Tenuto fermo per oltre 2 anni, il fondo verrà attivato solo ora per rilanciare il settore delle rinnovabili attraverso prestiti dedicati agli investitori
di Lorenzo Mari |
20 giugno 2011
Cos’è il Fondo Kyoto? Un fondo creato dal Ministero dell’Ambiente e dell’Economia nel 2008-2009, ma mai attivato.
Basterebbe questa risposta a dare una chiara dimensione dell’astrusa e altalenante politica energetica che il nostro Paese sta seguendo in questi anni, sempre più in balia del vento dei grandi interessi economici, sempre meno a favore dei piccoli investitori che a gran voce chiedono di potere mettersi in gioco nell’energia pulita alla pari con quanto succede negli altri Stati Europei e soprattutto sulla base di regole certe.
A ridosso di un risultato inequivocabile proveniente dalle urne referendarie chiuse lo scorso 13 giugno, e nonostante l’ancora vago panorama normativo che dovrebbe regolare il quarto conto energia, il Governo ha deciso di puntare l’attenzione dei cittadini e di far puntare l’attenzione dei media, su un’azione di supporto alle energie rinnovabili che riporta in auge un fondo sconosciuto dai più, creato qualche anno fa. Come accennato si tratta del Fondo rotativo Kyoto, una base finanziaria che permetterà di supportare le azioni di ricerca e innovazione sulle energie pulite.
Il fondo comprende una dotazione già assegnata di 600milioni di euro fino ad oggi inutilizzati.
Il Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente Corrado Cini ha finalmente potuto annunciare oggi la sua prossima operatività: “chiuderemo l'accordo con CdP e spero di firmare la circolare la prossima settimana, in modo che entri in vigore per la fine di luglio. È uno strumento molto interessante che permette di associare al meccanismo di incentivazione il supporto agli investimenti per i prodotti nuovi”.
I fondi assegnati al dispositivo saranno distribuiti in tre anni, ciò corrisponderà prevedibilmente ad un totale di 200milioni di euro per anno, in prestiti che potranno essere concessi ad aziende, enti locali e privati cittadini che presentino progetti legati a uno dei sette settori previsti:
- micro-cogenerazione diffusa
- rinnovabili
- motori elettrici
- usi finali
- protossido di azoto
- ricerca
- gestione forestale sostenibile