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PMI Dome

La manovra all’esame dei mercati internazionali

Di qui a poco le risposte all’intervento economico del governo per ristabilire la situazione economica, ma risanare il debito potrebbe non bastare
Redazione PMI-dome | 18 luglio 2011
La manovra economica approvata in tempi record e che ha generato critiche bipartisan in ogni ramo del parlamento, si spera abbia per lo meno il merito di ristabilizzare la posizione italiana sui mercati. Il provvedimento sarĂ  ora all’esame delle maggiori istituzioni finanziarie internazionali, qui dunque si vedrĂ  l’importanza economica della manovra. E’ chiaro che per evitare il rischio di contagio in Europa e anche negli Stati Uniti, l’Italia è un anello di importanza fondamentale.   

I tagli alla spesa e gli aumenti fiscali che sono stati previsti dalla manovra, come è noto, dovrebbero portare difatti ad una riduzione del deficit ion grado di garantire che il disavanzo passi dal 3,9% del prodotto interno lordo nel 2011, al 2,7% nel 2012, all'1,5% nel 2013 e al pareggio nel 2014.

Sia la Commissione europea a Bruxelles sia la Banca centrale a Francoforte dunque valuteranno attentamente le misure di finanza pubblica, anche perché l'Italia, come altri paesi della zona euro, è oggetto di una procedura per deficit eccessivo.

Intanto dalla Deutsche Bank hanno commentato in un recente rapporto come “In Italia, dove il governo dovrebbe riuscire a registrare un surplus primario pari allo 0,5% del Pil quest'anno, la stabilizzazione a breve termine del debito non è lontana”. 

Nei giorni scorsi, il commissario europeo agli affari economici, Olli Rehn, aveva dato una valutazione preliminare rispetto alla manovra pessa in campo: “la Commissione – aveva sottolineato Rehn - sostiene questo sforzo serio di risanamento del bilancio, che è in linea con le esigenze europee, e di cui, monitoreremo l'attuazione”. 
Anche il Fondo monetario internazionale avrĂ  interesse a toccare con mano la manovra italiana, l'Fmi afferma pubblicamente di temere che la crisi europea possa creare sui mercati dubbi e angosce sul debito dei grandi paesi occidentali, primi tra tutti gli Stati Uniti.

Una relazione pubblicata il 12 luglio il Fondo ha fatto capire che per l’Italia ridurre il deficit statale non è sufficiente: “I principali obiettivi di politica economica - ha spiegato l'Fmi - dovrebbero essere di continuare il risanamento per diminuire l'elevato debito pubblico, mantenere la stabilità finanziaria, e rafforzare la crescita economica grazie a riforme strutturali”.

Non è forse superfluo sottolineare, infine, che è necessario che anche la competitività sui mercati sia mantenuta, come insegna la crisi greca. In questo senso, un'attenzione alle liberalizzazioni è prevedibile.

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