nel giorno in cui il BelPaese abroga il nucleare, dalla Gran Bretagna giunga notizia di un materiale totalmente nuovo, capace di generare corrente elettrica dalla luce, dalla pioggia e dal vento contemporaneamente.

Lo scopritore è il ricercatore e docente Elias Siores, che lavora presso l'Institute for Materials Reasearch and Innovation dell'Università di Bolton.

Siores è stato capace di costruire un dispositivo ibrido in grado di catturare la forza dei tre elementi della natura citati, per ottenere elettricità. 

Si tratta di nastri flessibili costruiti con materiali piezoelettrici, capaci cioè di convertire l'energia meccanica di una sollecitazione in energia elettrica. Il piezoelettrico ceramico è rivestito di fluoruro di polivinilidene (PVDE), un materiale polimerico, che funge da film fotovoltaico. Quindi, ogni volta che il nastro viene mosso dal vento, colpito dalla pioggia o dal sole, genera elettricità.

Un nastro di 10 cm è capace di generare fino a 2W di energia in condizione di pieno sole, come riportato nello studio pubblicato su Smart Materials and Structures.

Il sistema, per ora, è progettato per alimentare dispositivi di piccola entità, come i cellulari, ma non è detto che un domani questa idea possa trovare applicazione su generatori di larga scala.

Giovanni Barbieri


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