Ancora un'inversione di rotta: a sorpresa un emendamento del Ministro Calderoli, già approvato dal CdM, intende tagliare del 30% tutti gli incentivi
di Lorenzo Mari |
05 luglio 2011
Chi pensava che la polemica sugli incentivi per le rinnovabili fosse giunta al termine si sbagliava. Con un colpo di mano, secondo alcuni destinato in origine a passare inosservato, il ministro Calderoli ha presentato un emendamento al testo della manovra finanziaria 2011, che prevedrebbe un taglio del 30% di “tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni”. Poche parole che disegnano una riduzione drastica del conto energia e un boom di critiche prevedibile.
Il testo dell’emendamento recita: "Allo scopo di ridurre il costo finale dell'energia per i consumatori e le imprese, recita l'articolo 35 del decreto legge - a decorrere dal primo gennaio 2012 tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni, comunque gravanti sulle componenti tariffarie relative alle forniture di energia elettrica e gas naturale, previste da norme di legge o da regolamenti sono ridotti del 30 per cento rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010".
Il Consiglio dei Ministri, nonostante la ferma opposizione della minoranza e delle associazioni di categoria, ha approvato ad oggi l’emendamento.
Chiunque volesse a questo punto capire come muoversi nella selva di informazioni relative al Quarto Conto Energia e “successive modifiche e integrazioni”, è costretto ad attendere che il ministero dello Sviluppo emetta il suo parere su proposta dell’autorità dell’Energia.
Di fatto, si registra che il ministero dello Sviluppo non ha cambiato rotta e, nonostante le promesse pre-elettorali e gli sforzi per cambiare tendenza anche in forza del fatto che la scelta dell’elettorato a favore dell’investimento sulle energie green e non pericolose era stato chiaro, sembra che si sia tornati indietro di svariati mesi, quando, con un colpo di scure e contro ogni suggerimento dall’UE e dalle associazioni di categoria, il Governo aveva deciso di stoppare il comparto dell’energia alternativa, mandando nel panico Istituti di credito, imprese e privati cittadini che avevano già investito nel settore.
Per come era configurata la questione, il taglio riguarderebbe in proporzione le fonti rinnovabili interessate dal decreto, dunque in sostanza il primo comparto a farne le spese sarebbe quello del fotovoltaico per il quale la riduzione arriverebbe all’80%.
Naturalmente sia Anie-Gifi, sia Anev, Aper e Assosolare hanno elaborato una nota congiunta di protesta che sottolinea come l'impatto di questa misura possa risultare nei fatti devastante “non solo per il settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ma per tutti i consumatori, sia industriali che domestici, che attualmente beneficiano di incentivi o sgravi che trovano copertura nella bolletta, come per esempio, il bonus sociale per indigenti, anziani e malati”.
Anche il Quirinale, da parte sua, non ha gradito il cambiamento dell'ultima ora, il provvedimento sembra sia stato definitivamente eliminato dal testo dl decreto a seguito di tali polemiche e del polverone che ha generato tale presa di posizione.
Se tutto va come sembra, dunque, nel testo approvato al Quirinale nono dovrebbe ad oggi apparire il taglio agli incentivi. Ma il condizionale è d'obbligo.
RE: Incentivi fotovoltaico: riappaiono i tagli
allora mi preparo a ricevere lo sfratto. andro ad abitare .... in via Po
Inviato da Benito Danese
RE: Incentivi fotovoltaico: riappaiono i tagli
Taglio agli incentivi per il fotovoltaico!? Come al solito bisogna capire quali sono i veri interessi di chi ci governa e ancor di piu' perche' si vuole destabilizzare questo mercato. Bisogna dare informazione su come realmente stanno i fatti. Sicuramente tutti devono sapere che se non vengono rispettati gli obiettivi stabiliti dal protocollo di Kyoto, lo Stato, e quindi noi tutti, saremo costretti a pagare una multa salatissima. Come si suol dire, dopo il danno la beffa, o forse sarebbe meglio, prima la beffa e poi il danno reale. Mi chiedo, cosi' come tutti noi dovremmo fare, dove andranno a finire i fondi che erano stati destinati al nucleare? Perche' chi ci governa non risponde delle proprie azioni anche dopo il proprio mandato? Alessandro Casuccio
Inviato da Alessandro casuccio