Ripartono le richieste di manager e tecnici per gli impianti di energia rinnovabile
di Lorenzo Mari |
20 giugno 2011
Il settore delle rinnovabili dopo un periodo di stasi prolungato e forzato, durante il quale anche gli istituti bancari avevano congelato finanziamenti già concessi, torna finalmente a risalire.
Il primo e più incoraggiante indice è certamente quello delle richieste di profili professionali specializzati, che in questi ultimi giorni ha iniziato a riprendere il percorso di crescita che aveva bruscamente interrotto agli inizi dell’anno.
Qualcosa si muove dunque nell’economia dell’energia, nonostante, anzi forse proprio grazie alla bocciatura del referendum sul nucleare.
Secondo l'Osservatorio dell'agenzia per il lavoro Gi Group le quotazioni di mobility manager e Energy manager sono tornate ad esempio a salire dopo un lungo periodo di fermo, dovuto soprattutto all’incertezza del mercato generata dai ritardi nell’emanazione del quarto conto energia.
Ma a risalire non sono solo le quotazioni del middle management. Anche i tecnici sono sempre più richiesti, sia coloro i quali sono dediti alla progettazione, sia quelli che si occupano della manutenzione degli impianti.
Costanti restano invece le richieste dei profili professionali che fanno riferimento all’interpretazione e all’applicazione della normativa di settore, dunque certificatori energetici o esperti legali del campo.
Le posizioni aperte sono ad oggi un centinaio nell’agenzia Gi Group e pare che siano destinate a salire.
Certo è necessario per sostenere questa crescita che la scelta sia definitiva e concreta anche da un punto di vista politico.
Emilio Luongo, responsabile della divisione Green Economy dell’agenzia interinale Gi Group sottolinea la necessità di puntare sulla scelta “verde” in modo chiaro e continuo: “Per uno sviluppo organico del settore sarebbe necessario che anche nel nostro Paese la green economy diventasse una scelta politica e strategica condivisa, come avviene già in altre nazioni europee - sottolinea Luongo - per consentire di integrare il sistema economico, sociale, formativo, energetico e politico in un'ottica di pieno sviluppo”.